Grazie al Partito Democratico niente parlamentari europei sardi!

Dopo sfregio su Europee, ridicolo dibattito in Consiglio su autonomia!

Il dibattito sull’autonomia sarda, promosso oggi in Consiglio Regionale dal PD, rischia di essere ridicolo, oltre che inutile, alla luce della definitiva bocciatura odierna del collegio sardegna per le elezioni europee.

Con quale faccia Pigliaru e il PD sardo si proporranno oggi in Consiglio come paladini della difesa dei diritti dei sardi, mentre il PD nazionale ci ha appena impedito di avere nostri rappresentanti in Europa?
Il Partito Democratico (ma anche Forza Italia che ha votato contro al Senato, quando i suoi voti erano determinanti!) chiede i voti dei sardi per l’Europa, ma non e’ in grado di garantire i diritti dei sardi in Europa.
Ancora una volta il PD mostra tutte le sue contraddizioni e la sua inadeguatezza.
Ma questa volta sara’ difficile far fessi i sardi con il solito bagno consolatorio delle parole e delle mozioni in Consiglio Regionale: l’autonomia sarda ha bisogno di idee e progetti nuovi, che creino sviluppo economico e lavoro.
Esattamente l’opposto degli stantii riti del “bla bla bla” della vecchissima politica che saranno celebrati in modo tanto pomposo quanto vuoto oggi in Consiglio Regionale!

 

Il partito democratico del Presidente Pigliaru, cosi’ come aveva gia’ fatto al Senato, si e’ preso la responsabilita’ di bocciare l’emendamento (con 20 voti di scarto) che avrebbe consentito alla Sardegna di dividersi dalla Sicilia e di eleggere i propri rappresentanti al Parlamento europeo.
Non c’e’ tempo, ci e’ stato detto!
Spieghino il PD e Forza Italia come hanno usato il tempo sinora, cosa hanno fatto per tanti anni per garantire ai sardi la rappresentanza in Europa che, soltanto a parole, tutti riconoscono come un nostro diritto.
Se le percentuali di voto in Sardegna per le elezioni europee saranno drammaticamente basse, non finga di stupirsi la cupola del Partito Democratico sardo. I sardi non voteranno il 25 maggio non perche’ non credono all’Europa, ma al contrario perche’ ci credono davvero e non sopportano che il Parlamento italiano impedisca di eleggere i rappresentanti della Sardegna in Europa!

Boicottaggio delle elezioni europee: perché eleggere un europarlamentare siciliano?

Taglio del costo della benzina per i sardi, i fondi per l’alluvione e il collegio Sardegna per le europee: tre schiaffi alla Sardegna su tre battaglie dei Riformatori sardi. L’ultimo è arrivato con la decisione del governo di impugnare davanti alla Corte Costituzionale la norma sulle accise, inserita in Finanziaria e che è stata votata all’unanimità, dunque anche dal Pd, dal Consiglio regionale.

Oggi all’ordine del giorno è la situazione all’armante per l’autonomia della Sardegna. Soprattutto in considerazione dell’atteggiamento assunto da Pd e Forza Italia al Senato, che hanno bocciato l’emendamento alla legge elettorale per le elezioni europee, che avrebbe consentito di avere un collegio Sardegna separato dalla Sicilia. Il governo Renzi ha espresso parere contrario e Pd e Forza Italia con il Nuovo Centrodestra hanno votato contro la proposta di modifica: in sostanza alle Europee la Sardegna sarà insieme alla Sicilia e ancora una volta i voti dei sardi serviranno a eleggere parlamentari siciliani.

Non è tollerabile che i sardi paghino sempre dazio allo Stato e il governo non tenga in alcun conto le esigenze della Sardegna.

In questa situazione ai sardi non resta altro che l’obiezione di coscienza. Per i sardi, se non è concesso di esprimere un loro parlamentare, che senso ha votare per le europee? Per questo motivo proporremo agli Stati generali dei Riformatori che si terranno a breve di scegliere la strada della non partecipazione attiva alle elezioni per il Parlamento europeo.

L’asse Renzi-Berlusconi affossa la circoscrizione Sardegna

Renzi e Berlusconi, come i ladri di Pisa: di giorno fingono di litigare, ma i loro partiti sono d’accordo al Senato nell’affossare l’emendamento alla legge sulle elezioni europee, presentato da Mario Mauro, ex ministro della Difesa, che avrebbe consentito alla Sardegna di votare ed eleggere i propri rappresentanti al Parlamento europeo.

Chi voleva conoscere i nomi dei killer della rappresentanza sarda in Europa, è accontentato. Ci sono i nomi e anche i cognomi: la foto di gruppo è la solita: Partito Democratico e Forza Italia (con annesso Alfano) hanno votato contro i sardi e contro la Sardegna.

Il Partito Democratico e Forza Italia pensano ai loro interessi e ai loro equilibri interni, non certo ai sardi!
Cerchiamo di non avere vuoti di memoria il 25 maggio, quando si voterà per l’Europa: con quale coraggio PD e FI verranno a chiedere i voti di noi sardi?

La Sardegna chiede al Senato di essere rappresentata in Europa!

Aggiornamento 12 marzo

I segretari sardi dei partiti nazionali chiedano la circoscrizione Sardegna per le europee!

Il Senato discute domani la legge per le elezioni europee. E’ questo il momento in cui i sardi possono vedere soddisfatto il proprio diritto a votare finalmente per parlamentari europei sardi, separatamente dai siciliani.
Ma per ottenere questo, è indispensabile che la maggioranza dei senatori approvi la divisione del collegio Sicilia-Sardegna!
Ciascun sardo si rivolga al segretario nazionale del suo partito per chiedere che tutti i senatori votino per garantire i diritti dei sardi!
E, soprattutto, facciano la stessa cosa i segretari regionali sardi dei partiti nazionali: è questo il momento per ottenere una nuova legge, per cui i sardi siano rappresentati in Europa!

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Per la Sardegna in Europa, siamo alla svolta: una proposta di legge sulle elezioni europee sta per essere discussa nell’Aula del Senato.

E’ la volta buona che tutti i gruppi politici possano finalmente dimostrare la propria attenzione per le peculiarità della Sardegna, rendendo autonoma la nostra circoscrizione elettorale e consentendoci così di avere diritto di rappresentanza al Parlamento europeo.

Un diritto che in questi difficilissimi tempi di crisi economica vale oro per la Sardegna e per i sardi.

I parlamentari sardi, da soli, non possono vincere la sfida. Siamo 18 deputati alla Camera e appena 8 al Senato: la nostra buona volontà, certificata dalle tante proposte di legge da noi presentate per difendere la Sardegna in Europa, non va da nessuna parte!

E’ invece necessario che si esprimano i partiti nazionali, quei partiti in cui tanti di noi militano, a cui tantissimi sardi danno il loro voto.

Scrivo dunque ai capigruppo di tutti i partiti al Senato perchè dicano con chiarezza se intendono garantire il diritto dei sardi e della Sardegna ad essere rappresentati in Europa.

Spero di avere soltanto risposte affermative: il silenzio o le risposte negative sarebbero un immotivato schiaffo in faccia alle legittime aspettative di tutti i sardi.

Ecco il testo della lettera (qui l’emendamento allegato)

Ai Capigruppo del Senato della Repubblica

e per conoscenza a tutti i senatori eletti in Sardegna

 

Caro Presidente,

 

le elezioni europee rappresentano un’importantissima occasione di partecipazione, che diventa una vera scommessa per il futuro per le Regioni italiane, come la Sardegna, che vedono nell’integrazione europea un’opportunità straordinaria per uscire da contesti di marginalità – anche legati alla condizione di insularità e alla demografia – rispetto alle scelte altamente penalizzanti delle proprie peculiarità culturali, sociali ed economiche.

 

Il sistema elettorale proporzionale con preferenze, adottato in Italia per le elezioni europee, e l’inclusione della regione Sardegna all’interno del collegio elettorale “Isole” impediscono sostanzialmente alla Sardegna di esprimere parlamentari europei, dal momento che la nostra regione viene soverchiata numericamente dalla popolazione siciliana, che è oltre tre volte quella sarda.

 

Il tutto naturalmente crea un immenso danno alla nostra Isola e allo spirito europeistico della nostra gente, che determina una crescente disaffezione allo stesso momento elettorale.

 

L’occasione della proposta di legge sulle elezioni europee, di imminente discussione al Senato, consente di sanare un’ingiustizia, creando una circoscrizione Sardegna autonoma rispetto alla Sicilia, a cui sia assegnato il numero di parlamentari europei correttamente parametrato alla popolazione isolana.

 

Le numerose proposte di legge in tal senso, pure presentate dai parlamentari sardi di tutti gli schieramenti, non hanno infatti speranza di approvazione in assenza di una complessiva iniziativa parlamentare, che vada secondo giustizia, assecondando il legittimo desiderio di rappresentanza del popolo sardo.

 

Ti trasmetto in allegato copia dell’emendamento che potrebbe essere risolutivo.

 

E ti chiedo di presentarlo in Aula nella imminente discussione della legge, nella convinzione che il tuo Gruppo vorrà consentire alla Sardegna e ai sardi il pieno diritto di rappresentanza nel prossimo Parlamento europeo.

 

Pierpaolo Vargiu

Deputato sardo

 

Presidente della Commissione Affari Sociali

Camera dei Deputati

La Sardegna unica circoscrizione alle Europee!

Non perdiamo l’occasione della riforma della legge elettorale e facciamo finalmente approvare la norma che istituisce la circoscrizione Sardegna  per le elezioni europee, distinta dalla Sicilia, in modo da smettere di eleggere parlamentari europei che non c’entrano niente con la Sardegna e con i suoi interessi vitali!

Molti di noi hanno presentato proposte di legge in tal senso, che rischiano di non arrivare mai alla discussione da parte dell’aula. Ora invece è arrivato il momento di lavorare tutti insieme: non perdiamo l’occasione della riforma della legge elettorale nazionale e uniamo le nostre forze per ottenere questo obiettivo, che  e’ storico per la Sardegna!

Ho presentato un emendamento alla legge elettorale che ricalca la mia prima proposta di legge depositata qui alla Camera.

Noi Riformatori, che crediamo sino in fondo nell’Europa politica, non solo in quella economica, sappiamo bene che è in Europa che si gioca il futuro della Sardegna e la sua sfida di innovazione e di competitività. Per questo i sardi devono essere degnamente rappresentati nel Parlamento europeo già dalle prossime elezioni.  Chiederlo non è elemosina, ma è il riconoscimento di un nostro diritto, non facciamocelo sfuggire anche questa volta!