Tessera del tifoso

Tessera del tifoso

Cagliari Calcio, Prefettura obbliga la sottoscrizione della tessera del tifoso: Vargiu interroga il Ministro

Di seguito il testo dell’interrogazione parlamentare sui fatti del 25 marzo scorso.

Al Ministro dell’interno

Per sapere – premesso che:

in data 25.03.2017, un gruppo di ultras del Cagliari Calcio si è reso protagonista di gravi fatti contro l’ordine pubblico nella città di Sassari, che hanno determinato l’attivazione del DASPO contro 66 persone, individuate come responsabili dei fatti dalla Questura di Cagliari;

unitamente a tale provvedimento, in data 05.04 u.s., la Prefettura di Cagliari avrebbe emanato una ulteriore disposizione che, a fini precauzionali di tutela dell’ordine pubblico, rende obbligatoria la “Tessera Del Tifoso” per tutti coloro che intendono accedere alle partite casalinghe del Cagliari Calcio, sino al termine dell’attuale stagione calcistica;

per effetto di tale decisione della Prefettura, nella stessa giornata del 05 aprile scorso, il Cagliari Calcio ha diramato una propria nota in cui comunica che i circa 500 tifosi possessori dell’abbonamento “a voucher” per l’attuale stagione calcistica, oltre ad essere obbligati a sottoscrivere la TDT (eccezionalmente offerta al costo di 1 euro sino al 9 aprile 2017) sarebbero inibiti nell’utilizzo del loro abbonamento (come se anch’essi avessero subito la DASPO) per motivi legati all’impossibilità di aggiornare i sistemi di lettura dei voucher ai tornelli dello stadio;

secondo la stessa logica di tutela dell’ordine pubblico, il Cagliari Calcio ha comunicato che qualsiasi tifoso (compresi gli abbonati “a voucher”) volesse assistere estemporaneamente ad una singola partita casalinga della squadra del cuore, è anch’egli obbligato a sottoscrivere la TDT;

appare del tutto comprensibile il desiderio di portare ordine, decoro e passione sportiva vera all’interno dello stadio del Cagliari, scoraggiando qualsiasi ipotesi di partecipazione violenta agli eventi agonistici;

va tuttavia rilevato come la TDT non nasce con l’obiettivo di “schedare” gli appassionati di calcio, ma con quello di selezionare e agevolare i servizi resi ai sostenitori ufficiali della squadra, creando una sorta di “comunità privilegiata”, riconosciuta dalla società e coesa al proprio interno, anche attraverso iniziative comuni, orientate alla tutela dei valori del tifo sportivo;

non appare pertanto in nessun modo giustificato l’obbligo di adesione alla comunità dei tifosi associati tramite TDT per tutti coloro che non intendono in alcun modo partecipare a tale comunità privilegiata, ma hanno comunque piacere di sostenere allo stadio la propria squadra del cuore, ogni volta che possono;

il provvedimento restrittivo appare ancora più ingiustificato in considerazione della tradizionale correttezza della tifoseria cagliaritana, che non può certo essere indistintamente assimilata agli atti di teppismo del 25 marzo scorso, ascrivibili ad un gruppo assai limitato di violenti, peraltro ben noto agli ambienti delle forze dell’ordine e già giustamente circoscritto e sanzionato attraverso i provvedimenti DASPO irrogati;

l’obbligo generalizzato di TDT, rischia altresì di favorire l’assimilazione culturale di tutti i tifosi del Cagliari alle quote marginali di teppisti puniti con il DASPO con l’effetto involontario di allontanare dallo stadio proprio quella parte più tranquilla e più sportiva di tifoseria occasionale, di giovani, di famiglie la cui partecipazione fisica agli eventi sportivi aiuta a migliorarne le condizioni di sicurezza;

se non ritenga opportuno intervenire immediatamente perché sia revocato l’obbligo di adesione alla comunità dei tifosi dotati di “TDT” per tutti coloro che intendono continuare a seguire le partite casalinghe del Cagliari Calcio attraverso l’ordinario strumento dell’abbonamento “a voucher” o con l’acquisto sporadico del singolo biglietto per le gare di proprio interesse.

 

On. Pierpaolo Vargiu

Testamento Biologico

Testamento Biologico

La Camera, oggi, ha licenziato il disegno di legge sul testamento biologico. Il Governo ha accolto il seguente ordine del giorno a firma Vargiu.

La Camera dei Deputati

Premesso che:

la legge sul consenso informato e sulle disposizioni anticipate di trattamento interviene su una materia delicatissima, che pone al centro dell’attenzione del legislatore la dignità della persona e la sua libertà di scelta, ma anche le tematiche relative alla garanzia dell’assistenza e al supporto alla qualità della vita di ciascun individuo;

in tale legge viene ribadita la ricusazione di ogni forma di accanimento terapeutico, ma viene anche sottolineata la necessità di dare ogni possibile supporto assistenziale, terapeutico e tecnologico al paziente bisognoso di cure;

la valutazione attuale o in prospettiva della DAT della qualità della vita dell’individuo rappresenta comunque una valutazione personale, differente da caso a caso, che non è stata certo standardizzata attraverso una disposizione di legge, ma continua ad essere sempre frutto della percezione individuale, che è spesso differente non soltanto in relazione alla sofferenza fisica di una persona, ma anche del diverso contesto che circonda l’individuo, incidendo sulla sua complessiva percezione della realtà e sulle sue motivazioni esistenziali;

che le attuali scelte legislative del Parlamento appaiono ancora più convincenti perché accompagnate alla determinata convinzione di voler garantire a ciascun malato in condizioni di crescente sofferenza fisica tutti i supporti terapeutici farmacologici, tecnologici e psicologici che lo aiutino a convivere in equilibrio con la sua situazione esistenziale;

che l’equilibrato atteggiamento normativo sul “fine vita” che emerge dalla norma appena approvata scaturisce dal sistema valoriale del nostro Paese, fondato sulla solidarietà, sulla coesione sociale e sulla protezione delle fasce deboli della popolazione, alle quali sicuramente appartengono i cittadini affetti da gravi malattie;

la stessa protezione sociale va sempre estesa anche alle famiglie dei pazienti in condizioni di grave sofferenza psico-fisica, che devono essere adeguatamente accompagnate dal nostro sistema assistenziale, in modo da poter adeguatamente supportare il proprio congiunto anche nelle fasi più problematiche e di maggior sofferenza esistenziale;

che i valori liberali della tutela del diritto alla libera scelta individuale devono essere coniugati ai valori sociali generali della protezione delle fasce più deboli della popolazione e degli individui maggiormente esposte alla sofferenza psico-fisica;

impegna il Governo

a garantire e a rafforzare tutte le misure di protezione assistenziale e di sostegno psicologico ai pazienti che vivono drammatiche situazioni sanitarie che necessitano di forme di assistenza meccanica e terapeutica indispensabili per garantire la sopravvivenza, impegnandosi anche a fornire ogni possibile supporto terapeutico assistenziale e psicologico anche alle loro famiglie.

La Camera, oggi, ha licenziato il disegno di legge sul testamento biologico. Il Governo ha accolto il seguente ordine del giorno a firma Vargiu.

La Camera dei Deputati

Premesso che:

la legge sul consenso informato e sulle disposizioni anticipate di trattamento interviene su una materia delicatissima, che pone al centro dell’attenzione del legislatore la dignità della persona e la sua libertà di scelta, ma anche le tematiche relative alla garanzia dell’assistenza e al supporto alla qualità della vita di ciascun individuo;

in tale legge viene ribadita la ricusazione di ogni forma di accanimento terapeutico, ma viene anche sottolineata la necessità di dare ogni possibile supporto assistenziale, terapeutico e tecnologico al paziente bisognoso di cure;

la valutazione attuale o in prospettiva della DAT della qualità della vita dell’individuo rappresenta comunque una valutazione personale, differente da caso a caso, che non è stata certo standardizzata attraverso una disposizione di legge, ma continua ad essere sempre frutto della percezione individuale, che è spesso differente non soltanto in relazione alla sofferenza fisica di una persona, ma anche del diverso contesto che circonda l’individuo, incidendo sulla sua complessiva percezione della realtà e sulle sue motivazioni esistenziali;

che le attuali scelte legislative del Parlamento appaiono ancora più convincenti perché accompagnate alla determinata convinzione di voler garantire a ciascun malato in condizioni di crescente sofferenza fisica tutti i supporti terapeutici farmacologici, tecnologici e psicologici che lo aiutino a convivere in equilibrio con la sua situazione esistenziale;

che l’equilibrato atteggiamento normativo sul “fine vita” che emerge dalla norma appena approvata scaturisce dal sistema valoriale del nostro Paese, fondato sulla solidarietà, sulla coesione sociale e sulla protezione delle fasce deboli della popolazione, alle quali sicuramente appartengono i cittadini affetti da gravi malattie;

la stessa protezione sociale va sempre estesa anche alle famiglie dei pazienti in condizioni di grave sofferenza psico-fisica, che devono essere adeguatamente accompagnate dal nostro sistema assistenziale, in modo da poter adeguatamente supportare il proprio congiunto anche nelle fasi più problematiche e di maggior sofferenza esistenziale;

che i valori liberali della tutela del diritto alla libera scelta individuale devono essere coniugati ai valori sociali generali della protezione delle fasce più deboli della popolazione e degli individui maggiormente esposte alla sofferenza psico-fisica;

impegna il Governo

a garantire e a rafforzare tutte le misure di protezione assistenziale e di sostegno psicologico ai pazienti che vivono drammatiche situazioni sanitarie che necessitano di forme di assistenza meccanica e terapeutica indispensabili per garantire la sopravvivenza, impegnandosi anche a fornire ogni possibile supporto terapeutico assistenziale e psicologico anche alle loro famiglie.

“Si Vax”: Vargiu deposita proposta di legge per obbligatorietà dei vaccini

“Si Vax”: Vargiu deposita proposta di legge per obbligatorietà dei vaccini

Obbligatorietà sostanziale di tutti i vaccini previsti dal Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinica ed esclusione dalle attività di comunità dei bambini che non avessero protezione vaccinica; potenziamento e trasparenza delle attività di farmacovigilanza su eventuali eventi avversi e istituzione di un fondo specifico da 5 milioni di euro per il risarcimento dei possibili danni.

Questi i principali punti della proposta di legge “sì vax” presentata da Pierpaolo Vargiu, già presidente della Commissione Sanità della Camera e deputato di Civici e Innovatori.

La proposta prevede anche inoltre l’arresto fino a 3 mesi o l’ammenda fino a 10mila euro per chi diffonde “notizie antiscientifiche, atte a generare comportamenti potenzialmente lesivi della salute individuale e di quella pubblica”. La pena è raddoppiata se a divulgare notizie antiscientifiche è una persona capace di avere impatto sull’opinione pubblica.

“Il decreto proposto dal Ministro Lorenzin e in discussione domani in Consiglio dei Ministri sarà un passo importante, ma molti ancora ne dobbiamo fare per sconfiggere l’ideologia anti-scienza che sta causando il crollo delle vaccinazioni e l’aumento, per esempio, dei casi di morbillo” afferma Vargiu, medico oltre che parlamentare.

“Per questo ho presentato una proposta di legge che invierò al ministro Lorenzin come memorandum e che trasformerò in emendamenti al decreto. Una proposta per vaccinarsi contro i no vax e ricostruire una cultura della sanità pubblica contro falsi miti che fanno danni soprattutto sui più deboli, non solo su chi rifiuta la prevenzione.”

Assistenza sociale e burocrazia: Vargiu e Matarrese interrogano il Ministro Poletti

Di seguito l’interrogazione che gli onorevoli Vargiu e Matarrese hanno depositato questa mattina alla Camera dei Deputati.

Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali

Per sapere – premesso che:

come ogni anno, nelle scorse settimane, i soggetti percettori di provvidenze economiche a titolo di “indennità di accompagnamento” da parte dell’INPS vengono invitati dall’Ente previdenziale a presentare entro il 15 febbraio 2017 il cosiddetto “modello ICRIC” attestante il non ricovero del percettore presso istituti con retta a carico dello Stato;

tale azione in premessa da parte dell’INPS è rivolta ad accertare che i soggetti percettori non siano ricoverati (o non siano stati ricoverati nel corso del 2016) presso una struttura pubblica con costi a carico dello Stato, condizione che farebbe mancare i presupposti che stanno alla base del l’erogazione della indennità di accompagnamento;

lo stesso Istituto Previdenziale suggerisce ai destinatari della comunicazione di rivolgersi ad un Centro di Assistenza Fiscale o presso un professionista abilitato per compilare e far pervenire all’ Ente il documento richiesto o, in alternativa, di completare la procedura di compilazione per via informatica;

lo stato di percettore di indennità di accompagnamento, di solito si abbina ad una disabilità di entità particolarmente grave, tale per cui il titolare della provvidenza è quasi sempre impossibilitato a compiere gli atti elementari della quotidianità;

è del tutto evidente come un soggetto “non in grado di compiere gli elementari atti della quotidianità” ben difficilmente è in grado di recarsi presso un CAF o presso professionista abilitato per compilare il modello ICRIC, né tanto meno è in grado di completare la procedura per via informatica;

nella pressoché totalità dei casi, la procedura di compilazione del modello ICRIC si traduce pertanto in un ulteriore aggravio burocratico e di tempo perso per i familiari che concorrono alla gestione della persona non autosufficiente;

sarebbe apparentemente assai più ragionevole che l’Ente Previdenziale si limitasse a ricordare l’obbligo di segnalazione di periodi di ricovero presso strutture con retta a carico dei servizi sociali soltanto a coloro che ne avessero effettivamente usufruito, esentando dalla presentazione di qualsiasi documento coloro i quali non avessero in alcun modo fruito di tale prestazione;

appare inoltre possibile che l’attuale sistema di “autocertificazione” incoraggi i comportamenti illegittimi delle famiglie che, pur avendo eventualmente usufruito di accoglienza in istituto a carico dello Stato, verrebbero incentivate a rilasciare dichiarazioni fasulle pur di non perdere la provvidenza economica correlata alla indennità di accompagnamento,

sembrerebbe pertanto assai più ragionevole per l’INPS – e assai meno vessatorio per la famiglia del percettore di indennità di accompagnamento – che l’accertamento dell’eventuale ricovero presso strutture sociali e socio sanitarie interamente pagato dallo Stato venisse accertato attraverso semplici meccanismi di incrocio dei dati informatici tra gli Enti erogatori delle differenti prestazioni, piuttosto che attraverso farraginose forme di autocertificazione;

quale sia il motivo per cui l’INPS non acquisisce direttamente per via informatica dalle strutture di assistenza sociale e socio sanitaria tutte le informazioni relative agli eventuali ricoveri a totale spese dello Stato di individui che risultino percettori di indennità di accompagnamento;

quale sia, in ogni caso, il motivo per cui l’INPS non si limiti a chiedere l’attestazione autocertificata dei soli ricoveri eventualmente attivati, esentando dalla presentazione di qualsiasi documento tutti coloro che non avessero in alcun modo fruito di simili prestazioni a titolo gratuito.

 

DISCUSSIONE DELLE MOZIONI CONCERNENTI INIZIATIVE A FAVORE DI UNA CORRETTA ALIMENTAZIONE E CONTRO I DISTURBI ALIMENTARI. GUARDA L’INTERVENTO DI PIERPAOLO VARGIU.

Martedì 6 dicembre 2016

Grazie Presidente. Nell’esprimere il parere favorevole del gruppo dei Civici e Innovatori sulla mozione di cui siamo sottoscrittori, vorrei sottolineare come – credo – sia stato introdotto nella discussione dell’Aula un tema di importanza veramente grande, nel senso che oggi il discutere di corretta alimentazione consente di ragionare di una problema che riguarda la vera e propria sostenibilità del nostro welfare sanitario e cioè il tema degli stili di vita, nel senso che l’allungamento della durata della vita media dalla popolazione porta con sé una necessità, quella di aumentare gli stanziamenti economici per poter avere una sanità che sia degna della qualità che i cittadini si aspettano dall’offerta sanitaria in questo Paese. Ma per poter arrivare a una sostenibilità del sistema, è bene avere chiaro in testa un problema e cioè che bisogna, oltre che spostare l’età in cui arriva la fine dell’esistenza, anche aumentare la durata della vita in salute di ciascun cittadino, bisogna aumentare quello che in termine tecnico si chiama l’intervallo di tempo libero dalla malattia. In altre parole, se noi avessimo semplicemente spostato dai settant’anni agli ottant’anni la durata della vita media, ma l’individuo iniziasse essere un invalido che grava sul Sistema sanitario nazionale due anni o un anno prima della data di morte, noi ci troveremo in una situazione sostanzialmente insostenibile da qualsiasi sistema di welfaremoderno. Questo comporta che temi come questo all’attenzione dell’Aula siano fondamentali, noi dobbiamo avere in mente che le attività di prevenzione debbano essere strutturate, ragionamento che in questo Paese è difficilissimo da far penetrare. Le continue emergenze del nostro Sistema sanitario fanno sì che quella quota di risorse di finanziamenti pari al 5 per cento, che viene considerata universalmente come la quantità giusta di risorse finanziarie che devono essere stanziate per le attività di prevenzione, nel nostro Paese è ben lungi dall’essere raggiunta. Oggi si calcola che la percentuale di risorse destinate alla prevenzione che questo Paese mette in campo sia quasi inferiore dell’80 per cento a quella indispensabile; in altre parole noi stanziamo solo l’1 per cento del fondo sanitario nazionale a interventi che siano davvero inquadrabili nel contesto della prevenzione.

Allora cosa significa questo ? Significa che quello della corretta alimentazione diventa un tema veramente all’ordine del giorno: perché ? Perché molte volte in questo Paese si tende a dare una percezione distorta di ciò che significa corretta alimentazione nel senso che si tende ad avere un’idea dell’alimentazione che è basata su grandi demonizzazioni. L’ultima che è stata fatta in quest’Aula è quella relativa al consumo di olio di palma nel senso che l’olio di palma come costituente, come ingrediente di alcuni prodotti dell’alimentazione, in particolar modo nella ristorazione industriale, è stato considerato come un killer capace di uccidere e la sua presenza all’interno degli alimenti capace in qualche modo per davvero di fare un grave danno alla popolazione. Questi sono messaggi distorsivi perché messaggio fondamentale invece è un altro cioè noi dobbiamo cercare di mantenere la nostra popolazione entro il peso corretto per evitare che si creino situazioni che sappiamo che sono l’anticamera dalla patologia. Già nel secolo scorso le compagnie di assicurazione americane avevano un sistema di calcolo del premio che era legato al carico ponderale della persona che andava a stipulare l’assicurazione perché si aveva la piena consapevolezza che l’obesità rappresentava per se stessa un fattore di rischio e una causa di riduzione della lunghezza della vita. L’obesità ha la possibilità di tirarsi dietro una infinita quantità di patologie e non è necessario essere esperti in materia sanitaria per immaginarle. È evidente che le nostre articolazioni mediamente sono fatte per sopportare il peso giusto e standard dell’individuo e se noi caricassimo gli ammortizzatori di un’autovettura di un peso che è il doppio rispetto a quello che normalmente sono tarate per sopportare è assolutamente evidente che gli ammortizzatori di quella vettura andrebbero incontro ad una senescenza precoce. Lo stesso vale per le nostre articolazioni, lo stesso vale per la nostra colonna dorsale, lo stesso vale per il nostro sistema cardiovascolare aumentando il rischio dell’ictus e aumentando il rischio dell’infarto. La obesità introduce ad una serie di malattie dismetaboliche, quindi a disturbi che poi influenzano il benessere complessivo dell’individuo il cui elenco sarebbe sterminato. L’Italia è stato un Paese che, a mente di uno studio che è famoso tra coloro che si occupano di alimentazione che è il Seven Countries Study, è stato citato come esempio insieme ad altri per la corretta alimentazione. Infatti noi, uscendo dalla guerra, avevamo una alimentazione equilibrata e bilanciata che è stata senz’altro uno dei fattori che ha consentito l’allungamento della vita in questo Paese al di là della capacità delle strutture sanitarie di andare in quella direzione. Però oggi noi sempre più spesso vediamo in Italia situazioni simili a quelle americane dove l’obesità sta diventando un flagello per la sanità pubblica e per la sanità sociale. Sempre più spesso vediamo quadretti di famiglie dove i genitori obesi hanno figli obesi anche perché non c’è una percezione di allarme sociale di fronte all’obesità infantile. Il ragionamento corretto che questo Parlamento deve fare e che deve trasmettere al sottosegretario e all’intero Governo è che noi non abbiamo idee allarmistiche sulla alimentazione. Noi pensiamo che l’alimentazione faccia parte delle attività di prevenzione indispensabili in questo Paese e che sia necessaria un’educazione alla corretta cultura alimentare che significa che deve esserci un’educazione nei confronti delle famiglie, una educazione nei confronti dei bambini in età scolare, un’educazione affinché le mense scolastiche e le refezioni pubbliche. Un’educazione alimentare che comporti che anche le refezioni pubbliche, le mense scolastiche abbiano un’attività nel proporre la corretta alimentazione che sia integrata rispetto al resto dell’alimentazione che per i bambini si svolge all’interno delle famiglie, che ci sia un’attenzione all’equilibrio calorico cioè quel numeretto che equivale alle calorie che noi consumiamo che deve essere per forza identico a quello delle calorie che noi introduciamo se non vogliamo avere sovrappesi che, quando superano il 20 per cento, sconfinano nell’obesità franca. Dunque l’atteggiamento che noi chiediamo che il Governo abbia non è un atteggiamento d’allarme sociale nei confronti degli ingredienti che, presenti in questa o quella merendina, possono creare imbarazzo nel consumatore e il nostro atteggiamento non è neanche di lotta nei confronti di particolari alimenti o bevande che vengono introdotte nel senso che è vero che il vino fa male ma se viene introdotto in condizioni non misurate rispetto alla corretta alimentazione.

È vero che può far male l’introduzione delle bevande gasate ma quando, soprattutto nell’infanzia, l’uso delle bevande gasate sostituisce radicalmente quello dell’acqua. Ciò che viene fatto con moderazione, con educazione e nell’ambito di un equilibrio complessivo può essere integrato e se le famiglie, se le istituzioni, se la sanità non ha in mente che bisogna educare alla corretta alimentazione qualsiasi intervento di recupero di un paziente obeso è destinato al fallimento. Chiunque abbia avuto a che fare con pazienti obesi sa perfettamente che l’unico modo per recuperarli è abituarli nel lungo periodo a un’educazione alimentare corretta sia per quanto riguarda l’apporto qualitativo che per quanto riguarda l’apporto quantitativo per cui la raccomandazione – termino – che noi rivolgiamo al Governo è quella di avere ben chiaro in testa che il tema della prevenzione e il tema degli stili di vita non riguardano solo la corretta alimentazione ma riguarda la sostenibilità del nostro Sistema sanitario.

(Mozione Vargiu e altri  1-01442)

Decreto Fiscale: emendamenti sulla rottamazione delle cartelle

Rottamazione cartelle: estensione della misura dal 2000 fino alla data di pubblicazione della legge (e non fino al 2015) e allungamento delle rate da 4 a 72 (portabili fino a 120).

EMENDAMENTI
AC 4110 (DECRETO FISCALE)
Articolo 6
(Definizione agevolata)
Al comma 1, alinea, sostituire le parole: negli anni dal 2000 al 2015 con le seguenti: dal 1995 alla data di pubblicazione della presente legge.
6. 92. Vargiu, Menorello, Galgano, Monchiero, Prataviera, Bombassei, Matteo Bragantini.

Motivazione
Attualmente, l’articolo 6 prevede che il contribuente interessato alla definizione agevolata (Cd “rottamazione delle cartelle”) abbia la possibilità di pagare il solo debito capitale, gli interessi per dilazione di pagamento (4%) e l’aggio (ricalcolato), con lo sgravio, quindi, delle sanzioni per intero e dell’interesse di mora.
Il contribuente dovrà presentare la dichiarazione entro il 23 gennaio 2017, utilizzando la modulistica messa a disposizione dallo stesso agente della riscossione e nella dichiarazione dovrà indicare il numero di rate in cui intende pagare fino ad un massimo di quattro.
L’articola norma prevede la possibilità di applicare la norma ai ruoli affidati all’agente della riscossione dal 2000 al 2015.
La proposta emendativa si propone l’estensione della misura alle cartelle consegnate dopo il 31/12/2015 e fino alla data di pubblicazione della legge. Si ritine che la norma sia infatti iniqua e discriminatoria sotto molteplici profili. L’affidamento dei ruoli costituisce vicenda totalmente sottratta al contribuente e rimessa alla solerzia ed efficienza degli enti impositori, con l’effetto che solo una serie di coincidenze determinerà l’inclusione o l’esclusione dal meccanismo definitorio. Inoltre, si evidenzia che tale spostamento dei termini non avrebbe ricadute negative in quanto l’emissione delle cartelle non è, appunto, un evento soggetto a discrezionalità del contribuente. In conclusione, si ritiene che l’estensione della misura a tutte le cartelle emesse fino al momento della pubblicazione della provvedimento sarebbe un notevole miglioramento che, pur non azzerando il suo carattere discriminatorio, lo ridurrebbe sensibilmente.

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Articolo 6
(Definizione agevolata)
Al comma 1, alinea, sostituire le parole: quattro rate con le seguenti: settantadue rate, portabili a 120.
6. 93. Vargiu, Menorello, Galgano, Monchiero, Prataviera, Bombassei, Matteo Bragantini.

Motivazione
Attualmente, l’articolo 6 prevede che il contribuente interessato alla definizione agevolata (Cd “rottamazione delle cartelle”) abbia la possibilità di pagare il solo debito capitale, gli interessi per dilazione di pagamento (4%) e l’aggio (ricalcolato), con lo sgravio, quindi, delle sanzioni per intero e dell’interesse di mora.
Il contribuente dovrà presentare la dichiarazione entro il 23 gennaio 2017, utilizzando la modulistica messa a disposizione dallo stesso agente della riscossione e nella dichiarazione dovrà indicare il numero di rate in cui intende pagare fino ad un massimo di quattro.
La proposta emendativa si ripropone una rateazione più lunga ai contribuenti che aderiranno alla definizione delle cartelle. Al momento, la misura prevede, a fronte di un cospicuo abbattimento del debito, un pagamento in tempi ravvicinati in massimo 4 rate, impedendo però di poter fruire della rateazione prevista oggi a 72 rate (portabile fino a 120) consentita dall’art. 19 DPR 602/73. Questo potrebbe rappresentare un disincentivo all’adesione, dato che, in molti casi, l’intollerabilità del debito è mitigata dalla tollerabilità della rata. Si evidenzia che le rateazioni a 72 rate ( portabili a 120) sono tutt’ora previste e pertanto non ci sarebbero ricadute negative per l’Amministrazione finanziaria, in caso contrario, la misura andrebbe considerata non più come un aiuto alle imprese, ma come un mero tentativo di incassare in tempi più rapidi, seppur importi inferiori.