Alluvione, proroga degli adempimenti fiscali e più risorse per la ricostruzione

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

VARGIU – Al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministro dell’Economia e delle finanze – Per sapere – Premesso che:

nella notte tra il 18 e il 19 novembre 2013, violenti nubifragi colpivano con effetti alluvionali diverse zone della Sardegna, in particolare: la Gallura, il Nuorese, l’Ogliastra, l’Oristanese ed il Medio Campidano, provocando in totale diciannove vittime;

il Commissario delegato per l’emergenza alluvione quantificava i danni a circa 650 milioni di euro (dei quali oltre 440 quelli al patrimonio pubblico, oltre 33 quelli al patrimonio privato e 100 alle attività produttive, di cui 56 relativi alle sole aziende agricole);

lo scorso 10 luglio, durante le Conferenze delle Regioni e Stato-Regioni, la trattativa tra Regione Sardegna e Governo registrava degli sviluppi positivi per ciò che attiene i contributi pubblici a favore delle popolazioni sarde colpite dal ciclone “Cleopatra”;

l’impegno assunto dal Governo consisterebbe nell’avviare un apposito Tavolo tecnico finalizzato a definire i contenuti delle misure da adottare in favore della Sardegna per far fronte, almeno in parte, ai pesantissimi danni causati dagli eventi alluvionali;

il Governo starebbe, inoltre, valutando la possibilità di intervenire in favore dei soggetti colpiti, consentendo loro di accedere a prestiti agevolati con proroga dei termini per il pagamento dei tributi senza sanzioni, né interessi;

il Fondo per le emergenze nazionali è stato recentemente reintegrato per il 2014 con ulteriori 100 milioni di euro;

ad oggi, il contributo erogato dallo Stato per l’alluvione del 2013 in Sardegna si è limitato a venti milioni di euro,

numerose sono le famiglie e le imprese a tutt’oggi impossibilitate a far fronte, per impedimenti materiali, alle diverse scadenze fiscali e sarebbe pertanto dirimente che il Governo sospendesse ogni adempimento di ordine fiscale e burocratico, nonché i mutui, in scadenza – :

se intendano dar corso concreto e tempestivo alle iniziative sopra richiamate e, analogamente a quanto già riconosciuto in passato per le collettività colpite dagli eventi sismici e alluvionali dell’Emilia Romagna, valutino di assumere precisi impegni al fine di:

a) prorogare al 31 ottobre 2014, anche in raccordo con regione, provincia e comuni, ogni adempimento fiscale, contributivo e assicurativo relativo a persone fisiche e giuridiche, nonché i mutui, per i centri interessati dall’alluvione del novembre 2013, almeno fino a quando non sarà ripristinata una condizione di accettabile normalità per le famiglie e le imprese sarde.
b) destinare una quota significativa del Fondo per le emergenze nazionali a favore delle zone della Sardegna colpite dal ciclone.

Orgoglio Sardegna, consegnati 20mila euro all’Istituto Amsicora di Olbia

Non c’è soltanto la politica delle belle parole e delle promesse in libertà. C’è anche quella dei piccoli, ma significativi gesti di solidarietà.

Nei giorni dell’alluvione di Olbia, noi Riformatori abbiamo “adottato” un simbolo della devastazione che aveva colpito i sardi e la Sardegna. E abbiamo preso l’impegno di attivare una campagna di crowdfunding per aiutare a ricostruire il laboratorio di una scuola di Olbia, distrutto dalla furia delle acque.

Abbiamo scelto di aiutare una scuola perché sappiamo che solo dall’istruzione e dalla cultura può arrivare la riscossa della Sardegna, che non si arrende né alle catastrofi naturali, né alle sue disgrazie economiche e sociali.

Grazie a Shinynote.com, non ci sono state spese per la raccolta dei fondi via web.
E grazie alla generosità di tanti “amici” dei Riformatori si è attivata una vera e propria gara della solidarietà, a cui hanno partecipato direttamente tanti cittadini comuni, ma anche diversi parlamentari e alcune prestigiose aziende italiane come Brembo e Carpisa-Yamamay. La campagna è stata sostenuta anche dalla Ferrari di Luca di Montezemolo.

Questa mattina alle 10.30, all’IPIA di Olbia, il coordinatore Giovanni Pileri, il consigliere comunale di Olbia Giovanni Cassitta e il Presidente della Commissione Sanità della Camera Pierpaolo Vargiu hanno guidato la delegazione che ha consegnato al Preside dell’IPIA la solidarietà dei Riformatori: un assegno di quasi ventimila euro, che non cancella certo i segni indelebili dell’alluvione, ma certifica che la buona politica sa parlare anche il linguaggio semplice della solidarietà.

Il dirigente Corda ha espresso vivo ringraziamento per l’iniziativa partita da Giovanni Pileri: “‘L’ex assessore era qui con noi a spalare fango – ha detto il preside. “Oggi con questa cifra possiamo rimettere in sesto il laboratorio di meccanica, gravemente compromesso a causa dell’alluvione di novembre”

ORGOGLIO SARDEGNA SUI GIORNALI

L'Unione Sarda

 

La Nuova Sardegna

 

 

Il lancio di Orgoglio Sardegna in aula alla Camera:

Comuni alluvionati: escludere le spese per la ricostruzione dal patto di stabilità

Presentato in Commissione Bilancio e in Aula un importante emendamento al Dl Enti Locali.

Con questa proposta vogliamo escludere dal patto di stabilità delle spese sostenute dalle Regioni per la ricostruzione e il ripristino dei danni causati dagli eventi sismici, dal dissesto idrogeologico, da eventi alluvionali e da emergenze ambientali.

Molti enti locali hanno i soldi per poter intervenire con le urgenti opere di mitigazione e di prevenzione del rischio idrogeologico. Se non ci sarà spazio nel patto qualsiasi somma non potrà però comunque essere spesa.

Non si chiedono nuovi fondi, stiamo chiedendo di utilizzare i fondi già in possesso dei comuni.

EMENDAMENTO PRESENTATO IN COMMISSIONE BILANCIO E IN AULA
AC 2121 ((DECRETO ENTI LOCALI)

Al comma 2 dopo la lettera 0a) aggiungere la seguente:
0b). Il comma 122 è sostituito con il seguente:
«122. All’articolo 32, comma 4, della legge 12 novembre 2011, n. 183, dopo la lettera n-quater) è aggiunta la seguente:
n-quater.1) per il triennio 2014-2016, delle spese sostenute dalle regioni e dai comuni per la ricostruzione e il ripristino dei danni causati dagli eventi sismici, nonché degli eventi correlati al dissesto idrogeologico, a eventi alluvionali ed emergenze ambientali».
1. 11. Vargiu.

Alluvione Sardegna: esenti dalle tasse i benefici ai dipendenti da parte dei datori di lavoro

Nel corso della votazione della legge di stabilita’ e del bilancio 2014, il Governo ha accolto il mio ordine del giorno, che raccogliendo una pressante richiesta in tal senso di Confindustria Sardegna, esenta dai redditi calcolati ai fini della tassazione e previdenziali tutti i sussidi occasionali, le erogazioni liberali e i benefici di qualsiasi genere, ivi compresa l’erogazione anticipata del TFR, concessi dai datori di lavoro ai propri dipendenti che risiedono nei Comuni colpiti dall’alluvione che ha devastato la Sardegna nello scorso mese di novembre.
Il Governo si impegna dunque ad estendere alla Sardegna le misure analoghe già concesse in occasione del terremoto che colpi’ il centro Italia nel maggio 2012.

Alluvione, lo Stato c’è o no? Basta alluvione delle parole, vogliamo fatti – L’intervento oggi in aula

Non è il tempo della retorica. In Sardegna c’era già il disastro sociale ed economico, la catastrofe dell’alluvione ha portato nuove tragedie economiche e lutti umani. Dopo l’alluvione delle acque, nessuno infligga ai sardi anche l’alluvione delle buone parole

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La dichiarazione di voto sulla mozione per impegnare il governo ad azioni concrete e urgenti in Sardegna dopo i tragici eventi dell’alluvione.

La mozione è stata votata a grande maggioranza dalla Camera. Puoi leggere qui il testo della mozione


Il testo dell’intervento

Signor Presidente, colleghi, non vorrei unire la mia voce a quella dei deputati sardi che, giustamente, in questo momento piangono il disastro che c’è in Sardegna. Non la vorrei unire perché mi sembrerebbe di continuare a ripetere uno schema che in quest’Aula tante altre volte si è già sentito e tante altre volte si è sentito in aule diverse da questa, quelle dei consigli regionali, dove vengono pianti i disastri di volta in volta diversi di diverse regione italiane.
Questa volta piangiamo la Sardegna, io vi do tre dati perché vi aiutino a capire cos’è la Sardegna, cos’era la Sardegna prima dell’alluvione: la seconda regione italiana per residuo fiscale negativo; una regione italiana che ha gli Invalsi peggiori di tutte le altre regioni italiane – non di quelle del nord, delle altre con cui si mette a confronto nel meridione –; una regione in cui il 76 per cento del prodotto interno lordo deriva in modo diretto o indiretto da trasferimenti statali. Questa è la Sardegna, è una Sardegna di disastro economico, di disastro sociale, alla quale oggi si aggiunge il disastro dell’alluvione.

 

Bene, le immagini le avete viste. Io chiedo a questo Parlamento soltanto una cosa e cioè che non ci sia il rischio che l’alluvione in Sardegna non sia finita e che all’alluvione dell’acqua si aggiunga ora l’alluvione delle buone parole e l’alluvione delle buone intenzioni. Non ne abbiamo bisogno.

Io credo che sia giusto che si parli di piani di dissesto idrogeologico, che si parli di risparmio di territorio, che si parli di prevenzione. Credo che sia giusto che i magistrati si attivino per cercare le responsabilità di quello che è successo in Sardegna, se responsabilità ci sono. Credo che sia giusto che la Protezione civile si organizzi meglio e via dicendo, possibilmente non aumentando il numero degli sms con cui alluviona i cellulari dei sindaci, dei poveri disgraziati dei sindaci delle amministrazioni locali, credo di tutta Italia.
Io credo che la risposta – e termino – che in questo momento i sardi si attendono – i sardi che hanno subito lutti, i sardi che hanno perso le proprie attività di impresa, i sardi che hanno avuto la distruzione della loro casa o della loro scuola o del centro sociale di riferimento – sia soltanto quella a una domanda: lo Stato c’è o non c’è ? E gli italiani del continente, i famosi fratelli italiani del continente, oggi sono vicini agli italiani di Sardegna, sì o no?

Perché se lo Stato c’è e se gli italiani del continente sono vicini agli italiani di Sardegna beh, guardate, leggetevi – il Governo si legga e Parlamento si legga – il testo della mozione, nel senso che una serie di indicazioni concrete su cose da fare subito, che servono subito in Sardegna per alleviare il disastro di popolazioni che sono state toccate nei lutti familiari e nelle proprie cose, nei propri possessi più intimi, all’interno della mozione c’è scritto tutto. Se lo Stato c’è e vuole battere un colpo lo faccia, al di là delle parole e al di là della retorica di cui i sardi in questo momento non hanno bisogno,

Orgoglio Sardegna – Un aiuto per ripartire, ora puoi donare anche tramite IBAN!

A una settimana dal terribile alluvione, grazie alla campagna Orgoglio Sardegna, i Riformatori Sardi hanno raccolto più di 8000 euro per i laboratori dell’Istituto Professionale Amsicora di Olbia, oggi purtroppo ridotti a discarica.

La staffetta di solidarietà ha coinvolto sul web tantissimi cittadini che da più parti d’Italia hanno contribuito con piccole donazioni grazie al sito www.orgogliosardegna.it.

Alla staffetta si uniscono ora anche le note aziende Yamamay e Brembo, sostenendo con la loro vicinanza concreta la ricostruzione di una scommessa di eccellenza nell’istruzione e nella cultura della nostra Sardegna.

Partecipa anche tu all’iniziativa donando tramite Paypal all’indirizzo www.orgogliosardegna.it o tramite versamento al conto corrente bancario appositamente creato dai Riformatori.

Di seguito le coordinate:

IBAN: IT85 B056 7604 8030 0007 0081 143

intestato a Riformatori Sardi Liberaldemocratici, Via Firenze, 20 – 09126 Cagliari

presso Banca di Sassari, Filiale di Cagliari, Via Roma 25, 09100

Causale “Orgoglio Sardegna – Un aiuto per ripartire”

Per le donazioni dall’estero, il codice BIC/SWIFT è BPMOIT22

Alluvione in Sardegna: no alla retorica! Il mio intervento in Aula

 

 

Oggi in aula alla Camera non volevo partecipare a un rito. Ci vuole rispetto per i morti, rispetto per i danni delle popolazioni e bisogna dire no alla retorica. Dobbiamo dire con coraggio che abbiamo violentato troppe parti del nostro territorio e che la politica è incapace di trovare soluzioni.

Muoviamoci concretamente! Sosteniamo la ricostruzione delle scuole della Gallura!

Ho scritto a tutti i parlamentari per invitarli ad unirsi a noi.

Diffondiamo insieme tra i sardi fuori dalla Sardegna e a tutti gli italiani che amano davvero la Sardegna e i sardi, non soltanto nei mesi estivi -> http://bit.ly/OrgoglioSardegna

 

 

Di seguito il testo del mio intervento

 

Signor Presidente, signor Ministro, io mi vorrei sforzare, nei cinque minuti del mio intervento, per aiutare voi ma anche me e tutti gli altri colleghi parlamentari, a uscire da quello che potrebbe sembrare un rito. Io credo che in questa Aula tante altre volte, non per la Sardegna ma per tante altre parti d’Italia, siano risuonate parole che hanno ricordato il rischio idrogeologico, che hanno ricordato disgrazie che sono costate molte vite umane e distruzione di territori legati a calamità naturali.
Però se noi non vogliamo che rimanga un rito dobbiamo avere ben chiara in testa una cosa e cioè che ci vuole rispetto, ci vuole rispetto per i morti, ci vuole rispetto per i danni che le popolazioni e le comunità saranno chiamate ad affrontare e non ci vogliono parole di retorica, ci vuole rispetto anche per il territorio. Noi abbiamo in altri tempi sicuramente violentato tante parti del nostro territorio nazionale e oggi rimetterle in sicurezza è sostanzialmente impossibile.

La Sardegna non è priva di un piano per il dissesto idrogeologico, semplicemente questo piano non è finanziabile, nel senso che i soldi che sarebbero necessari per porre rimedio a ciò che l’uomo in maniera sconsiderata ha fatto nel tempo sono tanti che è impossibile pensare che queste risorse vengano messe a disposizione. I 35 milioni di euro di cui si parla oggi non basterebbero neanche a un pezzetto della Sardegna per tornare indietro da ciò che di dissennato è stato fatto negli anni.

Ecco questo dobbiamo avere il coraggio di dirlo, perché dentro questa Aula capiterà sempre e con frequenza che risuonino parole di circostanza, parole anche sentite di cordoglio, parole anche intense di solidarietà, però non si può non tenere conto di quella che è la situazione in tutta Italia.

Una situazione nei confronti della quale la classe politica è sostanzialmente inadeguata, incapace di trovare soluzioni; e l’unica risposta che oggi abbiamo è quella in termini di protezione civile, che è stata bene illustrata dal Ministro: qualche volta funziona bene, qualche volta funziona appena appena meno bene.

Comunque è la risposta ex post, del dopo, non è mai la risposta del prima, perché la risposta del prima – oggi dobbiamo avere il coraggio di dirlo – in questo Paese è sostanzialmente impossibile farla. Ma che questo almeno ci serva ad evitare che nuovi disastri vengano fatti violentando il nostro territorio.

Concludo, signor Presidente. Io rappresento, dentro Scelta Civica, una sensibilità particolare, che è quella di un piccolo partito regionale: si chiama Partito dei Riformatori liberali; è un partito che si riconosce interamente nello spirito di Scelta Civica. Il mio partito in questo momento lancia un’iniziativa piccola di solidarietà: c’è un istituto a Olbia, l’Istituto professionale Amsicora, che era un fiore all’occhiello della formazione e dell’istruzione professionale in Sardegna. Aveva laboratori di informatica, domotica: tante cose moderne, che tentavano di andare contro la distruzione culturale che oggi c’è in Sardegna, e che è il peggiore degli handicap del nostro territorio. Questi laboratori di informatica, di domotica oggi sono trasformati in discariche: sono invasi dal legno, da detriti, sono inutilizzabili e inservibili. L’istruzione di chi andava in quelle scuole è messa a serio rischio.

Il mio partito lancia un’iniziativa di crowd funding nazionale: la proporremo per una cosa piccola, che è rimettere in sesto questo laboratorio di questo Istituto professionale. La proporremo a tutti i colleghi deputati e senatori, la proporremo a tutti i sardi in giro per l’Italia che vogliono dare un segnale di sostanziale solidarietà verso le proprie comunità che restano in Sardegna e che oggi soffrono. La proporremo soprattutto a tutti gli italiani che amano i sardi e che amano la Sardegna, e che magari si ricorderanno della Sardegna anche in un periodo che non è quello estivo con un atto di solidarietà.

Se ripartiamo dalla solidarietà, questo Paese ha ancora speranze, sia per tirar fuori la Sardegna dal tunnel in cui è in questo momento, e sia per tirarsi fuori esso per intero dal tunnel in cui il nostro Paese si trova.