Le prestazioni per la non auto sufficienza devono essere uguali in tutta Italia: Vargiu presenta odg

Su queste cose non ci possono essere figli e figliastri!

Ecco il testo dell’Ordine del Giorno presentato insieme a Salvatore Matarrese, che verrà discusso oggi alla Camera:

La Camera dei deputati, premesso che:

L’incremento di 50 milioni di euro del Fondo Nazionale per la non autosufficienza previsto dalla presente legge, rappresenta sicuramente uno sforzo di civiltà di un Paese che riconosce i propri obblighi per favorire la crescita della coesione sociale e la necessità della tutela e della garanzia dei diritti della parte più debole della popolazione;

Vi è piena consapevolezza che la capacità di crescita degli impegni finanziari a sostegno dello Stato sociale è fortemente condizionata dalla effettiva ripresa economica del Paese, mentre la crescita del PIL resta la miglior garanzia di sostenibilità per qualsiasi forma di Welfare;

gli interventi a sostegno della disabilità e della non autosufficienza previsti dalla legislazione italiana e dalle legislazioni regionali sono molteplici, talora deliberati ed erogati attraverso gli Enti a cui è affidata l’assistenza, spesso fortemente diversificati nelle varie aree del Paese, tali da configurare un sistema di tutela e di garanzie che crea una copertura a macchia di leopardo nelle diverse Regioni italiane, creando inaccettabile disomogeneità geografica nella fruizione dei diritti del cittadino;

vi è nel Paese l’aspettativa di un sistema di garanzie sociali per la non autosufficienza che copra in modo omogeneo le diverse aree del Paese;

impegna il Governo

a raccogliere, anche attraverso il monitoraggio dell’attività e delle provvidenze a cura dell’INPS e anche attraverso la ricognizione delle differenti normative disposte in materia da parte del legislatore regionale, tutte le informazioni necessarie per avere una mappatura precisa e dettagliata degli interventi a sostegno della disabilità garantiti nelle varie Regioni italiane da parte di tutte le istituzioni erogatrici;

a promuovere l’omogeneizzazione della quantità e della qualità delle prestazioni a sostegno della disabilità e della non autosufficienza rese ai cittadini delle differenti Regioni italiane.

Accesso al credito per PMI: Vargiu impegna, il Governo accoglie

Questa mattina il Governo ha favorevolmente accolto l’odg presentato dagli onorevoli Vargiu e Matarrese sul Ddl in discussione in queste ore e riguardante la riforma del diritto fallimentare in materia di insolvenza e crisi delle imprese.

Di seguito il testo approvato.

La Camera, premesso che:

con il provvedimento in esame si dà al Governo la possibilità di varare una riforma organica delle procedure concorsuali di cui al regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, e della disciplina sulla composizione delle crisi da sovraindebitamento per il riordino dell’amministrazione straordinaria delle grandi imprese in stato di insolvenza di cui al decreto legislativo 8 luglio 1999, n. 270, e delle misure urgenti per la ristrutturazione industriale di grandi imprese nello stesso stato;

l’obiettivo dovrebbe essere quello di facilitare l’emersione di una situazione di crisi dell’azienda, quando la stessa situazione non è ancora compromessa, cercando di garantire la sopravvivenza e il rafforzamento degli strumenti a disposizione dell’impresa, evitando di fatto lo stato di messa in liquidazione della società;

nel 2016, rispetto al 2015, si è registrato un calo dei numeri del fallimento delle imprese italiane: tuttavia, questa notizia, non è di certo confortante se si pensa che ad oggi falliscono 58 imprese al giorno circa (nei primi due trimestri del 2016 hanno portato i loro libri in tribunale 7343 imprese); inoltre ad oggi, gennaio del 2017, non abbiamo ancora contezza di quale sia l’andamento in questo primo trimestre del nuovo anno solare;

inoltre si riduce sempre di più l’accesso al credito per le piccole e medie imprese e per le imprese artigiane. Confartigianato Avellino, nel dicembre 2016, ha segnalato il calo dei volumi erogati a favore delle Pmi nel corso dei primi sei mesi dell’anno scorso. Nel giugno 2016 in tutte le regioni si osserva una discesa dello stock dei prestiti: il calo meno accentuato è quello del Lazio con il -2,5%, seguito dalla Sardegna con il -3,0% e da Valle d’Aosta e Molise, entrambi con il -3,3%. All’opposto le riduzioni più marcate sono quelle di Marche (-13,8%), Umbria (-8,2%), Abruzzo (-8,0%) e Campania;

ad oggi, in Italia, i livelli di tassazione nei confronti delle imprese, grandi, medie e piccole, restano i più alti di tutto il continente Europeo, mortificando di fatto l’ingresso di nuove imprese sul mercato del lavoro e favorendo le situazioni di insolvenza che, in combinato disposto con il sempre più difficile accesso al credito, determinano numeri ancora preoccupanti per la nostra economia;

a questo si aggiunge il fatto che secondo il conteggio della Cgia di Mestre, l’effetto delle sanzioni economiche che l’Ue ha introdotto nel 2014 verso Mosca (prima a luglio, poi rafforzate a settembre), a seguito della crisi politico-militare con l’Ucraina, che poi hanno portato all’embargo di reazione da parte della Russia (da agosto), è costato all’Italia – fino al primo trimestre del 2016 – circa 3,6 miliardi di euro;

impegna il Governo:

a considerare l’opportunità di adottare provvedimenti in favore dell’accesso al credito da parte delle imprese italiane, anche con forme di garanzia anche “non possessorie” (e che dunque non impongono la perdita del bene dato in garanzia), che possano vedere banche e creditori non mutare atteggiamento nei confronti di quelle aziende che dovessero aver rilevato in una situazione di preallarme le condizioni per l’ingresso in uno stato di crisi, vedendo altrimenti sottrarsi così gli strumenti per poter rilanciare il loro mercato ed evitare di chiudere l’impresa;

a valutare, nel rispetto delle regole del Diritto Fallimentare così riformato, di regolamentare un meccanismo omogeneo per velocizzare le procedure di esdebitazione dell’imprenditore persona fisica, affinché lo stesso dopo essersi liberato dei debiti nei confronti dei creditori non soddisfatti, possa dare inizio ad un nuovo avvio.