Stop sprechi alimentari nelle mense della Camera dei Deputati! L’impegno di Montecitorio

Sono inaccettabili gli sprechi alimentari nelle mense di Montecitorio. Gli sprechi esistono ovunque: ogni famiglia butta nel cestino della spazzatura 600 grammi di cibo alla settimana. Nell’anno di Expo, dedicato al cibo e alla vita, la politica deve dare l’esempio.

Per questo ho chiesto durante la votazione del bilancio della Camera di attivare convenzioni trasparenti con associazioni di volontariato che possano prendersi carico del cibo non consumato, della carne, del pane e della frutta rimasti intatti e non meritevoli di finire nel cassonetto.

Richiesta accolta. Montecitorio si impegna sulla questione e punta a cancellare ogni spreco!

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IL TESTO DELL’ORDINE DEL GIORNO AL BILANCIO DELLA CAMERA

La Camera,

premesso che:
«Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita» è il tema lanciato da Expo 2015, un’occasione per ribadire e trovare soluzioni più efficaci anche nella lotta allo spreco alimentare;
in questo contesto la Carta di Milano, promossa dal governo italiano, sottolinea il valore sociale del cibo e impegna istituzioni, associazioni e cittadini a farsi parte attiva nella costruzione di un mondo sostenibile e a garantire a tutti il diritto di accedere a una quantità sufficiente di cibo sicuro, sano e nutriente;

simili impegni sono stati promossi dal Governo italiano, tramite il Ministero dell’ambiente, nel corso dell’iniziativa internazionale «Stop Food Waste, Feed the Planet» in cui, nell’ambito del Semestre di Presidenza italiana dell’UE, è stata presentata la Carta di Bologna;

è calcolato in circa 8,1 miliardi di euro lo spreco domestico italiano nel 2014 pari a circa lo 0,5 per cento del nostro PIL, mentre ammonta a 6,5 euro il valore dello spreco alimentare domestico italiano settimanale medio di una famiglia (fonte osservatorio Waste Watcher);
secondo i dati diffusi dall’Agenzia Italiana per le erogazioni in agricoltura, sono più di 4 milioni le persone raggiunte in Italia nel 2013 dal sistema di distribuzione di prodotti alimentari destinati alla popolazione indigente;

in linea con gli auspici della Carta di Milano, la Commissione Affari Sociali della Camera è impegnata nell’esame di proposte di legge che vanno in direzione della limitazione degli sprechi, dell’uso consapevole delle risorse e della sostenibilità ambientale (relatrice Gadda);

tali proposte di legge, tra le altre misure, intendono facilitare la donazione delle eccedenze e introdurre il criterio della cessione a titolo gratuito, a fini di beneficenza, delle rimanenze tra i criteri presenti nei bandi d’appalto ai fini dell’individuazione dell’offerta economicamente più vantaggiosa;

è ragionevole supporre che sprechi alimentari si registrino anche nelle strutture di ristorazione presenti presso la Camera dei Deputati, a fronte delle migliaia di pasti quotidianamente erogati, ed è altrettanto ragionevole ritenere che l’istituzione debba impegnarsi fattivamente per la riduzione di tali sprechi, dando l’esempio in virtù del suo ruolo di grande responsabilità sociale,

invita, per le rispettive competenze, l’Ufficio di Presidenza e il Collegio dei Questori

   a valutare l’opportunità di:

garantire la qualità dei processi di conservazione degli alimenti utilizzati dalle strutture di ristorazione presenti presso la Camera dei Deputati al fine di impedirne il deterioramento e consentirne il riutilizzo;

individuare, tramite selezione aperta e trasparente, una o più associazioni di volontariato a cui destinare le eccedenze alimentari prodotte nelle strutture di ristorazione presenti presso la Camera dei Deputati;

prevedere, in fase di selezione, precisi obblighi di informazione in capo alle associazioni partecipanti sulla destinazione delle eccedenze e sul numero delle persone raggiunte;
prevedere nelle prossime gare di appalto per i servizi di ristorazione il criterio della cessione a titolo gratuito, a fini di beneficenza, delle rimanenze.
9/Doc. VIII, n. 6/95Vargiu, Matarrese.

Expo, inizia l’esame della legge contro lo spreco alimentare. La Carta di Milano non è riciclabile, legge entro l’anno!

È iniziato oggi alla Camera in Commissione Affari Sociali l’iter del progetto di legge per la limitazione degli sprechi, l’uso consapevole delle risorse e la sostenibilità ambientale. Nell’illustrare il provvedimento, la relatrice Gadda (Pd) ha ricordato come Expo 2015 e la Carta di Milano rappresentino un’occasione irripetibile per sensibilizzare l’opinione pubblica su questi temi così rilevanti per lo sviluppo sostenibile e la coesione sociale del nostro Paese.

Mentre a Milano cittadini, capi di Stato e ministri di tutto il mondo firmano insieme un documento prezioso e importante messo a punto con grande competenza e lungimiranza dal governo italiano e dal ministro Martina, parte da Montecitorio l’impegno per tradurre in legge dello Stato lo spirito degli impegni di questa Carta.

Far arenare il disegno di legge significherebbe lasciare in eredità alle prossime generazioni solo un manifesto pieno di belle intenzioni e altra carta da riciclare. La buona politica ne è perfettamente consapevole e grazie alla passione e alla dedizione della relatrice Gadda saremo tutti coinvolti in questi mesi in un lavoro collettivo per approvare la legge entro l’anno.

Questi i principali punti del provvedimento:
• semplificazione della cessione, a fini di beneficenza, dei prodotti non più adatti alla vendita o rimasti invenduti, definendo in maniera univoca gli standard e le condizioni utili a consentire l’ulteriore trasformazione dei prodotti alimentari ad alta deperibilità ritirati dal mercato o invendibili per destinarli al consumo umano o animale
• istituzione del Fondo nazionale per la ricerca scientifica finalizzata alla limitazione degli sprechi di risorse naturali, con una dotazione iniziale pari a 10 milioni di euro per l’anno 2016, e del Fondo, con una dotazione di 30 milioni di euro nei prossimi due anni, per provvedere all’erogazione dei contributi per l’acquisto di beni mobili da parte delle ONLUS che distribuiscono prodotti alimentari a fini di solidarietà sociale;
• incentivi fiscali come lo sconto sulla tariffa dei rifiuti per chi dimostra di convertire lo spreco in donazioni e un taglio della Irap per le imprese che introducono sistemi innovativi a basso impatto ambientale;
• introduzione nel Codice dei contratti pubblici del criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa prevedendo la cessione a titolo gratuito, a fini di beneficenza, delle rimanenze.

Portiamo i giganti di Mont’e Prama all’Expo di Milano!

Lanciamo il brand Sardegna nel mondo! L’Expo 2015 di Milano è un’occasione unica!

La civiltà nuragica ci caratterizza in tutto il mondo: abbiamo necessità di un nuovo modello di sviluppo che possa trascinare anche tutti gli altri settori produttivi ed economici.

L’Expo potrebbe essere il punto di partenza grazie ai milioni di visitatori previsti per la rassegna. Per questo vogliamo portare i Giganti a Milano!

 

Expo 1

Expo -

Il primo passaggio è l’avvio alla Soprintendenza dell’istruttoria della richiesta di prestito. L’autorizzazione dovrebbe arrivare dalla direzione generale per le antichità del Ministero dei Beni culturali.

A quel punto, una volta ottenuto l’ok, il trasporto sarebbe affidato a ditte specializzate.

Non vogliamo chiedere soldi pubblici, vogliamo costituire un consorzio di aziende che credono nella Sardegna e nel progetto!

Anche in questo modo vogliamo dire con orgoglio: BASTA SOLDI PUBBLICI!

Le IDEE e i PROGETTI CHE VALGONO DAVVERO HANNO GAMBE PER ANDARE AVANTI DA SOLI.

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Giganti di Monti Prama, le uniche statue che il modo nuragico ci ha restituito, si trovano ora, in mostra, nel Museo Archeologico Nazionale di Cagliari e nel Museo Civico di Cabras, insieme ai modelli di nuraghi e betili, ritrovati nello stesso sito di Sa Marigosa, una località del Sinis, nel lontano 1974.

Dopo 4 anni, il paziente e accurato lavoro dei restauratori e degli archelologi del Centro di Restauro di Li Punti, della Soprintendenza di Sassari, ha ridato vita e restituito all’antico splendore di giganti, ai 5178 frammenti con i quali sono state ricomposte 28 statue alte quasi 2 metri.

Polizia per Expo 2015, assumere gli idonei senza nuovi concorsi!

Il governo dà parere sostanzialmente negativo alla nostra proposta. Noi abbiamo comunque votato contro il parere del governo. Dopo l’interrogazione, un altro tentativo per una soluzione a costo zero: garantire la sicurezza di Expo 2015 senza nuovi concorsi, ma assumendo 672 unità (160 vincitori in seconda aliquota e 512 idonei non vincitori)!

Ordine del giorno

La Camera,
premesso che:
in vista dell’Esposizione universale che si terrà a Milano dal 1o maggio al 31 ottobre 2015 e della conseguente necessità di incrementare la presenza delle forze dell’ordine nella città, senza pregiudicare il livello di sicurezza nel resto del Paese, il Governo ha previsto una deroga del 55 per cento al blocco del turnover delle forze dell’ordine;
non sussistono i sufficienti tempi tecnici per portare a termine una nuova procedura concorsuale finalizzata al reclutamento di diverse centinaia di allievi agenti di pubblica sicurezza, in quanto i medesimi debbono prima essere avviati a corsi di addestramento e non sarebbero di fatto operativi prima del dicembre 2015;
una soluzione alternativa è rappresentata da una rettifica della graduatoria finale ed ampliamento, in prima aliquota, di 672 posti dei candidati risultati idonei alle prove di efficienza fisica e agli accertamenti dell’idoneità fisica, psichica ed attitudinale, con la relativa posizione in graduatoria ed il voto finale risultante dalla somma dei voti della prova scritta e della valutazione dei titoli del concorso per 964 allievi agenti della Polizia di Stato;
l’ampliamento e lo scorrimento delle graduatorie vigenti garantirebbe la copertura delle unità necessarie di agenti di pubblica sicurezza per il prossimo giugno 2014, quindi in tempo utile per l’Esposizione universale di Milano;
tale soluzione è stata, peraltro, adottata mediante decreto dirigenziale dall’Arma dei Carabinieri, la quale ha avviato una nuova procedura di arruolamento mediante scorrimento degli idonei della graduatoria 2012 per 1886 allievi carabinieri. Nella fattispecie, non solo sono stati assunti i vincitori, ma anche 48 idonei non vincitori, ovvero tutti i restanti idonei presenti in graduatoria, che è stata così esaurita;
tenuto conto dei principi di economicità e speditezza dell’azione amministrativa e della necessità di contenere i costi gravanti sull’amministrazione pubblica per la gestione delle procedure di reclutamento e addestramento di nuovi agenti di pubblica sicurezza,

impegna il Governo

ad intraprendere ogni iniziativa utile a soddisfare le conclamate esigenze di rafforzamento della sicurezza connesse con l’organizzazione dell’Esposizione Universale di Milano 2015, procedendo con le assunzioni delle restanti 672 unità (160 vincitori in seconda aliquota nonché 512 idonei non vincitori) dichiarate idonee all’ultima procedura concorsuale per il concorso di allievi agenti della Polizia di Stato, al fine di consentire l’impiego di queste nuove forze dell’ordine in occasione dell’esposizione universale «Expo Milano».

Dl Casa, passi in avanti su cedolare secca e lotta agli abusivi – L’intervento in aula

Ribadire il valore sociale della casa è ricordare che, tra i diritti di cittadinanza fondamentali di ciascun individuo, c’è quello di avere un tetto al di sotto del quale riparare se stesso, al di sotto del quale riparare la propria famiglia.
Allora, questo provvedimento pensa al tetto di chi non ha il tetto e pensa al tetto di chi non può permettersi neppure la locazione di un canone d’affitto, con cui mettersi un tetto sopra la testa.

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L’INTERVENTO INTEGRALE

Signor Presidente, colleghi e colleghe deputati, il gruppo Scelta Civica per l’Italia vota favorevolmente rispetto a questo provvedimento e si esprime, quindi, a favore della questione di fiducia che è stata posta dal Governo, nella consapevolezza che questo provvedimento, in particolar modo con le modifiche che sono intervenute al Senato, sicuramente dà risposte. Dà risposte che probabilmente qualcuno in quest’Aula considererà insufficienti – e forse lo sono in parte – iscrivendosi a quel partito che ormai è straordinariamente maggioritario all’interno del Paese e all’interno di quest’Aula che è il partito dei benaltristi, cioè il partito di coloro che sostengono che va benissimo quello che si sta facendo, ma non è assolutamente sufficiente, ben altro bisognerebbe fare per dare una risposta vera ai bisogni del Paese.
Bene, io credo che ciascuno di noi, nella sua coscienza di eletto in questa Camera, di parlamentare della Repubblica, dovrebbe rifiutare l’adesione ed il tesseramento al partito dei benaltristi, perché è l’unico partito che non serve a questo Paese.
Questo è un Paese che è in recessione dal 2007, è un Paese in cui la provvista economica dello Stato è in riduzione, è un Paese che deve garantire i diritti di cittadinanza, come quelli che sono in parte presenti all’interno del provvedimento che oggi noi esaminiamo in Aula, che sono garantiti in condizione di difficoltà. Per cui a questo Paese serve un Parlamento con le maniche rimboccate, serve un Parlamento laborioso e serve un Parlamento che abbia voglia di fare, sapendo bene che quello che si fa è soltanto una parte di quello che oggi servirebbe al Paese; ma se non si fa neanche questa parte, si rischia di non iniziare mai il percorso sulla strada che porta al risanamento economico e sociale del nostro Paese.
Io credo che in questo provvedimento, se si riesce ad avere questa come filosofia di riferimento, possono davvero trovare delle ipotesi di adesione sia coloro che si ispirano ad una politica che ha riferimento nel modo di vedere socialista di una società – socialista moderno, socialista europeo – sia coloro che, come me, hanno una visione, un angolo di visuale liberale dei problemi della società. Perché io credo che i temi, che sono presenti in maniera forte all’interno di questo provvedimento, della coesione sociale, siano dei temi che interessano chiunque abbia a cuore le sorti complessive del Paese, indipendentemente dall’angolo di visuale da cui vede la realtà del Paese stesso.
Credo che ci siano tante cose importanti in questo provvedimento, provo a dirle non tanto analizzando i singoli commi, i singoli articoli, le singole misure – che pure il provvedimento in maniera puntuale prevede – ma analizzando i grandi capitoli di ragionamento a cui il decreto si riferisce.

Intanto, ribadire il valore sociale della casa. Ebbene, io credo che questa sia una cosa importante: ha valenze di tipo sociale, ha valenze di tipo culturale, ha anche valenze che ricadono sulla propensione al risparmio delle famiglie. Ma ribadire il valore sociale della casa è ricordare che, tra i diritti di cittadinanza fondamentali di ciascun individuo, c’è quello di avere un tetto al di sotto del quale riparare se stesso, al di sotto del quale riparare la propria famiglia.
Allora, questo provvedimento pensa al tetto di chi non ha il tetto e pensa al tetto di chi non può permettersi neppure la locazione di un canone d’affitto, con cui mettersi un tetto sopra la testa.
Queste non sono soltanto le povertà con le quali siamo abituati a confrontarci nella storia del nostro Paese, ma sono anche nuove povertà – sono state ricordate da altri interventi – le povertà di chi ha perso il lavoro, le povertà delle vittime della violenza, le povertà, forse anche difficili da comprendere, di chi è impegnato quotidianamente nella lotta alla criminalità; sono le povertà dei separati, una nuova categoria di poveri che difficilmente riesce a gestire i propri sentimenti, i propri affetti e la propria vita quotidiana senza un intervento di garanzia da parte di un sistema che si ispira a regole di welfare che sono anche il termometro della civiltà di un Paese.
Quindi, io credo che sia importante la garanzia del tetto, ma all’interno di questo provvedimento c’è ben di più: c’è anche il senso della garanzia della proprietà della casa, che è un senso assai importate in questo Paese, dove, a differenza di altri Paesi europei, l’idea della proprietà della casa di abitazione è sentita dalle famiglie come un elemento fondante della società e dell’impegno per cui ognuno dedica la propria esistenza a qualcosa.
C’è ribadito il ruolo del social housing. Guardate, il social housing spesso in Italia ha avuto una funzione o ha preso una funzione che è distorta, nel senso che alla fine gli istituti – che un tempo si definivano istituti autonomi di edilizia popolare, ma adesso si chiamano AREA in molte regioni italiane – o meglio lo stesso privato che eventualmente investe all’interno del social housing spesso è diventato un grande immobiliarista, spesso è diventato un detentore di ampi patrimoni immobiliari che non vengono ceduti.

Dentro questo provvedimento c’è invece la vera filosofia del social housing, che è quella che tende a immettere nella proprietà chi sta in affitto all’interno della casa; c’è l’acconto prezzo che è un elemento nuovo del ragionamento che sul social housing si sta facendo, c’è l’idea della rigenerazione dei contesti urbani e, quindi, del favorire l’intervento del social housing non attraverso il consumo di nuovo territorio, ma attraverso la riqualificazione di pezzi di città che altrimenti sono abbandonati e non sono destinati a quella che è la loro funzione primaria.
C’è una parte interessante che è quella che favorisce il piccolo risparmio perché poi il piccolo risparmio – non certo di chi possiede centinaia di abitazioni, ma di chi investe il risparmio della sua vita nell’acquisto di una casa, che magari deve poi dare in cessione a un figlio che non avrebbe altrimenti la possibilità di comperare questa casa – è anche un motore del mercato dell’edilizia e l’edilizia è una di quelle attività imprenditoriali dell’economia che ha il più basso investimento per capitale per ciascun posto di lavoro creato. Quindi, far ripartire l’economia attraverso una ripartenza dell’edilizia con le ristrutturazioni in primo luogo, ma anche con le riqualificazioni, con le nuove costruzioni, insomma è qualche cosa che può contribuire a dare un po’ di ossigeno a questo Paese.
L’idea della «cedolare secca» che negli affitti a canone concordato si abbassa è un’idea che finalmente guarda al piccolo risparmio, che finalmente guarda alla piccola proprietà edilizia, che in questi anni è stata duramente penalizzata da leggi che miravano a fare cassa, perché le esigenze del Paese erano quelle di avere cassa. L’idea di potere avere dei risparmi sull’Irpef per le ristrutturazioni è sempre un’idea che guarda al piccolo risparmio, che guarda al piccolo investimento in edilizia e che è un motore di ossigeno per un settore drammaticamente in difficoltà nel nostro Paese.
Ultima considerazione: questo provvedimento dice anche una cosa sacrosanta, che è quella contenuta all’interno dell’articolo che riguarda le occupazioni abusive.

Questo non può essere uno Stato di diritto se tollera che gli abusivi, dopo avere occupato un’abitazione che non gli appartiene, spesso sottraendola a bisognosi con pari bisogno rispetto a loro, possano avere l’allaccio dell’acqua e l’allaccio della luce, con una sorta di atteggiamento compassionevole peloso che alla fine, nel momento in cui non distingue nelle povertà, finisce con essere cieco anche nel difendere le povertà più vere.
Allora, che ci sia un richiamo forte alla legalità, che deve essere principio ispiratore che guida non soltanto il legislatore ma l’intera attività di questo Paese, dal punto di vista di Scelta Civica, che è fortemente sensibile ai temi della legalità, ai temi del rispetto delle garanzie dello Stato di diritto, io credo che sia un ulteriore elemento positivo che comporta complessivamente un giudizio senz’altro positivo su questo provvedimento, da cui discende il voto favorevole sulla fiducia posta dal Governo.

Expo: far scorrere le graduatorie per assumere subito 672 agenti di Polizia

672 giovani possono essere assunti subito nei corpi della Polizia di Stato per far fronte alle esigenze dell’Expo, il grande evento che Milano ha l’onore di ospitare l’anno prossimo.

Per farlo, è sufficiente far scorrere le graduatorie dell’ultimo concorso, senza indire un nuovo bando che avrebbe tempi troppo lunghi.

Con questa interrogazione chiederemo conto al ministro dell’interno nel primo question time utile.

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— Al Ministro dell’interno. — Per sapere – premesso che:
in vista dell’Esposizione universale che si terrà a Milano dal 1 maggio al 31 ottobre 2015 e della conseguente necessità di incrementare la presenza delle forze dell’ordine nella città, senza pregiudicare il livello di sicurezza nel resto del Paese, il Governo ha previsto una deroga del 55 per cento al blocco del turnover delle forze dell’ordine;

non sussistono i sufficienti tempi tecnici per portare a termine una nuova procedura concorsuale finalizzata al reclutamento di diverse centinaia di allievi agenti di pubblica sicurezza, in quanto i medesimi debbono prima essere avviati a corsi di addestramento e non sarebbero di fatto operativi prima del dicembre 2015;

una soluzione alternativa è rappresentata da una rettifica della graduatoria finale; ed ampliamento, in prima aliquota, di 672 posti dei candidati risultati idonei alle prove di efficienza fisica e agli accertamenti dell’idoneità fisica, psichica ed attitudinale, con la relativa posizione in graduatoria ed il voto finale risultante dalla somma dei voti della prova scritta e della valutazione dei titoli del concorso per 964 allievi agenti della polizia di Stato;

l’ampliamento e lo scorrimento delle graduatorie vigenti garantirebbe la copertura delle unità necessarie di agenti di pubblica sicurezza per il prossimo giugno 2014, quindi in tempo utile per l’Esposizione universale di Milano;

tale soluzione è stata, peraltro, adottata mediante decreto dirigenziale dall’Arma dei carabinieri, la quale ha avviato una nuova procedura di arruolamento mediante scorrimento degli idonei della graduatoria 2012 per 1886 allievi carabinieri. Nella fattispecie, non solo sono stati assunti i vincitori, ma anche 48 idonei non vincitori, ovvero tutti i restanti idonei presenti in graduatoria, che è stata così esaurita;

va tenuto conto dei principi di economicità e speditezza dell’azione amministrativa e della necessità di contenere i costi gravanti sull’amministrazione pubblica per la gestione delle procedure di reclutamento e addestramento di nuovi agenti di pubblica sicurezza –

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se non ritenga opportuno assumere immediatamente le restanti 672 unità (160 vincitori in seconda aliquota nonché 512 idonei non vincitori) dichiarate idonee all’ultima procedura concorsuale per il concorso di allievi agenti della polizia di Stato. (3-00649)