Whistleblowing, il Governo ha accolto l’ordine del giorno Vargiu sulla normativa europea

Whistleblowing, il Governo ha accolto l’ordine del giorno Vargiu sulla normativa europea

La Camera ha approvato la legge sul whistleblowing, la normativa che tutela i lavoratori dipendenti del settore pubblico e privato nella loro attività di segnalazione di atti fraudolenti o lesivi nei confronti dell’azienda (pubblica o privata). Il Governo ha accolto, inoltre, l’ordine del giorno a firma Pierpaolo Vargiu e Salvatore Matarrese, che impegna lo stesso a chiedere in sede europea la redazione di una normativa unica e comunitaria, valida dunque per tutti gli stati membri.

L’odg è il seguente.

La Camera, premesso che:

la locuzione whistleblower si riferisce ad un soggetto che, svolgendo un’azione di interesse generale, denuncia pubblicamente o alle autorità, attività illecite o fraudolente all’interno della pubblica amministrazione, di un’organizzazione statale centrale, di aziende pubbliche o private. Le rivelazioni o denunce, possono essere di varia natura: violazione di una legge o regolamento, minaccia di un interesse pubblico come in caso di corruzione e frode, gravi e specifiche situazioni di pericolo per la salute e la sicurezza pubblica;

lo scorso 19 giugno è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale il nuovo decreto 25 maggio 2017, n. 90, di recepimento della IV Direttiva Antiriciclaggio. A decorrere dal 4 luglio 2017, data di entrata in vigore del predetto decreto, i soggetti destinatari della disposizioni sono obbligati a dotarsi di un sistema di tutela delle attività di whistleblowing;

la necessità di tutela del whistleblower tramite l’adozione di un sistema normativo di garanzia omogeneo in tutta l’Unione europea ha acquisito negli ultimi anni indifferibile urgenza anche in seguito allo scandalo suscitato dall’affare Lux Leaks  sui meccanismi di elusione fiscale (2014), o dai cosiddetti “Panama Papers” che hanno rivelato dettagliate informazioni finanziarie di migliaia di entità offshore (2015);

le attività di segnalazione e di denuncia, spesso riguardano aziende che operano in più Paesi o contesti di riferimento che vanno oltre i confini dei singoli Stati e necessitano pertanto di tutele transnazionali;

nonostante tutte le maggiori organizzazioni internazionali riconoscano l’urgenza democratica di fornire un sostegno ai whistleblower, e tanti Paesi, tra cui l’Italia, si stiano dotando di questo importante strumento di regolamentazione, manca ancora una normativa ad indirizzo unitario a livello europeo ed è evidente il ritardo di alcuni Stati persino nell’adozione delle norme di tutela più elementari;

il 23-24 ottobre 2017, il Parlamento europeo in sessione plenaria ha discusso una bozza su “Misure legittime di protezione dei whistleblower che agiscono nel pubblico interesse nel momento in cui rivelano informazioni riservate di aziende ed enti pubblici”, senza però ancora arrivare alla determinazione di redigere una direttiva unitaria in materia, vincolante per tutti gli Stati membri;

impegna il Governo

a valutare la possibilità di sollecitare in sede europea, per il tramite dei ministri competenti, il tema dell’urgenza dell’adozione di una normativa europea in materia di wisthleblowing, che possa garantire omogeneità di tutela in tutti gli Stati dell’Unione.

 

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