#CA_mbia: ora gli Stati Generali per la Cagliari del 2050!

Cambiamo la città per non dover cambiare città!

Per la CAGLIARI del 2050 non ha senso discutere i dettagli, senza un VERO, GRANDE PIANO che dia identità alla città!

Il FUTURO di CAGLIARI non PUO’ ESSERE DECISO da QUATTRO AMICI dentro al PALAZZO: SERVONO gli STATI GENERALI!

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L’ultima cicogna è arrivata nel mese di agosto: il Comune di Cagliari ha atteso i quaranta gradi all’ombra per celebrare la nascita del’ennesimo Piano comunale: quello particolareggiato per il Centro Storico.

Ma l’ultimo parto della grande programmazione cittadina ha già tanti fratellini: nel luglio 2015 aveva visto la luce il Piano Acustico e pochi mesi prima si era celebrato il nulla osta europeo al Piano dei consumi energetici (PAES).

Nel maggio del 2015, è stato stilato l’accordo tra Comune di Cagliari e Regione per l’adeguamento del PUC al PPR, mentre nel maggio del 2014 è stato approvato il Piano Regolatore Portuale (la cui redazione è di competenza dell’Autorità Portuale) e nel 2013 il Piano di Utilizzo dei Litorali (PUL).

Insomma, un’attività di pianificazione frenetica che manca però di qualsiasi visione strategica sulla vocazione identitaria della città!

In altre parole, ha un senso dare una destinazione alla Manifattura Tabacchi, all’ex Carcere di Buoncammino, all’Ospedale San Giovanni di Dio e alle Cliniche universitarie, al Palazzo delle Scienze, senza aver deciso quale sarà il futuro dell’ex Caserma Ederle di Calamosca, dell’ex Ospedale Marino, dell’Ippodromo, del Padiglione Nervi, della Fiera Campionaria, di Medau su Cramu e del Parco di Montelargius?

Ha un senso progettare la mobilità urbana nella Via Roma e l’intermodalità senza avere un’idea progetto della città del futuro? Ha un senso parlare di portualità di Cagliari senza avere in testa quale città dovrà essere servita dal porto e dall’aeroporto e con quali sinergie di sviluppo?

Anche dal Piano particolareggiato del Centro Storico di Cagliari emerge la visione statica e ideologica di una città museale, che segue i percorsi fumosi dei centri della memoria e della solidarietà, dimenticandosi che il problema fondamentale di Cagliari è ormai palesemente diventato quello di SFAMARE CHI CI VIVE.

La sensazione è che questa Giunta, per propria incapacità a definire un’identità futura per la città, che crei opportunità, reddito, lavoro, si stia riducendo a progettare a spizzichi e bocconi spazi urbani che rischiano di restare senza abitanti e senza vita, come un immenso cimitero abbandonato.

La sensazione è che le rotonde e i lavori in corso, dietro alle loro transenne e alle loro reti metalliche, celino il vuoto pneumatico totale di un’amministrazione che, quando prova a pensare oltre il quotidiano, scopre di non avere nessun progetto condiviso per portare a Cagliari le nuove fonti di ricchezza di cui abbiamo bisogno come l’aria che respiriamo.

L’amministrazione di Cagliari ha molti “Piani”, ma nessuna vera strategia e proprio per questo evita il confronto: il Piano Particolareggiato del Centro Storico e il PUC, il Piano Energetico e quello della mobilità, lo stesso Piano del Porto di Cagliari non possono essere tessere impazzite di un mosaico di cui nessuncagliaritano comprende l’obiettivo e l’idea finale!

#CA_mbia chiede che si cambi metodo e che le scelte siano fatte insieme alla città!

Non è pensabile che le scelte più importanti per il futuro di Cagliari siano prese da pochi consiglieri comunali, quattro amici dentro il Palazzo che, mai come oggi, appaiono lontanissimi dai bisogni della città.

#CA_mbia CA_gliari chiede gli STATI GENERALI della CITTA’: tre giorni di discussione pubblica, aperti a tutti, che coinvolgano il mondo dell’innovazione e dell’impresa, le associazioni e l’alta formazione, la politica e la solidarietà, ma anche i cittadini “normali”, che vogliono rimboccarsi le maniche e i dire la loro, con un percorso mai visto prima che consenta di dare un ruolo centrale alla cultura della produzione del reddito, l’unica che può rendere sostenibile la qualità delle attività di Welfare.

Senza cambiamento di rotta, Cagliari muore.

Noi di #CA_mbia CA_gliari lo abbiamo capito e per questo non proponiamo soltanto un progetto per le elezioni di Cagliari del 2016, ma una vera rivoluzione nei rapporti tra il Palazzo e la città: politica e cittadini alleati insieme per garantire FUTURO a Cagliari!

#CA_mbia: il progetto per Cagliari 2016. Cambiamo la città per non dover cambiare città!

# CA_mbia: per dare alla città il sindaco migliore.

La politica da sola non ce la fa più e per questo chiede aiuto alla città. Cagliari è anche un affar tuo!
Cagliari chiede generosità a tutti i cagliaritani per una sfida straordinaria che dia speranza nuova alla città e alla Sardegna.

Si parte con sette liste per #CA_mbia
Cagliari TTT (tolerance, talent, technology)
Cambiavento
Cittadini per Cagliari
Flamingos
Innovazione
L’altra Cagliari
Riformatori Sardi

Qual è il programma di #CA_mbia?

I progetti di cambiamento sono tutti ambiziosi e articolati. Ma noi abbiamo cercato di farne una sintesi, immediatamente comprensibile a tutti.

VOGLIAMO UTILIZZARE TUTTE LE RISORSE DELLA CITTA’ PERCHE’ PRODUCANO REDDITO, OPPORTUNITA’ E POSTI DI LAVORO PER I CAGLIARITANI E PER I SARDI!

Massimo rispetto per musei, uffici pubblici e centri sociali: ma qui serve altro!

Abbiamo bisogno di cultura d’impresa e di attività economiche che producano nuova ricchezza per i cagliaritani e i sardi e tante buste paga per chi non ha il lavoro!

Se le 10 più grande opere incompiute/abbandonate della città (le prime cinque? ex Ospedale Marino, Molentargius, Caserma Ederle, ex Ospedale Militare, Carcere di Buoncammino), dessero 200 posti di lavoro ciascuna, avremmo subito 2000 nuovi occupati a Cagliari!

#CA_mbia trova il sindaco migliore!
La nostra ambizione è quella di fare crescere un grande movimento intorno a #CA_mbia, che coinvolga quella parte della città che sino a oggi si è considerata estranea alla politica, che aggreghi altre esperienze civiche per scegliere, con metodo condiviso, tutti insieme, il miglior candidato sindaco possibile.

Con il proprio candidato sindaco, #CA_mbia cercherà il rapporto con tutti quelli che pensano che l’esperienza della Giunta Zedda non sia riuscita a cambiare le sorti della città: #CA_mbia crede nel metodo delle primarie e dichiara la propria disponibilità a confrontarsi con chiunque ne condivida il programma.

Stop sprechi alimentari nelle mense della Camera dei Deputati! L’impegno di Montecitorio

Sono inaccettabili gli sprechi alimentari nelle mense di Montecitorio. Gli sprechi esistono ovunque: ogni famiglia butta nel cestino della spazzatura 600 grammi di cibo alla settimana. Nell’anno di Expo, dedicato al cibo e alla vita, la politica deve dare l’esempio.

Per questo ho chiesto durante la votazione del bilancio della Camera di attivare convenzioni trasparenti con associazioni di volontariato che possano prendersi carico del cibo non consumato, della carne, del pane e della frutta rimasti intatti e non meritevoli di finire nel cassonetto.

Richiesta accolta. Montecitorio si impegna sulla questione e punta a cancellare ogni spreco!

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IL TESTO DELL’ORDINE DEL GIORNO AL BILANCIO DELLA CAMERA

La Camera,

premesso che:
«Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita» è il tema lanciato da Expo 2015, un’occasione per ribadire e trovare soluzioni più efficaci anche nella lotta allo spreco alimentare;
in questo contesto la Carta di Milano, promossa dal governo italiano, sottolinea il valore sociale del cibo e impegna istituzioni, associazioni e cittadini a farsi parte attiva nella costruzione di un mondo sostenibile e a garantire a tutti il diritto di accedere a una quantità sufficiente di cibo sicuro, sano e nutriente;

simili impegni sono stati promossi dal Governo italiano, tramite il Ministero dell’ambiente, nel corso dell’iniziativa internazionale «Stop Food Waste, Feed the Planet» in cui, nell’ambito del Semestre di Presidenza italiana dell’UE, è stata presentata la Carta di Bologna;

è calcolato in circa 8,1 miliardi di euro lo spreco domestico italiano nel 2014 pari a circa lo 0,5 per cento del nostro PIL, mentre ammonta a 6,5 euro il valore dello spreco alimentare domestico italiano settimanale medio di una famiglia (fonte osservatorio Waste Watcher);
secondo i dati diffusi dall’Agenzia Italiana per le erogazioni in agricoltura, sono più di 4 milioni le persone raggiunte in Italia nel 2013 dal sistema di distribuzione di prodotti alimentari destinati alla popolazione indigente;

in linea con gli auspici della Carta di Milano, la Commissione Affari Sociali della Camera è impegnata nell’esame di proposte di legge che vanno in direzione della limitazione degli sprechi, dell’uso consapevole delle risorse e della sostenibilità ambientale (relatrice Gadda);

tali proposte di legge, tra le altre misure, intendono facilitare la donazione delle eccedenze e introdurre il criterio della cessione a titolo gratuito, a fini di beneficenza, delle rimanenze tra i criteri presenti nei bandi d’appalto ai fini dell’individuazione dell’offerta economicamente più vantaggiosa;

è ragionevole supporre che sprechi alimentari si registrino anche nelle strutture di ristorazione presenti presso la Camera dei Deputati, a fronte delle migliaia di pasti quotidianamente erogati, ed è altrettanto ragionevole ritenere che l’istituzione debba impegnarsi fattivamente per la riduzione di tali sprechi, dando l’esempio in virtù del suo ruolo di grande responsabilità sociale,

invita, per le rispettive competenze, l’Ufficio di Presidenza e il Collegio dei Questori

   a valutare l’opportunità di:

garantire la qualità dei processi di conservazione degli alimenti utilizzati dalle strutture di ristorazione presenti presso la Camera dei Deputati al fine di impedirne il deterioramento e consentirne il riutilizzo;

individuare, tramite selezione aperta e trasparente, una o più associazioni di volontariato a cui destinare le eccedenze alimentari prodotte nelle strutture di ristorazione presenti presso la Camera dei Deputati;

prevedere, in fase di selezione, precisi obblighi di informazione in capo alle associazioni partecipanti sulla destinazione delle eccedenze e sul numero delle persone raggiunte;
prevedere nelle prossime gare di appalto per i servizi di ristorazione il criterio della cessione a titolo gratuito, a fini di beneficenza, delle rimanenze.
9/Doc. VIII, n. 6/95Vargiu, Matarrese.

Al Santissima Trinità di Cagliari l’angiografo da 1 milione di euro è inutilizzabile!

In questa sanità sarda che, pure ormai si regge soltanto sullo spirito di sopportazione e di sacrifico di chi ci lavora, la vicenda della Radiologia del SS.Trinità è comunque allucinante!
Nel febbraio del 2014 (più di un anno e mezzo fa!) è stata comprata una macchina di altissima tecnologia (un angiografo digitale), costata quasi un milione e mezzo di soldi pubblici, che permetterebbe alla ASL 8 di dare risposte di altissima qualità specialistica, oggi spesso assenti a Cagliari.
Invece, siamo all’assurdo -prosegue Vargiu- : i locali che dovrebbero accogliere la nuova macchina e la sala ibrida sono eternamente in preparazione (i lavori sembrerebbero peraltro incredibilmente fermi!) mentre la TC perfettamente funzionante che li occupava e’ ora “temporaneamente fuori servizio”, per cui tutto il carico del lavoro TAC e’ svolto dall’unica apparecchiatura funzionante, al Pronto Soccorso, ovviamente intasata da una mole di esami enorme!.
Nel frattempo l’azienda fornitrice dell’angiografo minaccia azioni legali per il danno subito e, sopratutto, i pazienti del SS. Trinità vivono disservizi straordinari e si vedono negate le prestazioni che solo la nuova macchina può eseguire.
Una situazione surreale, di spreco e di disservizio per cui e’ urgente l’intervento di vigilanza del Ministro della Salute, che sblocchi l’incredibile vicenda!
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