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Meno male che c’è Belen Rodriguez per cui oggi gli italiani invece che intristirsi con l’austerità di Monti e con lo spread possono discutere sul web………..
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Missione compiuta. L’obiettivo delle 100.000 firme (diecimila per ciascun quesito) per poter votare i DIECI REFERENDUM per CAMBIARE la SARDEGNA è stato raggiunto e …..
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Non se se sia il buon senso o l’effetto della crisi, ma il numero di sms augurali ricevuti…….
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Sicuramente Giovanni Malagodi, grande economista e senatore liberale non conosceva bene l’attuale Presidente del Consiglio, Mario Monti, ma non c’è dubbio……..
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INTERVENTI IN CONSIGLIO REGIONALE
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ARCHIVIO
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Intervento in aula del 07.02.2012. Cosa fare nell'attuale situazione della Sardegna?

Il Presidente Cappellacci riferisce in aula dell'incontro con il Presidente del Consiglio Monti.
Il Consiglio regionale discute su cosa fare.....
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OGGI IN CONSIGLIO REGIONALE
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1 ottobre 2011: Il Consiglio boccia la legge proposta dai Riformatori per ridurre i consiglieri. I Riformatori abbandonano l'aula per protesta.
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VARGIU (Riformatori Sardi). Grazie Presidente, colleghi consiglieri, i Riformatori ritengono che questo Consiglio regionale forse un po' distrattamente rischi di incamminarsi in una strada che è incredibile e che lo mette in una situazione davvero incomunicabile con l'intera Sardegna e voglio appellarmi alle libere coscienze dei singoli consiglieri regionali per cercare di ricordare loro il percorso che abbiamo fatto e che ci porta in questo momento in Aula. Guardate, è un percorso che i Riformatori fanno, e lo ripeto per la centesima volta, senza nessuna demagogia e senza nessuna forzatura. Noi abbiamo proposto la riduzione del numero dei consiglieri regionali 15 anni fa, l'abbiamo riproposta in tutte le legislature, abbiamo detto che il numero giusto per garantire funzionalità al Consiglio regionale è di 60 consiglieri e abbiamo avuto il coraggio di ribadirlo in un emendamento, che è l'emendamento numero 20 che è affidato all'Aula, perché riteniamo, come in tanti hanno detto, che queste non sono riforme che si facciano sotto la spinta dell'emotività della piazza, ma devo dire che non è neanche possibile che questo Consiglio regionale sia sordo a quello che pensano i cittadini fuori da qui. Perché questo non è pensabile, colleghi, è impossibile pensare di prendere in giro l'intera Sardegna! Guardate, non siamo noi Riformatori che abbiamo approvato in Commissione il disegno di legge, pure presentato dal Gruppo dei Riformatori, nel 2009 e nel 2007 e nel 2002 e nel 1998. Non siamo noi! E' stata l'unanimità dei presenti, è vero, dei componenti della Commissione tra cui c'erano autorevoli esponenti di quasi tutti i partiti rappresentati in Consiglio regionale. Non è il Capogruppo dei Riformatori che ha chiesto che venisse messo d'urgenza questo provvedimento all'ordine del giorno del Consiglio. E' stata l'unanimità dei Capigruppo dell'intero Consiglio regionale che ha deciso di mettere immediatamente all'ordine del giorno questo provvedimento e che ha deciso che questo provvedimento fosse il primo punto all'ordine del giorno perché era urgente. Beh, scusate, di queste cose i giornali, la stampa, le televisioni hanno dato ampissima comunicazione, i siti web si sono riempiti di commenti su questo. Il Consiglio regionale ha fatto una buona figura perché ha mandato un messaggio alla Sardegna in cui diceva che per autoriformarsi, finalmente trovando il coraggio di fare un'autoriforma, era disponibile alla riduzione del numero dei consiglieri regionali. Bene, di questo noi abbiamo dato comunicazione all'intero mondo che c'è qui fuori. Oggi se venisse approvato l'emendamento numero 7, per il quale viene chiesto lo scrutinio segreto, noi manderemo il seguente messaggio: cari sardi, scusateci abbiamo scherzato, anzi non abbiamo scherzato vi abbiamo preso in giro perché la nostra volontà di autoperpetuazione è tale per cui dopo aver annunciato che l'unanimità dalla Commissione, dopo aver annunciato che l'unanimità dei Capigruppo richiedeva urgenza, velocità, che era un segnale indispensabile da dare ai sardi, che era un segnale di funzionamento migliore della politica, che era un segnale anche - io dico sempre anche e non soprattutto - di riduzione di certi costi perché noi riteniamo che non siano funzionali all'attività efficace del legislatore, bene, dopo aver detto tutto questo tutti insieme con grancasse siamo a quello che il consigliere Gian Valerio Sanna decide di chiamare - io sono d'accordo con lui, forse partendo da presupposti diversi - clima di teatralità spinta. Cos'è altro se non un teatro un posto dove ci si riempie la bocca di tutto questo e poi ci si riserva, ovviamente a scrutinio segreto, incappucciati in modo che non si venga riconosciuti dai cittadini che sono qui fuori, si ventila l'ipotesi di chiudere, di mettere una pietra tombale su questa legge perché la si vincola alla riforma elettorale, riforma elettorale che non si è fatta nei dieci anni precedenti e riforma elettorale che nessuno ci garantisce che venga fatta nei dieci successivi. Beh, guardate, voi fate quello che desiderate, ogni consigliere regionale risponde alla propria coscienza, risponde a chi lo ha eletto, risponde ai cittadini, risponde alla propria dignità. Quindi ognuno faccia (a scrutinio palese, come io avrei preferito, o a scrutinio segreto) quello che ritiene, quello che desidera, quello che crede corrisponda meglio alle esigenze di chi lo ha espresso. Però, guardate, che si possa ragionare in termini di sacralità del Consiglio chiedendo che venga rispettato dall'esterno di questo Palazzo la sacralità del Consiglio, l'attività del legislatore, il Parlamento dei sardi, quando il Parlamento dei sardi decide di prendere in giro, rischia di prendere in giro chi sta fuori da qui, beh, insomma, io credo che la nostra credibilità raggiungerebbe veramente il minimo storico. Nel senso che saremo indifendibili, nel senso che sarà impossibile a ciascuno di noi andare a una riunione di partito, andare a una riunione in mezzo alla gente perché quello che avremmo fatto ci verrebbe rinfacciato a ogni piè sospinto.
Badate, io vi chiedo veramente di riflettere se valga la pena di far correre all'istituzione del Parlamento sardo, di cui ciascuno di voi dice di comprendere e di voler difendere la sacralità, di far correre a questa istituzione il rischio della perdita totale di credibilità che ci sarebbe su una marcia indietro a 180 gradi su un provvedimento come questo. Guardate, noi Riformatori vi chiediamo di non farlo, di non fare un errore che non sarebbe soltanto un errore dei singoli consiglieri che sbagliando decidessero di adoperare questa strada, ma sarebbe un errore che sicuramente ricadrebbe sull'intera istituzione e che renderebbe davvero impossibile saldare quel clima di credibilità tra società che sta fuori dal Palazzo e Palazzo che invece è indispensabile per gestire la difficilissima crisi sociale che noi abbiamo di fronte e le immense responsabilità che gravano su di noi.
Non ho altro da aggiungere, io sto facendo veramente un appello alle coscienze di ogni singolo consigliere regionale. L'ultima cosa e l'unica cosa che posso aggiungere è che ovviamente se passasse l'emendamento numero 7 i Riformatori, signor Presidente del Consiglio, non si riconoscerebbero nel modo più assoluto nella legge che viene fuori da quest'Aula, pertanto nell'istante successivo all'eventuale approvazione, spero che non ci sia, dell'emendamento numero 7, i Riformatori abbandoneranno l'aula.
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