Unire le forze per cambiare Cagliari – La mia lettera a Piergiorgio Massidda

Caro Piergiorgio,

Le elezioni di Cagliari sono imminenti e non c’è più tempo da perdere.

L’amministrazione che oggi governa la città si è dimostrata totalmente inadeguata. Non le contestiamo l’incapacità di rifare selciati e di proporre rotatorie. Le contestiamo l’assoluta assenza di un progetto sulla identità della città, che produca opportunità, cultura d’impresa e nuovi posti di lavoro, che salvino Cagliari dal destino di desertificazione a cui sembra condannata.

Non c’è dubbio che altri cinque anni di questa amministrazione piatta e senza anima sarebbero un disastro per la città.

Le coalizioni che noi guidiamo lo hanno capito. E hanno fatto un lavoro straordinario e indispensabile, che la politica non era in grado di fare.

Noi siamo entrati nelle case dei cagliaritani, di quelli che non si sono mai occupati di amministrazione e gli abbiamo detto la verità: la politica è esausta, ha perso credibilità.

Da sola, la politica non ce la fa più: oggi c’è bisogno che tutti i cagliaritani di buona volontà e di capacità “ci mettano la faccia” per contribuire al cambio di marcia che permetta a Cagliari di vivere, senza accontentarsi di sopravvivere.

Stiamo entrambi lavorando come matti, da tempo: grazie all’aiuto dei tanti che stanno al nostro fianco, credo che possiamo essere orgogliosi del messaggio che abbiamo lanciato e dell’entusiasmo che siamo riusciti ad accendere. Ma ora ci aspetta il passaggio più difficile.
Ciascuno di noi è pronto a servire -da sindaco- la propria comunità: siamo percepiti come guida dai tanti cagliaritani straordinari che abbiamo coinvolto e ci stanno seguendo.
Ma siamo entrambi consapevoli che non possiamo dividere le nostre forze e neppure assumere atteggiamenti sprezzanti verso la parte sana della politica, che sta dimostrando di aver capito il valore aggiunto dell’impegno civico che noi e le nostre coalizioni incarniamo.

Noi non siamo in campo per una battaglia di testimonianza: vogliamo e dobbiamo vincere le elezioni! E non vogliamo vincere per soddisfare il nostro desiderio di essere personalmente utili a Cagliari, che pure è assolutamente legittimo.

Vogliamo invece che vinca il progetto di cambiamento radicale che è la nostra bandiera, perché abbiamo capito che non è più sufficiente “cambiare le carte in tavola”: il tavolo “va rovesciato” e Cagliari e i cagliaritani devono prepararsi ad una vera rivoluzione, che ci porti fuori dal circolo vizioso dell’assistenza e della rassegnazione, che ci sta togliendo l’aria per respirare.

Nel lavoro che abbiamo fatto sinora, abbiamo entrambi dimostrato grande generosità e ci siamo appellati ad altrettanta generosità dei cagliaritani “civici” verso la propria comunità.
Ora, spetta a noi due essere generosi sino in fondo!
Dobbiamo essere entrambi disponibili al personale passo indietro che serve per vincere, per unire le nostre forze a quelle di chi crede nel progetto di cambiamento per cui noi ci battiamo.
Ce lo chiede Cagliari, ce lo chiede la città che entrambi amiamo sul serio, ce lo chiedono i tanti cagliaritani che abbiamo coinvolto e coinvolgeremo nel nostro lavoro.
Divisi, rischieremmo di non essere compresi.
Uniti, vinceremo e faremo vincere i cagliaritani.
E -con le maniche rimboccate- partiremo tutti insieme per l’impresa di cambiare la città…..e la Sardegna intera!

Per questo motivo ti chiedo di incontrarci tra noi, ma anche con le forze politiche di ispirazione liberale, per verificare se possiamo trovare le condizioni per presentare un’alleanza comune per Cagliari, con unico programma e unico candidato sindaco”.

Asilo Marina, uno sfregio venderlo! E’ carne viva di Cagliari. L’interrogazione al ministro Franceschini

L’ipotizzata vendita dell’Asilo della Marina sarebbe un vero sfregio alla memoria storica e all’identità della città.

L’Asilo della Marina che sarebbe all’asta per ripianare un debito di appena 237.000 euro, ospita la sepoltura della Beata Giuseppina Nicoli, ingloba storicamente pezzi della contigua Chiesa di Sant’Agostino ed è la testimonianza dell’attivita’ sociale delle suore vincenziane che, ancora oggi, operano in un quartiere difficile e multietnico, con mille povertà e sofferenze.
Nessuno più di me è convinto della necessità di mettere a reddito ogni bene della città, ma qui non stiamo parlando di un edificio, ma di un pezzo di carne viva di Cagliari, che ha avuto e ha ancora un ruolo simbolico nella storia della coesione sociale della città.
Per questo ho presentato un’interrogazione al Ministro Franceschini (leggila qui). Il Ministero trovi le risorse per impedire questo scempio e restituisca alle suore la loro opera sociale, che dovrà poi trovare in città le sinergie di solidarietà perché non muoia una presenza cosi’ preziosa!

L’articolo dell’Unione Sarda

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#CA_mbia: ora gli Stati Generali per la Cagliari del 2050!

Cambiamo la città per non dover cambiare città!

Per la CAGLIARI del 2050 non ha senso discutere i dettagli, senza un VERO, GRANDE PIANO che dia identità alla città!

Il FUTURO di CAGLIARI non PUO’ ESSERE DECISO da QUATTRO AMICI dentro al PALAZZO: SERVONO gli STATI GENERALI!

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L’ultima cicogna è arrivata nel mese di agosto: il Comune di Cagliari ha atteso i quaranta gradi all’ombra per celebrare la nascita del’ennesimo Piano comunale: quello particolareggiato per il Centro Storico.

Ma l’ultimo parto della grande programmazione cittadina ha già tanti fratellini: nel luglio 2015 aveva visto la luce il Piano Acustico e pochi mesi prima si era celebrato il nulla osta europeo al Piano dei consumi energetici (PAES).

Nel maggio del 2015, è stato stilato l’accordo tra Comune di Cagliari e Regione per l’adeguamento del PUC al PPR, mentre nel maggio del 2014 è stato approvato il Piano Regolatore Portuale (la cui redazione è di competenza dell’Autorità Portuale) e nel 2013 il Piano di Utilizzo dei Litorali (PUL).

Insomma, un’attività di pianificazione frenetica che manca però di qualsiasi visione strategica sulla vocazione identitaria della città!

In altre parole, ha un senso dare una destinazione alla Manifattura Tabacchi, all’ex Carcere di Buoncammino, all’Ospedale San Giovanni di Dio e alle Cliniche universitarie, al Palazzo delle Scienze, senza aver deciso quale sarà il futuro dell’ex Caserma Ederle di Calamosca, dell’ex Ospedale Marino, dell’Ippodromo, del Padiglione Nervi, della Fiera Campionaria, di Medau su Cramu e del Parco di Montelargius?

Ha un senso progettare la mobilità urbana nella Via Roma e l’intermodalità senza avere un’idea progetto della città del futuro? Ha un senso parlare di portualità di Cagliari senza avere in testa quale città dovrà essere servita dal porto e dall’aeroporto e con quali sinergie di sviluppo?

Anche dal Piano particolareggiato del Centro Storico di Cagliari emerge la visione statica e ideologica di una città museale, che segue i percorsi fumosi dei centri della memoria e della solidarietà, dimenticandosi che il problema fondamentale di Cagliari è ormai palesemente diventato quello di SFAMARE CHI CI VIVE.

La sensazione è che questa Giunta, per propria incapacità a definire un’identità futura per la città, che crei opportunità, reddito, lavoro, si stia riducendo a progettare a spizzichi e bocconi spazi urbani che rischiano di restare senza abitanti e senza vita, come un immenso cimitero abbandonato.

La sensazione è che le rotonde e i lavori in corso, dietro alle loro transenne e alle loro reti metalliche, celino il vuoto pneumatico totale di un’amministrazione che, quando prova a pensare oltre il quotidiano, scopre di non avere nessun progetto condiviso per portare a Cagliari le nuove fonti di ricchezza di cui abbiamo bisogno come l’aria che respiriamo.

L’amministrazione di Cagliari ha molti “Piani”, ma nessuna vera strategia e proprio per questo evita il confronto: il Piano Particolareggiato del Centro Storico e il PUC, il Piano Energetico e quello della mobilità, lo stesso Piano del Porto di Cagliari non possono essere tessere impazzite di un mosaico di cui nessuncagliaritano comprende l’obiettivo e l’idea finale!

#CA_mbia chiede che si cambi metodo e che le scelte siano fatte insieme alla città!

Non è pensabile che le scelte più importanti per il futuro di Cagliari siano prese da pochi consiglieri comunali, quattro amici dentro il Palazzo che, mai come oggi, appaiono lontanissimi dai bisogni della città.

#CA_mbia CA_gliari chiede gli STATI GENERALI della CITTA’: tre giorni di discussione pubblica, aperti a tutti, che coinvolgano il mondo dell’innovazione e dell’impresa, le associazioni e l’alta formazione, la politica e la solidarietà, ma anche i cittadini “normali”, che vogliono rimboccarsi le maniche e i dire la loro, con un percorso mai visto prima che consenta di dare un ruolo centrale alla cultura della produzione del reddito, l’unica che può rendere sostenibile la qualità delle attività di Welfare.

Senza cambiamento di rotta, Cagliari muore.

Noi di #CA_mbia CA_gliari lo abbiamo capito e per questo non proponiamo soltanto un progetto per le elezioni di Cagliari del 2016, ma una vera rivoluzione nei rapporti tra il Palazzo e la città: politica e cittadini alleati insieme per garantire FUTURO a Cagliari!

#CA_mbia: il progetto per Cagliari 2016. Cambiamo la città per non dover cambiare città!

# CA_mbia: per dare alla città il sindaco migliore.

La politica da sola non ce la fa più e per questo chiede aiuto alla città. Cagliari è anche un affar tuo!
Cagliari chiede generosità a tutti i cagliaritani per una sfida straordinaria che dia speranza nuova alla città e alla Sardegna.

Si parte con sette liste per #CA_mbia
Cagliari TTT (tolerance, talent, technology)
Cambiavento
Cittadini per Cagliari
Flamingos
Innovazione
L’altra Cagliari
Riformatori Sardi

Qual è il programma di #CA_mbia?

I progetti di cambiamento sono tutti ambiziosi e articolati. Ma noi abbiamo cercato di farne una sintesi, immediatamente comprensibile a tutti.

VOGLIAMO UTILIZZARE TUTTE LE RISORSE DELLA CITTA’ PERCHE’ PRODUCANO REDDITO, OPPORTUNITA’ E POSTI DI LAVORO PER I CAGLIARITANI E PER I SARDI!

Massimo rispetto per musei, uffici pubblici e centri sociali: ma qui serve altro!

Abbiamo bisogno di cultura d’impresa e di attività economiche che producano nuova ricchezza per i cagliaritani e i sardi e tante buste paga per chi non ha il lavoro!

Se le 10 più grande opere incompiute/abbandonate della città (le prime cinque? ex Ospedale Marino, Molentargius, Caserma Ederle, ex Ospedale Militare, Carcere di Buoncammino), dessero 200 posti di lavoro ciascuna, avremmo subito 2000 nuovi occupati a Cagliari!

#CA_mbia trova il sindaco migliore!
La nostra ambizione è quella di fare crescere un grande movimento intorno a #CA_mbia, che coinvolga quella parte della città che sino a oggi si è considerata estranea alla politica, che aggreghi altre esperienze civiche per scegliere, con metodo condiviso, tutti insieme, il miglior candidato sindaco possibile.

Con il proprio candidato sindaco, #CA_mbia cercherà il rapporto con tutti quelli che pensano che l’esperienza della Giunta Zedda non sia riuscita a cambiare le sorti della città: #CA_mbia crede nel metodo delle primarie e dichiara la propria disponibilità a confrontarsi con chiunque ne condivida il programma.

Al Santissima Trinità di Cagliari l’angiografo da 1 milione di euro è inutilizzabile!

In questa sanità sarda che, pure ormai si regge soltanto sullo spirito di sopportazione e di sacrifico di chi ci lavora, la vicenda della Radiologia del SS.Trinità è comunque allucinante!
Nel febbraio del 2014 (più di un anno e mezzo fa!) è stata comprata una macchina di altissima tecnologia (un angiografo digitale), costata quasi un milione e mezzo di soldi pubblici, che permetterebbe alla ASL 8 di dare risposte di altissima qualità specialistica, oggi spesso assenti a Cagliari.
Invece, siamo all’assurdo -prosegue Vargiu- : i locali che dovrebbero accogliere la nuova macchina e la sala ibrida sono eternamente in preparazione (i lavori sembrerebbero peraltro incredibilmente fermi!) mentre la TC perfettamente funzionante che li occupava e’ ora “temporaneamente fuori servizio”, per cui tutto il carico del lavoro TAC e’ svolto dall’unica apparecchiatura funzionante, al Pronto Soccorso, ovviamente intasata da una mole di esami enorme!.
Nel frattempo l’azienda fornitrice dell’angiografo minaccia azioni legali per il danno subito e, sopratutto, i pazienti del SS. Trinità vivono disservizi straordinari e si vedono negate le prestazioni che solo la nuova macchina può eseguire.
Una situazione surreale, di spreco e di disservizio per cui e’ urgente l’intervento di vigilanza del Ministro della Salute, che sblocchi l’incredibile vicenda!
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Ex ospedale Marino grand hotel: catena Miami? E’ il nostro sogno, ma son passati 200 giorni dagli annunci di Regione e Comune!

Per chi come noi Riformatori crede che Cagliari abbia tutte le carte in regola per creare ricchezza, lavoro e sviluppo, l’ipotesi della catena di Miami sarebbe un sogno che si realizza. Lo andiamo dicendo da anni con tante iniziative: il vecchio ospedale Marino deve diventare un grand hotel e quel rudere sul Poetto non deve più essere un monumento solo di miopia e incapacità politica, come ha giustamente affermato il presidente di Confcommercio Bertolotti.

Siamo consapevoli però che per realizzare questo sogno c’è bisogno di una politica che abbia una visione strategica e soprattutto di buona amministrazione.

Da mesi è online sul mio sito il contatore dei giorni trascorsi dagli annunci di Regione e Comune: sono passati 203 giorni dalla promessa fatta dall’assessore Erriu della revoca del bando a favore della società Prosperius e 194 giorni dall’ipotesi hotel avanzata dal sindaco Zedda. Era Natale e da allora abbiamo visto solo nuovi annunci, altri penultimatum e poi il nulla: sono questi i tempi morti e i motivi, non solo burocratici, che rallentano la rinascita di Cagliari e strozzano ogni speranza della Sardegna e della nostra città.

Ricerca e tecnologia sono strategiche per la Sardegna: no all’accorpamento dell’Osservatorio Astronomico di Cagliari

In maniera unilaterale e senza alcuna concertazione, l’Istituto Nazionale di Astrofisica vuole accorpare l’Osservatorio Astronomico di Cagliari e l’Istituto di Radioastronomia di Bologna, costituendo così l’Osservatorio di Radio Astronomia. Una decisione inaccettabile che mortifica la ricerca sarda e il polo tecnologico di Cagliari. Per questo chiediamo l’intervento del MIUR, a cui abbiamo rivolto un’interrogazione (leggila qui).

Non possiamo far sparire nel nulla gli sforzi fatti negli anni dalle istituzioni sarde e la concreta speranza che gli investimenti in tecnologia e ricerca possano essere strategici per il futuro economico dell’isola. La Regione ha speso quasi 6 milioni di euro per costruire il Sardinia Radio Telescope, un radiotelescopio operativo dal 2013, il più avanzato in tutta Italia, un vero gioiello del Distretto Aero Spaziale della Sardegna.

Con consistenti impegni di spesa sono stati promossi progetti scientifici, finanziati percorsi di formazione. L’Istituto Nazionale di Astrofisica deve aprire il dialogo con l’Osservatorio Astronomico di Cagliari, guardando in faccia le eccellenze che ci lavorano e i traguardi raggiunti.

Teatro Lirico di Cagliari, commissariamento subito, situazione surreale!

Interrogazione urgente al MIBACT, in tre anni tre sovraintendenti e zero programmazione!

Ieri, per la terza volta, il Comitato di indirizzo della Fondazione Teatro Lirico di Cagliari ha respinto il Piano delle Attività per il 2015, presentato dall’organo di gestione, peraltro nominato dallo stesso Comitato di indirizzo. Se non fosse tragica, questa situazione sarebbe ridicola ed è evidente che nessuna attività seria può essere progettata da una Fondazione che, alla fine del mese di aprile, non conosce il programma della propria attività nell’anno in corso. Il danno alla città e alla Sardegna è immenso.

Per questo ho chiesto in un’interrogazione urgente al Ministero dei Beni Culturali e del Turismo di attivare immediatamente l’azione di vigilanza sulla Fondazione Teatro Lirico di Cagliari, sciogliendo l’attuale Comitato di indirizzo e nominando il Commissario previsto dalla legge.

Questo episodio è soltanto l’ennesimo atto di una situazione incredibile: negli ultimi tre anni tre diversi sovraintendenti si sono alternati nella gestione del Teatro senza nessuna possibilità di programmazione pluriennale, in un drammatico avvitamento di tutte le attività del Teatro che causano il dramma dei 300 dipendenti, ma soprattutto rappresentano la tragedia di una città che vede morire la sua più grande “azienda ecocompatibile”, uno dei gioielli sprecati per lo sviluppo economico e turistico di Cagliari, in grado di portare internazionalizzazione, opportunità e lavoro nuovo in una città che ne ha bisogno come dell’aria che si respira!”

L’attività di vigilanza sulla Fondazione spetta al MIBACT.

Il fallimento è sotto gli occhi di tutti, è urgente che venga nominato un Commissario per dare risposta ai dipendenti e agli appassionati che non si rassegnano, ma soprattutto per avviare il piano di risanamento e di rilancio della Fondazione, capace di restituire speranza alla città di Cagliari.

Parte Cagliari Lab 2016, un cantiere aperto per la nostra città!

Oltre 600 persone che hanno stipato ieri sino all’inverosimile i locali dell’ex Spazio Newton, tante facce nuove, ma sopratutto grande entusiasmo e “maniche rimboccate” nella mega convention dei Riformatori cagliaritani che ha dato l’avvio al “CAGLIARI LAB 2016”, la officina di idee e di progetti per cambiare la faccia della città che è il cuore della nuova sfida della Cagliari che non si rassegna.

I lavori sono stati introdotti dalla coordinatrice cittadina Noemi Migliavacca e dal consigliere comunale Giorgio Angius che hanno presentato un breve video con una malinconica passeggiata davanti ai “gioielli sprecati” della città: dal relitto dell’ex Ospedale Marino all’edificio abbandonato della Caserma Ederle di Calamosca; dal relitto del Padiglione Nervi alle cubature senza strategia della Fiera Campionaria; dal monumento all’inutilità del Terminal Crociere alla ex Manifattura Tabacchi, al Carcere di Buoncammino, all’ex Ospedale Militare, al San Giovanni di Dio, all’Anfiteatro romano.

Davanti agli occhi dei moltissimi cagliaritani presenti sono poi passate le immagini del rudere di palazzo Aymerich e del portico Laconi, degli eterni lavori in corso nel Bastione di Santa Caterina, della inaccessibile passeggiata coperta. Il cerchio si è chiuso con le eloquenti immagini dell’abbandono di Tuvixeddu (con le inquietanti foto del cantiere del megatunnel viario), del degrado delle ex aree militari di Monte Urpinu e con il contrasto tra la bellezza del parco di Molentargius e il suo attuale stato di abbandono.

Il desolante tour nella “Cagliari abbandonata” ha suscitato l’intervento di Fabrizio Canetto, cagliaritano e assessore a Selagius, che ha sottolineato come ormai la capitale della Sardegna debba sapersi identificare con la sua area vasta e programmare di conseguenza il proprio futuro. Il medico Piergiorgio Bolasco ha ricordato come, senza sviluppo, diventa impossibile persino sostenere i bisogni di salute della popolazione, mentre Alessandro Palomba e Maria Francesca Abis hanno sottolineato la necessità dell’impegno dei giovani e delle donne, per una sfida di modernizzazione che non può più attendere neppure un istante.

Ha infine preso la parola il deputato cagliaritano Pierpaolo Vargiu, con un intervento appassionato, che ha affondato il coltello senza troppi fronzoli: “La nostra città è moribonda: senza un’idea strategica, senza una vocazione chiara, senza una scommessa sul futuro, Cagliari è destinata ad una interminabile agonia. L’assenza di innovazione e di opportunità – ha continuato il Presidente della Commissione Sanità della Camera- crea il deserto del lavoro e dell’occupazione che è oggi il vero dramma di Cagliari e della Sardegna, la oggettiva certificazione che la classe dirigente di questa città, di questa Regione, da sola non ce la fa più!

Questo è solo il primo, grande appuntamento – ha concluso Vargiu- da domani lavoriamo sul progetto, chiamiamo a raccolta “chi ci sta” e diamoci un nuovo, megappuntamento per il 15 di giugno: non stiamo arruolando Nembo Kid, né un altro Supereroe, ma tanta gente “generosa e laboriosa”, disponibile all’impegno in prima persona, che faccia partire CAGLIARI LAB 2016, il laboratorio di cittadini, di idee e di progetti che aiuti a mettere insieme, oltre le diversità, tutti i cagliaritani che non si rassegnano”.

I Riformatori lanciano Cagliari Lab 2016. “Un nuovo progetto e una nuova classe dirigente per salvare Cagliari da una …

Posted by Riformatori Sardi – Liberaldemocratici on Martedì 31 marzo 2015

I GIOIELLI SPRECATI DI CAGLIARI

Il video proiettato durante il nostro incontro