Accise, ecco il ricorso dei Riformatori contro il Governo davanti alla Consulta

Vale un miliardo di euro, indispensabile per lo sviluppo della nostra isola.

La norma della Finanziaria regionale del 2014, che affida alla Regione le entrate sulle imposte di fabbricazione generate in Sardegna anche se riscosse in altre parti del territorio nazionale (la cosiddetta norma sulle accise), è legittima. Come è legittimo che a difendere una legge approvata all’unanimità, dal Consiglio regionale siano i consiglieri regionali, visto che la Giunta – che rappresenta il potere esecutivo – sta colpevolmente non adempiendo a un obbligo: difendere una legge approvata da tutte le forze politiche.

Lo sostiene l’atto di opposizione al ricorso del governo presentato alla Corte Costituzionale dagli avvocati Andrea Panzarola e Massimo Proto, per conto dei consiglieri regionali dei Riformatori sardi Michele Cossa e Attilio Dedoni.

Il ricorso in 5 slide

Il servizio di Videolina

Senza patto di stabilità, dalle accise 1 miliardo di euro subito spendibile!

La notizia della revisione del Patto di stabilità tra Regione Sardegna e Stato è una notizia davvero importante perché certifica il significato delle battaglie in tal senso, che sono state vinte dalla Sardegna davanti alla Corte Costituzionale e riconosciute con la sentenza 118/2012.
E significa che finalmente la Regione sarda potrà spendere le risorse del proprio bilancio, senza vincoli.
In questo senso, assume ancora maggior significato la battaglia perché restino in Sardegna le accise dei prodotti petroliferi, secondo il principio che tali tasse debbano essere il minimo, ma indispensabile risarcimento del danno prodotto nel territorio che si inquina.
Stiamo parlando di circa un miliardo di euro che, alla luce dell’annullamento del patto di stabilità annunciato per il 2015, sarebbero a questo punto immediatamente disponibili per lo sviluppo economico e sociale della Sardegna.
Si tratta di risorse a cui sarebbe comunque un tragico errore rinunciare, ma che diventerebbero oggi uno straordinario tesoro per tutti i sardi, dopo che il Governo ha preso l’impegno di renderle immediatamente spendibili, rinunciando per il 2015 ai vincoli del Patto di stabilità.

Pigliaru e tutti i sardi reagiscano alla gravissima decisione del Governo di impugnare le ‎accise!

La decisione odierna del Governo Renzi di impugnare la legge regionale che taglia i costi della benzina in Sardegna è l’ennesima certificazione che per la Sardegna non esistono governi “amici”.

Dopo la beffa che ci impedirà di eleggere parlamentari europei, dopo il teatrino sull’alluvione, ora arriva l’ennesimo intervento a gamba tesa contro la Sardegna!

L’accordo Soru -Prodi del 2007, ha scaricato sulla Sardegna i costi della sanità, della continuità territoriale e del trasporto pubblici locale, ma non si vede nessuna delle contropartite attese!

Al Presidente della Regione Pigliaru, chiediamo dunque di reagire immediatamente a questo ulteriore schiaffo alla Sardegna: i Riformatori saranno al suo fianco!
E a tutti i sardi chiediamo di svegliarsi: da Roma non arriverà nessun regalo, i nostri interessi legittimi dobbiamo imparare a difenderli da soli, tutti insieme!

No alle accise, conferenza stampa con Cappellacci

Il tempo dell’assistenzialismo e della burocrazia pervasiva è finito! I sardi devono dimostrare merito e competenze e abituarsi all’idea che si compete, senza lasciare nessuno indietro.

Oggi Cappellacci ha preso l’impegno di portare avanti la battaglia per il taglio delle tasse sulla benzina sin dal 17 febbraio. Parliamo di una cifra pari a 1 miliardo di euro, una somma straordinaria da destinare allo sviluppo della Sardegna.

La partita non è ancora affatto vinta! Abbiamo chiesto e ottenuto un incontro con i massimi dirigenti del Ministero dell’Economia e delle Finanze. Abbiamo spiegato loro la specificità della legge della nostra Regione.

Abbiamo chiesto anche l’aiuto di tutti i parlamentari sardi. Dal 17 febbraio servirà l’unità di tutti i sardi, il taglio delle accise è stato votato all’unanimità!

LA CONFERENZA STAMPA INTEGRALE

Taglio del costo della benzina, una sfida da un miliardo di euro. Una partita assolutamente aperta che possiamo vincere

Oggi incontro a Roma con i vertici del Ministero dell’Economia e delle Finanze per portare avanti la nostra battaglia per il taglio delle accise sulla benzina.
Siamo soddisfatti, il Ministero dell’Economia prenderà sul serio la questione.
C’è una legge approvata dal Consiglio Regionale che, su questo argomento, dimostra di voler andare sino in fondo. E’ una partita che possiamo vincere, in particolare in riferimento a quanto espressamente stabilisce l’articolo 8 dello Statuto, che prevede che tra le entrate sono ricompresi anche i tributi maturati in ambito regionale, anche se  affluiscono  in uffici finanziari al di fuori dal territorio della Regione.
Con il comma 1 dell’articolo 1 della Finanziaria  la Sardegna ha finalmente ottenuto un obiettivo straordinario: la garanzia che le entrate della regione Sardegna siano costituite dalla compartecipazione nella misura dei 9/10 sulle imposte di fabbricazione sui prodotti petroliferi“. Questo significa non più soltanto i soldi relativi a ciò che viene consumato in Sardegna, ma anche e soprattutto le tasse relative a ciò che è prodotto in Sardegna, ma viene tassato altrove.
Una sfida che vale un miliardo di euro, che può cambiare il costo della benzina in Sardegna, aprendo incredibili prospettive economiche di sviluppo. Una sfida che non può certo essere vinta dai soli Riformatori che oggi chiamano a raccolta tutte le associazioni che hanno contribuito a raccogliere le 102mila firme di cittadini sardi, che sono state la vera testa d’ariete che ha permesso la scrittura della nuova legge.

Taglio alle accise sulla benzina, martedì 28 tutti a Roma per difendere un grande risultato!

Unione Sarda

 

I Riformatori “chiamano alle armi” tutti i sardi per difendere il taglio del costo della benzina, inserito nella Finanziaria regionale.

Martedi’ 28 gennaio i Riformatori – con tutti i partiti, le associazioni e i sindacati che aderiranno – saranno a Roma, alle 15, per incontrare i vertici del Ministero dell’Economia.

Con il comma 1 dell’articolo 1 della Legge Finanziaria 2014 della Regione, la Sardegna ha finalmente ottenuto un obiettivo straordinario: la garanzia che le entrate della Regione siano costituite dalla compartecipazione nella misura dei 9/10 sulle imposte di fabbricazione sui prodotti petroliferi. Non piu’ soltanto i soldi relativi a cio’ che viene consumato in Sardegna, ma anche e soprattutto le tasse relative a cio’ che e’ prodotto in Sardegna, da stabilimenti che lavorano e lasciano scorie nella nostra terra, ma viene tassato altrove.

Siamo di fronte ad una vera e propria rivoluzione fortemente voluta dai 102.000 sardi che hanno sottoscritto la petizione per il taglio dei costi del carburante, che ha sostenuto il Consiglio Regionale nella sua azione legislativa.

Si tratta ora di difendere il risultato ottenuto davanti al Governo per respingere l’assalto alla diligenza di chi tentera’ di privare i sardi del diritto riconosciuto a riavere indietro le tasse sulla benzina prodotta in casa propria.