Videogiochi violenti, il governo si attivi contro digital divide genitori-figli

In Italia troppi ragazzi sono esposti a videogiochi violenti nella più totale inconsapevolezza dei genitori. Come dimostrato anche da popolari trasmissioni televisive, videogiochi vietati ai minori perché contenenti scene di paura, di sesso e con linguaggi volgari o riferimenti a uso di droghe, vengono tranquillamente venduti ai piccoli. Siamo convinti che non servano nuove leggi, né un ennesimo osservatorio. Abbiamo bisogno invece di un investimento per abbattere il digital divide tra genitori e figli. Il governo deve attivarsi e promuovere una forte campagna di sensibilizzazione per dare alle famiglie la possibilità di conoscere e dunque vigilare.

Lo abbiamo scritto in una lettera al premier Renzi insieme a Ilaria Capua, vicepresidente della Commissione Cultura della Camera dei Deputati.

La metà dei ragazzi tra i 10 e i 15 anni gioca con una certa frequenza a videogame non adatti alla propria età, un fenomeno con effetti inquietanti che coinvolge anche il 40% circa dei bambini nella fascia di età compresa tra i 6 e i 9 anni. Padri e madri sono sostanzialmente disarmati di fronte a queste situazioni: non controllano perché non sanno, tagliati fuori da un divario informativo esclusivamente generazionale che li rende sostanzialmente daltonici di fronte ai bollini rossi e verdi.

Molti studi hanno evidenziato un legame forte tra comportamenti violenti e utilizzo di videogame e dunque una campagna di informazione rivolta a genitori e figli, anche nelle scuole, può tutelare la crescita dei minori e prevenire fenomeni di bullismo su cui non bisogna mai abbassare la guarda.

La mia lettera a Renzi

La lettera di Ilaria Capua a Renzi

L’articolo di Riccardo Luna su Repubblica

Emendamento Dl Pa, più borse per i giovani medici

Nel DL Pa si stanziano nuovi fondi per finanziare sino a 5000 contratti di formazione specialistica da mettere a concorso nel corrente a.a. 2013/2014.

Non bastano. Con quest’emendamento, firmato anche dall’ex ministro Balduzzi, si prevedono nuovi fondi per la copertura totale dei circa 7000 contratti di formazione specialistica.

Le risorse aggiuntive arrivano da un’accisa limitata nel tempo sulle bevande gassate e zuccherate.

Art. 15

(Disposizioni urgenti relative a borse di studio per le scuole di specializzazione medica)

1. All’articolo 20, comma 3-ter, del decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 368 e successive modificazioni, il primo periodo è sostituito dal seguente: “La durata dei corsi di formazione specialistica, come ridotta dal decreto di cui al comma 3-bis, si applica a decorrere dall’anno accademico 2014-2015”.

2. Per le finalità di cui al titolo VI del decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 368, e successive modificazioni, è autorizzata l’ulteriore spesa di 56 milioni di euro per l’anno 2014, di 90 milioni di euro per l’anno 2015, e di 51,8 milioni di euro per l’anno 2016.

3. A decorrere dal 1 settembre 2014 e per tutto il 2015 sono introdotte le aliquote di accisa relative alle bevande gassate e zuccherate. Tali aliquote sono determinate nella misura di euro 5 per ettolitro

4. Agli oneri derivanti dal comma 2 si provvede con una quota delle entrate derivanti dal comma 3 e per l’anno 2014, con una quota delle entrate di cui all’articolo 7, comma 39 del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, per un importo pari a 6 milioni di euro che resta acquisita all’erario, per l’anno 2015 mediante corrispondente riduzione del Fondo per interventi strutturali di politica economica, di cui all’art. 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307 e per l’anno 2016 mediante riduzione per euro 1,8 milioni del fondo di cui all’articolo 5, comma 1, lettera a) della legge 24 dicembre 1993, n. 537.

5. La procedura di cui all’articolo 4, comma 45, della legge 12 novembre 2011 n. 183, si applica anche alle prove di ammissione alle scuole di specializzazione in medicina di cui all’articolo 36, comma 1, del decreto legislativo n. 368 del 1999 e successive modificazioni. A tal fine l’importo massimo richiesto al singolo candidato non può eccedere la somma di 100 euro e le corrispondenti entrate, relative alle prove di ammissione alle predette scuole di specializzazione, sono versate all’entrata del bilancio dello Stato per essere riassegnate al pertinente capitolo dello stato di previsione del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca e destinate alla copertura degli oneri connessi alle prove di ammissione.

Dai giovani medici un urlo per il futuro del sistema sanitario nazionale

L’ennesima encomiabile manifestazione degli instancabili giovani medici lancia, per chi non l’avesse già ascoltato, un nuovo urlo a tutta la politica: subito investimenti e riforme vere o non c’è futuro per il nostro Servizio Sanitario Nazionale. Il problema non è ‎dei giovani medici, ma dell’intero sistema che rischia di restare senza medici.  La buona politica deve avere il coraggio di guardare in faccia non solo questi giovani, ma anche tutto il sistema sanitario. Se siamo convinti che funziona bene e garantisce prestazioni di qualità su tutto il territorio nazionale possiamo anche decidere di non cambiarlo

Sardegna maglia nera per abbandono scolastico, la Camera ascolti la Regione

Dalle audizioni in svolgimento presso la commissione Cultura della Camera emerge l’ennesima tragedia del sistema istruzione della Sardegna. La nostra isola si conferma infatti maglia nera italiana per la dispersione scolastica: 36,2% contro la media nazionale del 27%.

Tutti gli indicatori fotografano la Sardegna come fanalino di coda e il dramma è che anche in prospettiva, la distanza della Sardegna rispetto ai target fissati per l’abbandono scolastico in Europa (10%) e in Italia (16%) per il 2020, rimane ancora molto marcata (25,5%).

Questi numeri impietosi sono la fotografia di un disastro che non può vederci stare con le mani in mano: senza istruzione c’è solo povertà e arretratezza per la nostra regione. Per questo ho chiesto al presidente della Commissione, Galan, di convocare urgentemente l’assessore all’istruzione della Regione Sardegna: l’intera commissione sia informata delle cause della tragedia educativa sarda e delle misure necessarie a far ripartire la crescita della cultura, base di qualsiasi progetto di sviluppo dell’Isola.

Dalle audizioni emerge che tale gap è generalizzato: nel 2011, alla fine del primo anno delle scuole secondarie superiori statali, la percentuale media di dispersione nazionale era dell’11,4%, mentre in Sardegna si attestava al 15,3%, con un drammatico balzo indietro ai livelli del 1995. Anche il tasso di abbandono alla fine del secondo anno delle scuole secondarie superiori è purtroppo sovrapponibile al precedente: nel 2011, la media nazionale era del 2,5% contro il 5,5% della Sardegna.

Il decreto sulla droga spiegato a mia figlia di 16 anni

L’intervento in aula in dichiarazione di voto sulla fiducia al dl droghe. Il carcere non è la soluzione se vogliamo davvero recuperare la vita di tanti giovani. L’approccio repressivo ha fallito, la politica deve ammetterlo. Trasmettiamo valori, diffondiamo fiducia: solo così faremo passi in avanti lontani da ideologie.

Qui il servizio del Tg2:

Test di medicina: ottima idea sbarramento dopo primo anno

Serve una rivoluzione per la formazione dei futuri medici: piu’ apertura selettiva, piu’ programmazione in base alle esigenze del sistema sanitario e non di quello universitario. In questo senso e’ ottima l’idea proposta dal ministro Giannini: niente quiz all’accesso, ma invece uno sbarramento dopo il primo anno che serva a valutare complessivamente le capacita’ dei futuri medici.

Da medico ho sempre sostenuto che i test attualmente affrontati dai ragazzi sono davvero ridicoli e non consentono di valutare in nessun modo l’effettiva attitudine a svolgere una professione per la quale occorrono doti umane che vanno ben al di la di quelle testate dalla lotteria dei quiz

Expo: far scorrere le graduatorie per assumere subito 672 agenti di Polizia

672 giovani possono essere assunti subito nei corpi della Polizia di Stato per far fronte alle esigenze dell’Expo, il grande evento che Milano ha l’onore di ospitare l’anno prossimo.

Per farlo, è sufficiente far scorrere le graduatorie dell’ultimo concorso, senza indire un nuovo bando che avrebbe tempi troppo lunghi.

Con questa interrogazione chiederemo conto al ministro dell’interno nel primo question time utile.

***

— Al Ministro dell’interno. — Per sapere – premesso che:
in vista dell’Esposizione universale che si terrà a Milano dal 1 maggio al 31 ottobre 2015 e della conseguente necessità di incrementare la presenza delle forze dell’ordine nella città, senza pregiudicare il livello di sicurezza nel resto del Paese, il Governo ha previsto una deroga del 55 per cento al blocco del turnover delle forze dell’ordine;

non sussistono i sufficienti tempi tecnici per portare a termine una nuova procedura concorsuale finalizzata al reclutamento di diverse centinaia di allievi agenti di pubblica sicurezza, in quanto i medesimi debbono prima essere avviati a corsi di addestramento e non sarebbero di fatto operativi prima del dicembre 2015;

una soluzione alternativa è rappresentata da una rettifica della graduatoria finale; ed ampliamento, in prima aliquota, di 672 posti dei candidati risultati idonei alle prove di efficienza fisica e agli accertamenti dell’idoneità fisica, psichica ed attitudinale, con la relativa posizione in graduatoria ed il voto finale risultante dalla somma dei voti della prova scritta e della valutazione dei titoli del concorso per 964 allievi agenti della polizia di Stato;

l’ampliamento e lo scorrimento delle graduatorie vigenti garantirebbe la copertura delle unità necessarie di agenti di pubblica sicurezza per il prossimo giugno 2014, quindi in tempo utile per l’Esposizione universale di Milano;

tale soluzione è stata, peraltro, adottata mediante decreto dirigenziale dall’Arma dei carabinieri, la quale ha avviato una nuova procedura di arruolamento mediante scorrimento degli idonei della graduatoria 2012 per 1886 allievi carabinieri. Nella fattispecie, non solo sono stati assunti i vincitori, ma anche 48 idonei non vincitori, ovvero tutti i restanti idonei presenti in graduatoria, che è stata così esaurita;

va tenuto conto dei principi di economicità e speditezza dell’azione amministrativa e della necessità di contenere i costi gravanti sull’amministrazione pubblica per la gestione delle procedure di reclutamento e addestramento di nuovi agenti di pubblica sicurezza –

:
se non ritenga opportuno assumere immediatamente le restanti 672 unità (160 vincitori in seconda aliquota nonché 512 idonei non vincitori) dichiarate idonee all’ultima procedura concorsuale per il concorso di allievi agenti della polizia di Stato. (3-00649)

Università, tagliare i posti a Medicina? Attenzione! Prima bisogna fare bene i conti!

Colpisce la notizia secondo cui il MIUR, per il prossimo anno, avrebbe deciso di tagliare del 23 per cento i posti disponibili per l’accesso alla facoltà di Medicina.

E’ infatti evidente che il taglio di oltre 2500 matricole (tra Medicina e Odontoiatria) costituisce una riduzione di opportunità per gli aspiranti medici, che rende ancora più aleatoria la lotteria a quiz che regola l’accesso alla Facoltà.

Ma ha poi una logica questa riduzione di opportunità?

C’è una programmazione del turn over dei professionisti sanitari che la giustifichi?

I medici italiani laureati negli anni della “pletora” (anni ’80), stanno raggiungendo, tutti insieme, l’età della pensione. Negli anni a cavallo con il 2020 sono previsti veri e propri esodi dagli ospedali e dagli ambulatori.

Per contro, sappiamo bene che il percorso formativo di Medicina dura almeno 10 anni: gli studenti che iniziassero nel 2014 sarebbero pronti per curare i propri pazienti solo nel 2024.

Altri paesi europei, colpevolmente distratti, a causa dei loro errori di programmazione negli accessi universitari, sono stati costretti ad importare medici dai Paesi emergenti, con percorsi formativi e culture assai diverse.

Ha fatto bene i calcoli il MIUR per evitare che l’Italia commetta gli stessi errori?

Giovani medici, garantire i contratti e investire sulla formazione. Altrimenti si taglia il futuro del Sistema Sanitario Nazionale

Giovani medici, garantire i contratti e investire sulla formazione. Altrimenti si taglia il futuro del Sistema Sanitario Nazionale

Oggi manifestazione in Piazza Montecitorio dell’Associazione Italiana Giovani Medici (SIGM) e di Federspecializzandi. I giovani ci hanno chiesto a gran voce di investire su di loro in sanità per investire sul futuro del nostro SSN.
Ho incontrato una delegazione di queste due associazioni. E il messaggio è stato molto chiaro da entrambe le parti.
Senza contratti per la specialistica e senza valorizzare la formazione dei medici di medicina generale, le nuove leve saranno condannate alla fuga all’estero. Così facendo, esporteremo non solo cervelli, competenze e professionalità, ma anche il diritto alla salute dei cittadini italiani di oggi e di domani.
Anche in questo settore basta parlarsi addosso. Occorre dire la verità e avere il coraggio delle riforme vere! L’accesso dei giovani alle università non è programmato in base alle esigenze di turn over del sistema sanitario, ma della capacità formativa delle università stesse. Già così rischiamo nel giro di dieci anni di non avere medici italiani in numero sufficiente, è da folli rischiare di far scappare i medici che stiamo formando.
A scendere in piazza oggi non è stato un sindacato di resistenza che difende privilegi e posizioni acquisite, ma un’onda lunga di avanguardia che chiede largo alla speranza e offre le proprie energie e competenze al servizio di tutta la collettività. La politica deve rispondere a questa richiesta di futuro se non vuol rinunciare totalmente al suo ruolo.