Per la crescita del Pil non basta la simpatia

Il Pil che non cresce ci ricorda che senza Mario Monti sarebbe stato il disastro. In Italia è difficile ragionare con il cervello rinunciando alle urla da stadio e da bar. Ma leggendo i dati preoccupanti sul Pil sarebbe utile che qualcuno si chiedesse dove sarebbe l’Italia senza l’azione coraggiosa e impopolare di Mario Monti e dei suoi ministri.

E’ sempre più facile accarezzare la pancia della gente che remare controcorrente.

Mario Monti lo ha fatto nell’interesse del cambiamento e della modernizzazione dell’Italia,  mettendoci la faccia e pagando un prezzo altissimo, politico ma anche personale.

La buona politica deve esserne consapevole e deve essere capace di seguirne l’esempio.

Accise, ecco il ricorso dei Riformatori contro il Governo davanti alla Consulta

Vale un miliardo di euro, indispensabile per lo sviluppo della nostra isola.

La norma della Finanziaria regionale del 2014, che affida alla Regione le entrate sulle imposte di fabbricazione generate in Sardegna anche se riscosse in altre parti del territorio nazionale (la cosiddetta norma sulle accise), è legittima. Come è legittimo che a difendere una legge approvata all’unanimità, dal Consiglio regionale siano i consiglieri regionali, visto che la Giunta – che rappresenta il potere esecutivo – sta colpevolmente non adempiendo a un obbligo: difendere una legge approvata da tutte le forze politiche.

Lo sostiene l’atto di opposizione al ricorso del governo presentato alla Corte Costituzionale dagli avvocati Andrea Panzarola e Massimo Proto, per conto dei consiglieri regionali dei Riformatori sardi Michele Cossa e Attilio Dedoni.

Il ricorso in 5 slide

Il servizio di Videolina

Def: non evita rischi del tracollo del sistema sanitario, non basta spending review

Il DEF conferma che è difficile garantire i diritti di salute del cittadino, anche alla luce dei tagli per 25 miliardi, sopportati dal nostro SSN negli ultimi quattro anni. Le previsioni future non inducono ottimismo: non è solo un problema di miglior utilizzo delle risorse, non basta la manutenzione ordinaria.

Per vincere le sfide dell’innovazione tecnologica e dei nuovi bisogni della cronicità, dobbiamo pensare a radicali riforme strutturali del sistema e cominciare a pensare a nuove forme integrative di finanziamento. Servono meno convegni e pregiudizi e più coraggio di dire la verità e proporre soluzioni conseguenti.

Pigliaru e tutti i sardi reagiscano alla gravissima decisione del Governo di impugnare le ‎accise!

La decisione odierna del Governo Renzi di impugnare la legge regionale che taglia i costi della benzina in Sardegna è l’ennesima certificazione che per la Sardegna non esistono governi “amici”.

Dopo la beffa che ci impedirà di eleggere parlamentari europei, dopo il teatrino sull’alluvione, ora arriva l’ennesimo intervento a gamba tesa contro la Sardegna!

L’accordo Soru -Prodi del 2007, ha scaricato sulla Sardegna i costi della sanità, della continuità territoriale e del trasporto pubblici locale, ma non si vede nessuna delle contropartite attese!

Al Presidente della Regione Pigliaru, chiediamo dunque di reagire immediatamente a questo ulteriore schiaffo alla Sardegna: i Riformatori saranno al suo fianco!
E a tutti i sardi chiediamo di svegliarsi: da Roma non arriverà nessun regalo, i nostri interessi legittimi dobbiamo imparare a difenderli da soli, tutti insieme!

Voterai per Renzi? Sì, lo farò

Sono tante le persone che, per strada o al telefono, mi pongono tutte la stessa domanda.
Ma tu voterai per Renzi? Voterai la fiducia al nuovo Governo?
Forse farei in fretta a dare la risposta più semplice: sì, lo voterò.

Potrei cavarmela a buon mercato anche sulla spiegazione: voterò Renzi per lealtà verso il gruppo di Scelta Civica, a cui sono iscritto, in assenza di una indicazione diversa da parte dei Riformatori, il partito a cui appartengo.
Però non sarebbe giusto e non sarebbe neppure vero.

Mi spiego meglio: è vero che io voterò per Renzi perché me lo chiede Scelta Civica e i Riformatori non mi chiedono di fare cose diverse.
Ma è anche vero che lo faccio con convinzione e speranza.

Ma allora, qualcuno mi domanderà, ti piace il modo in cui Renzi ha “fatto fuori” Enrico Letta?
Manco per sogno!
Ti piace la resurrezione di Berlusconi di cui è stato artefice Renzi?
Neppure per idea!
Sei contento di avere un Presidente del Consiglio che, invece di essere scelto dai cittadini, è stato indicato dalla direzione del Partito Democratico, nel corso di uno psicodramma di Palazzo?
Ma non scherziamo!

E allora, mi potreste chiedere, perché voti la fiducia a Renzi e al suo Governo e perché dici di farlo con convinzione?
Perché sono abituato a ragionare sulla realtà che c’è, non su quella che io vorrei, ma non c’è.

Da qui dentro, da dentro il Palazzo, si vede un’Italia lenta, burocratica, attardata rispetto al resto dell’Europa.

Un’Italia che non ce la fa a liberarsi da una burocrazia asfissiante, da un’infinita’ di leggi e leggine che strozzano e bloccano tutto, dal potere di veto di mille consorterie di conservazione.

Letta ha provato a cambiare e lo ha fatto con coraggio ed equilibrio.

Non c’è riuscito, anche perché nel suo partito, il PD, la voglia di conservazione è fortissima.

Bene, oggi il PD è travolto da uno tsunami che si chiama Matteo Renzi. Che parla diverso, che veste diverso, che gira in ford focus, senza scorta.
Renzi che beve chinotto e canta fuori dal coro.
Renzi che dice di voler fare cose normali che, per l’Italia, assomigliano alla rivoluzione.
Ci riuscirà?

Nei corridoi del Palazzo, molti sussurrano che finirà triturato.
Nei corridoi del Palazzo, molti si augurano che finisca triturato.
Beh, io non sto dalla parte di questi qua, che stanno nei corridoi del Palazzo.

A me Renzi non piace fino in fondo e forse neppure mi convince sino in fondo.
Ma oggi Renzi rappresenta l’ultima speranza di cambiamento.

E io sono convinto che, senza cambiamento vero delle teste, delle nostre teste, l’Italia non ha futuro.
Per cui, voto la fiducia a Renzi con convinzione. Lo schieramento è diverso, ma la missione assomiglia a quella che i Riformatori combattono da anni in Sardegna.
Parole d’ordine: innovazione e coraggio, proprio ciò che e’ mancato sinora in Sardegna e in Italia.
Non ho dubbi: le mie forze scelgo di usarle per tenere lontani gli avvoltoi e i gattopardi.
La scommessa di Renzi, oggi è la scommessa di tutti gli italiani.