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Missione compiuta. L’obiettivo delle 100.000 firme (diecimila per ciascun quesito) per poter votare i DIECI REFERENDUM per CAMBIARE la SARDEGNA è stato raggiunto e …..
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Non se se sia il buon senso o l’effetto della crisi, ma il numero di sms augurali ricevuti…….
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Sicuramente Giovanni Malagodi, grande economista e senatore liberale non conosceva bene l’attuale Presidente del Consiglio, Mario Monti, ma non c’è dubbio……..
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500 tra Sindaci e amministratori comunali di tutta la Sardegna promuovono il Movimento Referendario Sardo che, trasversalmente ai partiti, punta a realizzare un complessivo progetto di modernizzazione della Sardegna.
Una novità vera per la politica sarda, tutta schierata "dalla parte del cittadino". Leggi i 10 quesiti......
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INTERVENTI IN CONSIGLIO REGIONALE
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Intervento a sostegno della riduzione dei consiglieri regionali 29/09/2011

VARGIU (Riformatori Sardi). Presidente, colleghi del Consiglio, anche noi Riformatori sottolineiamo come il dibattito che si sta svolgendo su questa legge sia un dibattito un po' strano, è stato sottolineato da tanti organi di stampa che si sono occupati dei resoconti consiliari, al punto che questa legge rischia di apparire quasi oggi in Consiglio regionale una legge orfana, una legge senza padri, una legge arrivata in Consiglio regionale quasi per caso, per una svista, per un errore di qualcuno, ma non si capisce bene di chi.
Bene, noi Riformatori vogliono dire una cosa chiara a quest'Aula, affinché sia nella correttezza e senza demagogia evidente a tutti qual è la nostra posizione: noi Riformatori siamo a favore della legge per la riduzione del numero dei consiglieri regionali, senza se e senza ma, siamo a favore. E' quindici anni che presentiamo questa proposta di legge che non è mai arrivata in Aula, la presentò per primo nel 1995 Massimo Fantola, forse sono anche più di quindici anni, l'abbiamo ripresentata nella scorsa legislatura, l'abbiamo ripresentata nel 2009 in questa legislatura. Devo dire che riguardando gli atti parlamentari di questo Consiglio non siamo stati i soli a presentarla. C'è in questa legislatura una proposta, anche se siamo stati l'unico partito politico, l'unico Gruppo politico che l'ha presentata, ma c'è in questa legislatura una proposta che ha come primo firmatario l'onorevole Uras, ce ne sono nella passata legislatura che hanno come firmatari il Gruppo dell'U.D.C., i consiglieri Floris e Cherchi, i consiglieri Bruno e Porcu e probabilmente tanti altri che nella ricerca degli atti io non sono stato sufficientemente bravo nel trovare.
Allora va detto, siccome è stato sostenuto da alcuni che la votazione e la scelta di ridurre il numero dei consiglieri regionali sarebbe poco dignitosa per questo Consiglio perché sarebbe la certificazione che siamo travolti dalla piazza, insomma, io credo che nella posizione dei Riformatori questo vizio non ci sia perché la nostra proposta di riduzione del numero dei consiglieri regionali data da talmente tanto tempo ed è sostenuta da tale convinzione politica che sicuramente non può essere in nessun modo posta in relazione con le attuali spinte della piazza. Noi lo ribadiamo che pur vedendo - sarebbe impossibile non vederla nella congiuntura del momento - l'importanza della cosa anche per la riduzione dei costi della politica, non crediamo assolutamente che la riduzione del numero dei consiglieri regionali della Sardegna debba essere rivolta prioritariamente a questo obiettivo. Noi siamo convinti che migliori il funzionamento della democrazia, non siamo affatto convinti che un'Aula pletorica con 80 consiglieri (che possono diventare 85 o 100 a seconda di quali sono i risultati delle elezioni, nella scorsa legislatura eravamo 85), non crediamo che una composizione così pletorica vada nella direzione del buon funzionamento dell'Aula consiliare e io credo che sia difficile che chi è appartenuto, ha fatto parte di questa Assemblea non possa e non abbia la stessa identica considerazione, non pensi al funzionamento dell'Aula, ai problemi di Regolamento che noi abbiamo legato a un numero esorbitante di consiglieri regionali, al funzionamento delle stesse Commissioni il cui ruolo anche in questa legislatura è stato totalmente svilito e non è più funzionale alle attività della nostra Aula.
Per cui, noi abbiamo proposto - ed è una proposta storica del Gruppo dei Riformatori - la riduzione a 60 del numero dei consiglieri regionali. E' la nostra proposta storica e quella che ancora oggi noi manteniamo. Devo dire che abbiamo verificato che la Commissione, all'unanimità, con l'astensione del collega Cuccureddu, ha preferito ridurre da 60 a 50 i consiglieri regionali. Beh, noi siamo in grado di spiegare perché i Riformatori pensavano al numero di 60 legandolo alle esigenze del territorio, legandolo alla rappresentanza di genere, legandolo all'abolizione del listino, quindi legandolo a un progetto di legge elettorale che è possibile fare. Io mi aspetto che chi ha proposto in Commissione il numero dei 50 consiglieri ( e qui abbiamo i verbali della prima Commissione che sono a disposizione dei consiglieri se li volessero leggere), io mi aspetto che chi ha proposto e votato la riduzione dei 50 consiglieri si alzi in Aula e spieghi il motivo per cui si è deciso di scendere a 50 consiglieri regionali - Campus l'ha già fatto, ma mi sembra che sia l'unico che l'ha fatto - lo spieghi, lo sostenga, spieghi qual è la relazione di funzionalità, spieghi qual è il rapporto col numero dei consiglieri regionali di altre regioni, magari entrando anche nel merito della dimensione oltre che della popolazione delle regioni e probabilmente è possibile che i Riformatori si convincano e che siano d'accordo che il numero ottimale per il buon funzionamento, non per i costi della politica, per il buon funzionamento di questa Assemblea regionale, perché faccia buone leggi, perché abbia un dialogo interno tra Gruppi politici e consiglieri sia effettivamente quello di 50. Sarebbe anche interessante sapere, se qualcuno li ha sentiti, come mai il numero di 50 è quello che i senatori del P.D. Scanu, Sanna e Cabras hanno identificato come numero ottimale per il funzionamento dell'Assemblea consiliare regionale. Sarebbe interessante, lo ripeto, perché è possibile che noi Riformatori che siamo fermamente convinti della necessità di ridurre il numero dei consiglieri regionali, ci convinciamo che la proposta dei 50 è quella migliore. Devo dire che invece ci convincono un po' meno i tanti consiglieri che sono intervenuti in quest'aula e hanno legato la riduzione del numero dei consiglieri regionali ad altro. L'hanno legato fondamentalmente alla riforma della legge elettorale cosa che noi condividiamo, al fatto che ci sia una rappresentanza di genere, al fatto che ci sia il presidenzialismo alcuni, al fatto che invece ci sia il parlamentarismo altri, al fatto che il sistema elettorale sia maggioritario alcuni, al fatto che il sistema elettorale diventi proporzionale altri, al territorio, all'abolizione del listino. Badate colleghi, non è il momento delle ipocrisie, chi ci ha impedito di modificare la legge elettorale nei primi due anni e mezzo di questa legislatura? Nessuno. Questo Consiglio regionale che noi diciamo sempre sovrano poi non è sovrano quando deve fare le riforme, quando deve fare le riforme su se stesso in modo particolare. E chi ci ha impedito nella scorsa legislatura quando noi abbiamo tuonato contro la legge elettorale che era fatta da Roma di dimostrare l'effettiva sovranità di questo Parlamento, cosa di cui tutti ci riempiamo la bocca nelle discussioni in aula trovando la sinergia e la sintonia per fare una legge elettorale che venisse da questo Parlamento, non ce l'ha impedito nessuno. E chi ci impedirà nei prossimi sei mesi cioè quelli che comunque servono a questa legge elettorale, a questa riduzione del numero dei consiglieri regionali che ha un percorso di legge costituzionale quindi deve essere approvata in doppia lettura dal Parlamento quindi sicuramente almeno sei mesi di tempo prima di diventare legge della Regione, beh chi ci impedisce in questi sei mesi di fare una legge elettorale in questo Consiglio regionale, non ce lo impedisce nessuno. Semplicemente io non vorrei che qualcuno sapendo che sulla legge elettorale abbiamo 100 mila diversità e sfumature di modo di vederla non voglia legare la riduzione del numero dei consiglieri che si può fare e che si deve fare a una cosa che forse non si farà mai perché non siamo stati in grado di farla nei primi due anni e mezzo della legislatura, perché non siamo stati in grado di farla nella scorsa legislatura perché la pensiamo diversamente e non siamo riusciti a metterci d'accordo. Allora io non vorrei che ci fosse in qualcuno il retropensiero che si lega una cosa che si può fare a una che non si può fare o che non si vuol fare perché in realtà si potrebbe e come fare, per non farla. Ecco, a questo devo dire noi non ci presteremo. Noi non ci presteremo, colleghi del Consiglio, perché io credo che questo Consiglio che è sovrano come ognuno di noi ripete 100 volte, che è il Parlamento dei sardi, che è un'istituzione sacrale e tutte quelle cose a cui perché abbiano significato dobbiamo darglielo noi il significato perché fuori da qui il significato non gliene danno più, beh io credo che la cosa più importante colleghi oggi in quest'aula sia non prendere in giro i sardi, ve lo ripeto, credo che la cosa più importante sia non prendere in giro i sardi! E mi rivolgo alle coscienze libere dei 79 colleghi di questo Consiglio. Perché? Colleghi perché sappiamo benissimo cosa pensano oggi i sardi del problema della riduzione del numero dei consiglieri regionali. Io non entro nel merito, qualcuno di voi pensa che sia opportuno non ridurli, ho sentito delle motivazioni in tal senso, non entro nel merito, dico semplicemente che ciascuno di noi sa cosa pensa la quasi totalità o stragrande maggioranza, scegliete voi cosa dire, dei sardi sulla riduzione del numero dei consiglieri regionali. Bene, a questa stragrande maggioranza che ha problemi quotidiani di campare, che ha un atteggiamento nei confronti della politica che non è di simpatia verso la classe politica, verso la classe dirigente e ha anche delle ragioni se ha questo atteggiamento e una parte di queste ragioni è colpa nostra, noi gli abbiamo detto che la Commissione sacrale delle riforme, la più sacrale delle Commissioni del Consiglio regionale ha l'unanimità con la sola astensione del collega Cuccureddu ha deciso di ridurre a 50 i consiglieri regionali e questa notizia è apparsa su tutti i giornali ed è stata data da tutti gli organi di informazione.
Dopodiché i Capigruppo, e l'hanno riportato tutti i mezzi di informazione, all'unanimità hanno deciso che questa legge doveva urgentemente entrare in aula e quindi doveva essere messa al primo punto dell'ordine del giorno. Bene, a fronte di tutto questo abbiamo avuto in aula l'esplosione del partito del benaltrismo che sicuramente tende ad essere maggioritario. E' giusto fare la riforma del numero dei consiglieri regionali ma bisogna fare ben altro e siccome ben altro non siamo in grado di farlo perché non siamo d'accordo non si fa neppure questo. Bene, devo dire noi Riformatori la pensiamo diversamente. E collega Zuncheddu, lei mi sta interrompendo e fa bene ma io sarei arrivato a lei, sarei arrivato a lei e sarei arrivato al collega Maninchedda perché sono i due colleghi che in Consiglio regionale hanno motivato chiaramente la loro convinzione che il numero dei consiglieri regionali 80 stia bene. E io rispetto chi pensa diversamente da me, sarebbe impossibile da liberale che non lo facessi, devo dire che sia lei che il collega Maninchedda, il collega Maninchedda l'ha detto proprio in maniera documentata, ha calcolato che la riduzione proposta dei consiglieri regionali si tra il 38 e il 40 per cento e ha detto: "Io sono per la riduzione degli emolumenti dei consiglieri regionali del 38-40 per cento e per il mantenimento del numero." Bene, allora io mi aspetto che i partiti di riferimento facciano forte questa proposta in aula in modo che si sappia per voi che state ragionando sui costi della politica, noi non stiamo ragionando soltanto sui costi della politica ma anche sulla funzionalità dell'assemblea, si sappia qual è la vostra posizione affinché il Consiglio scelga tra una delle due. Noi chiediamo che il Consiglio dia una risposta ai sardi scegliendo tra quello che sosteniamo noi Riformatori che abbiamo peraltro anche sui costi della politica delle posizioni precise e quello che in aula il collega Maninchedda ha detto e quello che il collega Zuncheddu ha detto nelle conferenze stampa. Così non siamo ipocriti altrimenti siamo ipocriti e se gli ipocriti vengono messi in qualche girone infernale a rosolare con la pena del contrappasso (...). Per cui colleghi io chiudo, noi siamo contrari, fermamente contrari, ferocemente contrari a rimandare questa legge esitata all'unanimità dalla Commissione ed esitata e portata a furor di popolo dai Capigruppo in aula, di rimandarla in Commissione perché abbiamo ben chiaro cosa vuol dire rimandarla in Commissione e sappiamo che rimandarla in Commissione significa dare un segnale ai sardi, a quelli che ci guardano fuori da questo Consiglio assai negativo. Saremmo ancora più contrari, anzi lo poniamo come problema di coscienza, se a qualcuno venisse in mente di chiedere il voto segreto nel passaggio agli articoli o in qualche atto successivo della legge non ci sembra che sia un problema su cui i sardi capirebbero che il Consiglio sta facendo scelte di coscienza e quindi vuole avere un'indipendenza completa nelle proprie scelte di coscienza. Io credo che i sardi vedrebbero nel muretto a secco del voto segreto la volontà di un Consiglio incapace di autoriformarsi di continuare a garantirsi privilegi che a torto, sottolineo, a torto o a ragione i sardi oggi considerano non confacenti rispetto a ciò che si aspettano da questo Consiglio regionale. Quindi il nostro consiglio, il nostro suggerimento, il nostro impegno è perché questa legge venga approvata in fretta senza che si facciano ulteriori inciampi che danno un'immagine esterna di questo Consiglio regionale che è sicuramente l'opposto di quella che tutti quanti noi 80 vorremmo dare. E poi che si vada in modo molto veloce verso la stagione delle altre riforme, una stagione tante volte evocata in quest'aula e purtroppo sempre allontanata dai fatti e dagli eventi, riforme che noi crediamo che siano necessarie oggi per ridare un senso a questa istituzione e soprattutto in un momento di crisi, di difficoltà estrema quale quello che sta vivendo la società sarda, per ridargli una guida che è quella della propria classe dirigente che è inevitabile. Per me che ho lavorato per tanti anni all'interno di un ospedale so bene che non esiste, un reparto senza primario non può funzionare, non può funzionare neanche una società che non abbia una classe dirigente nella quale si riconosce. Se noi facessimo degli errori anche durante la discussione di questa legge non andremo certo nella direzione di dare prestigio e autorevolezza alla classe dirigente che vogliamo rappresentare
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OGGI IN CONSIGLIO REGIONALE
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1 ottobre 2011: Il Consiglio boccia la legge proposta dai Riformatori per ridurre i consiglieri. I Riformatori abbandonano l'aula per protesta.
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VARGIU (Riformatori Sardi). Grazie Presidente, colleghi consiglieri, i Riformatori ritengono che questo Consiglio regionale forse un po' distrattamente rischi di incamminarsi in una strada che è incredibile e che lo mette in una situazione davvero incomunicabile con l'intera Sardegna e voglio appellarmi alle libere coscienze dei singoli consiglieri regionali per cercare di ricordare loro il percorso che abbiamo fatto e che ci porta in questo momento in Aula. Guardate, è un percorso che i Riformatori fanno, e lo ripeto per la centesima volta, senza nessuna demagogia e senza nessuna forzatura. Noi abbiamo proposto la riduzione del numero dei consiglieri regionali 15 anni fa, l'abbiamo riproposta in tutte le legislature, abbiamo detto che il numero giusto per garantire funzionalità al Consiglio regionale è di 60 consiglieri e abbiamo avuto il coraggio di ribadirlo in un emendamento, che è l'emendamento numero 20 che è affidato all'Aula, perché riteniamo, come in tanti hanno detto, che queste non sono riforme che si facciano sotto la spinta dell'emotività della piazza, ma devo dire che non è neanche possibile che questo Consiglio regionale sia sordo a quello che pensano i cittadini fuori da qui. Perché questo non è pensabile, colleghi, è impossibile pensare di prendere in giro l'intera Sardegna! Guardate, non siamo noi Riformatori che abbiamo approvato in Commissione il disegno di legge, pure presentato dal Gruppo dei Riformatori, nel 2009 e nel 2007 e nel 2002 e nel 1998. Non siamo noi! E' stata l'unanimità dei presenti, è vero, dei componenti della Commissione tra cui c'erano autorevoli esponenti di quasi tutti i partiti rappresentati in Consiglio regionale. Non è il Capogruppo dei Riformatori che ha chiesto che venisse messo d'urgenza questo provvedimento all'ordine del giorno del Consiglio. E' stata l'unanimità dei Capigruppo dell'intero Consiglio regionale che ha deciso di mettere immediatamente all'ordine del giorno questo provvedimento e che ha deciso che questo provvedimento fosse il primo punto all'ordine del giorno perché era urgente. Beh, scusate, di queste cose i giornali, la stampa, le televisioni hanno dato ampissima comunicazione, i siti web si sono riempiti di commenti su questo. Il Consiglio regionale ha fatto una buona figura perché ha mandato un messaggio alla Sardegna in cui diceva che per autoriformarsi, finalmente trovando il coraggio di fare un'autoriforma, era disponibile alla riduzione del numero dei consiglieri regionali. Bene, di questo noi abbiamo dato comunicazione all'intero mondo che c'è qui fuori. Oggi se venisse approvato l'emendamento numero 7, per il quale viene chiesto lo scrutinio segreto, noi manderemo il seguente messaggio: cari sardi, scusateci abbiamo scherzato, anzi non abbiamo scherzato vi abbiamo preso in giro perché la nostra volontà di autoperpetuazione è tale per cui dopo aver annunciato che l'unanimità dalla Commissione, dopo aver annunciato che l'unanimità dei Capigruppo richiedeva urgenza, velocità, che era un segnale indispensabile da dare ai sardi, che era un segnale di funzionamento migliore della politica, che era un segnale anche - io dico sempre anche e non soprattutto - di riduzione di certi costi perché noi riteniamo che non siano funzionali all'attività efficace del legislatore, bene, dopo aver detto tutto questo tutti insieme con grancasse siamo a quello che il consigliere Gian Valerio Sanna decide di chiamare - io sono d'accordo con lui, forse partendo da presupposti diversi - clima di teatralità spinta. Cos'è altro se non un teatro un posto dove ci si riempie la bocca di tutto questo e poi ci si riserva, ovviamente a scrutinio segreto, incappucciati in modo che non si venga riconosciuti dai cittadini che sono qui fuori, si ventila l'ipotesi di chiudere, di mettere una pietra tombale su questa legge perché la si vincola alla riforma elettorale, riforma elettorale che non si è fatta nei dieci anni precedenti e riforma elettorale che nessuno ci garantisce che venga fatta nei dieci successivi. Beh, guardate, voi fate quello che desiderate, ogni consigliere regionale risponde alla propria coscienza, risponde a chi lo ha eletto, risponde ai cittadini, risponde alla propria dignità. Quindi ognuno faccia (a scrutinio palese, come io avrei preferito, o a scrutinio segreto) quello che ritiene, quello che desidera, quello che crede corrisponda meglio alle esigenze di chi lo ha espresso. Però, guardate, che si possa ragionare in termini di sacralità del Consiglio chiedendo che venga rispettato dall'esterno di questo Palazzo la sacralità del Consiglio, l'attività del legislatore, il Parlamento dei sardi, quando il Parlamento dei sardi decide di prendere in giro, rischia di prendere in giro chi sta fuori da qui, beh, insomma, io credo che la nostra credibilità raggiungerebbe veramente il minimo storico. Nel senso che saremo indifendibili, nel senso che sarà impossibile a ciascuno di noi andare a una riunione di partito, andare a una riunione in mezzo alla gente perché quello che avremmo fatto ci verrebbe rinfacciato a ogni piè sospinto.
Badate, io vi chiedo veramente di riflettere se valga la pena di far correre all'istituzione del Parlamento sardo, di cui ciascuno di voi dice di comprendere e di voler difendere la sacralità, di far correre a questa istituzione il rischio della perdita totale di credibilità che ci sarebbe su una marcia indietro a 180 gradi su un provvedimento come questo. Guardate, noi Riformatori vi chiediamo di non farlo, di non fare un errore che non sarebbe soltanto un errore dei singoli consiglieri che sbagliando decidessero di adoperare questa strada, ma sarebbe un errore che sicuramente ricadrebbe sull'intera istituzione e che renderebbe davvero impossibile saldare quel clima di credibilità tra società che sta fuori dal Palazzo e Palazzo che invece è indispensabile per gestire la difficilissima crisi sociale che noi abbiamo di fronte e le immense responsabilità che gravano su di noi.
Non ho altro da aggiungere, io sto facendo veramente un appello alle coscienze di ogni singolo consigliere regionale. L'ultima cosa e l'unica cosa che posso aggiungere è che ovviamente se passasse l'emendamento numero 7 i Riformatori, signor Presidente del Consiglio, non si riconoscerebbero nel modo più assoluto nella legge che viene fuori da quest'Aula, pertanto nell'istante successivo all'eventuale approvazione, spero che non ci sia, dell'emendamento numero 7, i Riformatori abbandoneranno l'aula.
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