Legge sui minori stranieri non accompagnati, sì all’affido familiare: accolto l’odg Vargiu

giovedì 30 marzo 2017

Il Governo ha accolto l’ordine del giorno, a firma Vargiu e Matarrese, inerente alla proposta di legge approvata ieri dalla Camera recante disposizioni in materia di trattamento dei minori stranieri non accompagnati. Di seguito il testo.

La Camera – premesso che:

il provvedimento in esame reca disposizioni in materia di tutela dei minori stranieri non accompagnati che per qualsiasi motivo si trovino in territorio italiano e mira ad affermare il divieto di respingimento alla frontiera per ragioni anzitutto umanitarie;

il provvedimento cura molti aspetti del processo di assistenza al minore migrante non accompagnato: l’accertamento della minore età per gli standard per l’accoglienza, la promozione dell’affido familiare o con la figura del tutore, le cure sanitarie, l’accesso all’istruzione; tutto questo al fine di facilitare l’integrazione di tali minori, ove non fosse possibile il volontario ricongiungimento familiare nel paese d’origine;

come da rapporto “Save The Children”, sono infatti quasi 26.000 i minori soli, anche giovanissimi, arrivati via mare nel 2016, e quelli arrivati nel primo mese del 2017 sono il 24% in più rispetto a gennaio 2016. La necessità di un sistema strutturato ed efficiente che li possa proteggere in modo adeguato non è più procrastinabile, ma urge un’attenta applicazione della legge;

molti minori stranieri, ad oggi, continuano a vivere in una condizione di semiclandestinità, magari in attesa di lasciare l’Italia, senza che ci sia una cultura condivisa dell’accoglienza, omogeneamente diffusa negli altri stati membri dell’Unione Europea;

i media nazionali, ed in particolar modo il programma “Le Iene”, hanno proposto inchieste giornalistiche che mostrano i minori che mettono a repentaglio la loro vita per superare le frontiere italiane e raggiungere i paesi del nord Europa, sottraendosi così al controllo e alla tutela da parte delle autorità italiane di vigilanza, tentando di attraversare le frontiere a piedi, spesso attraverso i collegamenti ferroviari, magari nelle ore notturne;

in assenza di percorsi di formazione ed integrazione, i minori spesso vannoad ingrossare le fila degli sbandati e della piccola delinquenza: lo dimostra la massiccia presenza di minori stranieri non accompagnati nelle vie dei centri storici e nei tunnel delle metropolitane italiane, spesso dediti all’accattonaggio o ad attività microdelinquienziali di borseggio ai danni dei passeggeri e dei molti turisti che visitano le nostre città;

l’affido familiare, senz’altro più che l’assegnazione del minore ad un tutore nominato dalla legge, favorirebbe l’integrazione dei minori stranieri non accompagnati, consentendo condizioni di vita adeguate alle esigenze esistenziali e ai diritti dell’età anagrafica e svuotando di utenza impropria i centri di accoglienza;

impegna il Governo:

a valutare l’opportunità di promuovere, in accordo con gli amministratori locali e anche attraverso successivi regolamenti dei Ministri competenti, ogni possibile azione finalizzata all’inserimento sociale dei minori stranieri e alla loro integrazione, anche ideando programmi di formazione ad hoc, in accordo con gli istituti scolastici pubblici e con la rete del volontariato sociale;

a valutare inoltre l’idea di rendere prioritario – snellendo altresì il processo burocratico – l’affido familiare, che meglio di ogni altra misura di sostegno risponde all’esigenza di garantire al minore un contesto esistenziale coerente con i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza e con la necessità della sua integrazione sociale.

Nessun commento.
Inserisci un commento

In Agenda