Inps, Sardegna al top su invalidità e accompagnamento. Regione intervenga!

Sono inquietanti i dati Inps sulle indennità di accompagnamento e sulle pensioni di invalidità in Sardegna nel 2014, riferiti oggi dal Presidente Boeri nell’audizione in Commissione Affari Sociali. Ben 6 province sarde sono ai primi 14 posti nella classifica nazionale dei maggiori percettori di indennità di accompagnamento, mentre è tutto sardo il podio (Oristano, Medio-Campidano, Carbonia-Iglesias) nella graduatoria delle pensioni di invalidità, dove registriamo al quinto posto la provincia di Nuoro e al settimo quello di Sassari. Un totale di oltre 100mila pensioni o indennità, segno di una sofferenza sociale straordinaria e di un formidabile intervento assistenziale dello Stato.

Questi numeri assumono proporzioni ancora più significative in considerazione del massiccio intervento regionale (che sfiora i 150 milioni di euro) sul fondo della non autosufficienza. E’ dunque urgente e indispensabile che la Sardegna si attivi per un miglior coordinamento tra interventi previdenziali, sanitari e assistenziali, prima che il rubinetto dell’assistenza statale si chiuda drammaticamente, lasciando nel disastro proprio i più deboli.

L’Inps ha inoltre diffuso i dati per Comune da cui emergono le cifre record a livello nazionale di Bidonì (Oristano) e Semestene (Sassari). Nel piccolo comune oristanese più di un residente su 5 riceve un assegno di invalidità o di accompagnamento: sui 154 abitanti si registrano infatti 24 indennità di accompagnamento e 11 pensioni di invalidità per un totale di 35 trattamenti. Situazione simile a quella di Semestene (37 trattamenti su 163 residenti, 23%). Numeri altissimi rispetto alla media nazionale anche in altri comuni della provincia di Oristano:  Tadasuni (19,2%), Sennariolo (16,4%), Ula Tirso (15,6%) e Aidomaggiore (15,6%).

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Inps, da Boeri proposte concrete e sostenibili per la lotta alla povertà. L’audizione in commissione

Così come era doveroso verso i nostri giovani l’approccio serio e selettivo del premier Renzi nella soluzione del nodo pensioni dopo la sentenza della Consulta, così appare convincente la proposta del presidente dell’Inps Boeri a favore dei 55-65enni in difficoltà.

Ci sembra un sostegno mirato ed economicamente sostenibile diretto a una fascia sociale in sofferenza, non la solita paghetta di Stato sventolata ogni tanto da qualcuno come bandiera elettorale. Questi due interventi segnano finalmente la fine dell’illusione che si possa dare “tutto a tutti” e il rifiuto netto di una cultura assistenzialista che ha pesato come un macigno sulla cultura del nostro Paese e sulle tasche degli italiani.

Ci piace molto il piglio innovativo e propositivo della nuova Inps: lontano dalla vecchia caricatura di ente fantozziano ed elefantiaco, ma finalmente un punto di riferimento snello e moderno, capace di garantire giustizia sociale ed equità.

Medici fiscali, solidarietà a chi tutela gli onesti dai furbi

I medici fiscali hanno ragione, la lotta all’assenteismo va sostenuta con risorse vere. Durante le audizioni in Commissione abbiamo constatato, di fronte a numeri inattaccabili, che il taglio delle risorse ha comportato meno controlli e meno accertamenti. La soluzione da noi indicata è chiara e largamente condivisa, il governo deve fare la sua parte.

Dal maggio 2013 l’INPS ha infatti ridotto drasticamente e poi, dal 1° ottobre dello stesso anno, ha di fatto interrotto le visite mediche di controllo domiciliare disposte d’ufficio. La Commissione Affari Sociali di Montecitorio si è interessata della questione svolgendo un’indagine conoscitiva dal febbraio al maggio scorso al termine della quale ha indicato nel polo unico di controllo in capo all’Inps la prospettiva migliore per un’attività di controllo più efficace.

Medici fiscali, polo unico di controllo per garantire i diritti dei lavoratori in malattia

Per garantire il diritto di malattia di tutti i lavoratori occorre evitare ogni abuso di assenze e certificazioni. Confondere legittimi diritti con scuse e pretesti ha un costo che viene pagato da tutti e dunque solo con un sistema di controllo efficiente potremo promuovere equità e sviluppo.

Il servizio di Rai Tg Parlamento

La Commissione Sanità di Montecitorio sta conducendo un’indagine conoscitiva per risolvere la vicenda dei medici fiscali che operano per conto dell’INPS ed entro dieci giorni darà l’ok a un atto d’indirizzo al governo.

Il polo unico della medicina di controllo rappresenta una prospettiva utile per migliorare e uniformare la qualità delle attività di verifica, a difesa anche della professionalità dei medici impegnati nel settore. Gradualmente le assenze per malattia si stanno allineando agli standard europei, ma dobbiamo agire con coraggio e radicalità: rendere omogenei i sistemi di controllo resta una priorità anche per vincere una sfida culturale e mantenere una corretta percezione della cultura del lavoro.

 

Medicina fiscale, la Commissione convoca l’Inps

La XII Commissione Sanità della Camera ha deliberato oggi l’inizio di un’indagine conoscitiva finalizzata alla soluzione dell’insostenibile vicenda dei medici fiscali che operano per conto dell’INPS.

L’istituto previdenziale ha infatti drasticamente ridotto la propria attività di controllo, mettendo in grave difficoltà economica e professionale gli oltre 1500 medici che garantivano l’azione di verifica per conto dell’Ente.

Il crollo del volume delle attività di medicina fiscale rischia di diventare un boomerang negli accertamenti d’assenza per malattia, con possibili, pesanti aggravi sul costo del lavoro”.

La Commissione si appresta dunque a sentire sia i medici fiscali che l’INPS per contribuire ad indicare la soluzione normativa che consenta di garantire qualità del servizio e attività professionali.