Ex ospedale Marino grand hotel: catena Miami? E’ il nostro sogno, ma son passati 200 giorni dagli annunci di Regione e Comune!

Per chi come noi Riformatori crede che Cagliari abbia tutte le carte in regola per creare ricchezza, lavoro e sviluppo, l’ipotesi della catena di Miami sarebbe un sogno che si realizza. Lo andiamo dicendo da anni con tante iniziative: il vecchio ospedale Marino deve diventare un grand hotel e quel rudere sul Poetto non deve più essere un monumento solo di miopia e incapacità politica, come ha giustamente affermato il presidente di Confcommercio Bertolotti.

Siamo consapevoli però che per realizzare questo sogno c’è bisogno di una politica che abbia una visione strategica e soprattutto di buona amministrazione.

Da mesi è online sul mio sito il contatore dei giorni trascorsi dagli annunci di Regione e Comune: sono passati 203 giorni dalla promessa fatta dall’assessore Erriu della revoca del bando a favore della società Prosperius e 194 giorni dall’ipotesi hotel avanzata dal sindaco Zedda. Era Natale e da allora abbiamo visto solo nuovi annunci, altri penultimatum e poi il nulla: sono questi i tempi morti e i motivi, non solo burocratici, che rallentano la rinascita di Cagliari e strozzano ogni speranza della Sardegna e della nostra città.

Alberghi, non ospedali sul poetto di Cagliari!

PASTICCIO EX OSPEDALE MARINO

2006 gara regionale con destinazione “turistico non residenziale”
2007 vincolo della Sovraintendenza
2010 Sentenza del Consiglio di Stato che riammette la “casa di cura”
2014 fine della conferenza dei servizi che autorizza la casa di cura: la destinazione è diventata “socio-sanitaria, residenziale”!!!!!!!
18 dicembre 2014 Annuncio della Regione: LA CASA DI CURA NON SI FARA’
27 dicembre 2014 Annuncio del Comune SI STA PENSANDO DI FARE UN ALBERGO
7 MARZO 2015 TUTTO FERMO

La proposta dei Riformatori
Immediato annullamento della gara da parte della Regione: la struttura non è accreditata, né contrattualizzata, né contrattualizzabile con il SSR.
Quale destino per le cubature del Poetto?
L’unico possibile per una città che aspira a diventare “turistica”: un albergo con il massimo delle “stelle” possibili, che crei occupazione e lavoro per un città e un Regione economicamente alla canna del gas!
Ma non è solo l’ex Ospedale Marino che deve diventare un albergo! Anche il vecchio Albergo dell’ESIT, dall’altra parte della strada, che oggi ospita (male…!) il nuovo Ospedale Marino deve ridiventare Albergo nell’interesse della città, ma anche della qualità della risposta sanitaria!
E i due “nuovi” alberghi hanno come riferimento l’intera area dell’IPPODROMO, oggi sequestrata e inutilizzata per lo sviluppo turistico della città.

Le iniziative dei Riformatori:
PARTE OGGI LA RACCOLTA DELLE FIRME per chiedere al Presidente della Regione di raccordarsi con il Sindaco di Cagliari e con La Sovraintendenza perché parta immediatamente il nuovo bando per permettere all’ex Ospedale Marino di ridiventare ALBERGO, ma anche per restituire alla iniziale destinazione turistica l’ex ALBERGO ESIT del POETTO
DIECIMILA CARTOLINE contro il degrado dell’ex Ospedale Marino: “POETTO, ALBERGHI non OSPEDALI!” indirizzate dai cittadini cagliaritani al Presidente della Regione

Il servizio di Videolina

Le foto della manifestazione sulla spiaggia

Ex Ospedale Marino, la Regione prende in giro Cagliari e rimanda ancora!

Continua l’allucinante teatrino dell’assurdo messo in scena dalla Regione sul cadavere dell’ex Ospedale Marino. A metà dicembre, la Regione aveva annunciato la revoca del vecchio bando e il Sindaco di Cagliari, nella conferenza stampa di fine anno, aveva finalmente iniziato a parlare di riconversione alberghiera dello stabile.

Oggi invece, due mesi dopo, ancora nessun atto di revoca, ma soltanto l’ennesima “conferenza dei servizi”, con la Regione che chiede ai vincitori di precisare ciò che è noto da anni e cioè se davvero vogliono fare una casa di cura privata in riva al mare, convenzionata con il sistema sanitario regionale.

Nove anni dopo il bando, due mesi dopo l’annuncio che si cambiava, la Regione continua a cincischiare con comunicazioni in burocratico-politichese.

Stiamo scherzando? Il tempo è scaduto: dica la Regione con chiarezza se l’ex Ospedale Marino viene finalmente messo al servizio dello sviluppo turistico ed economico della città di Cagliari oppure deve restare un ricovero per malati. Ma, soprattutto, non prenda in giro la città di Cagliari e dica sul serio qualcosa.

Ex Ospedale Marino, il Ministero è disponibile a trovare una soluzione, ma la Regione deve muoversi!

Il ministro Franceschini l’ha confermato nel question time alla Camera andato in onda in diretta tv. Agli uffici del Ministero dei Beni Culturali non risulta alcun atto formale da parte della Regione Sardegna che annulli il bando di gara per la rifunzionalizzazione dell’ex Ospedale Marino.

Sono passati quasi due mesi dalla conferenza stampa dell’assessore all’Urbanistica della Regione e la vergogna della bugia è arrivata fino a Roma. Per Franceschini il Ministero è disponibile a trovare una soluzione a una vicenda che per lo stesso esponente del Pd dura da troppo tempo.

È ora che la giunta Pigliaru si muova e non perda altro tempo se non vuole mantenere un rudere sul Poetto.

TUTTE LE INIZIATIVE DEI RIFORMATORI QUI

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AGGIORNAMENTO 

LA LETTERA A ERRIU E PIGLIARU:”FACCIAMO IN FRETTA, SENZA ERRORI”

Ai cagliaritani non interessa tanto processare e condannare qualcuno per gli errori commessi nella gestione della vicenda dell’ex Ospedale Marino. Ai cagliaritani interessa invece che si faccia in fretta, senza nuovi errori, a cancellare l’attuale vergogna sul Poetto, trasformandola in una virtuosa opportunità di turismo e di lavoro.

È questo il senso della lettera-appello che ho inviato al Presidente della Regione, Francesco Pigliaru, e all’Assessore degli Enti Locali, Cristiano Erriu.

Questi i quattro punti principali della lettera (PUOI SCARICARLA CLICCANDO QUI):

1) La destinazione “turistico, non residenziale” (niente albergo!) decisa nel 2006 fu un errore, da non ripetere.

2) È comunque surreale che dalla originaria destinazione prevista “turistica, non residenziale” si sia arrivati all’attuale “sanitaria residenziale”, con tanto di casa di cura convenzionata in riva al mare. Bisogna evitare di ripetere errori procedurali.

3) Non è vero che nessuno segnalò alla Regione che l’Ospedale Marino, tutti apparentemente d’accordo, stava diventando una casa di cura convenzionata. Lo fecero i Riformatori con due diverse interrogazioni nel 2011 e nel 2012, a cui nessuno diede retta. In futuro, sarà utile litigare meno e ascoltarsi di più.

4) La Sovraintendenza va coinvolta subito perché il nuovo bando sia veloce ed economicamente sostenibile. Il ministro Franceschini ha garantito sensibilità in tal senso.

Gli errori insegnino ad evitare nuovi errori. Erriu si faccia contagiare dall’ansia da prestazione dei Riformatori per evitare il rischio di altri 33 insostenibili anni di burocrazia senza risultati!

Ospedale Marino, parli in fretta la Sovraintendenza! Il rischio è un rudere per sempre

Nuova iniziativa sulla vicenda dell’ex Ospedale Marino. Insieme agli altri deputati dei Riformatori, Matarrese, Dambruoso e Vitelli, abbiamo presentato un’interrogazione urgente, questa volta sul ruolo della Sovraintendenza.

Il vincolo imposto nel 2007 dalla Direzione Regionale dei beni culturali e paesaggistici rischia infatti di creare una situazione di paralisi totale che sarebbe ridicola, se non fosse drammatica.

Da una parte, l’Ospedale Marino non può essere demolito in quanto vincolato per la sua importanza storica e architettonica, dall’altra non può neppure essere ristrutturato in quanto il vincolo rischia di essere così rigoroso da impedire qualsiasi attività turistica economicamente redditizia (come è già successo con il primo vincitore, nel 2008).

Sarebbe una vera e propria beffa: l’ex Marino verrebbe condannato a un destino da ”rudere per sempre e sempre peggio” nel bel mezzo della spiaggia urbana più bella Italia, incapace di creare un circuito virtuoso di occupazione e lavoro per la città di Cagliari, economicamente alla canna del gas.

Inutile che Regione e Comune sognino nuove destinazioni alberghiere (sarebbe interessante sapere perché sono state scartate nel primo bando, nove anni fa!) se non si mettono prima d’accordo con la onnipresente Sovraintendenza su ciò che si può fare e sulla sostenibilità economica del progetto.

E, per favore, il Ministero e la Sovraintendenza si muovano subito e facciano in fretta, di tempo se ne è già sprecato abbastanza!

Disastro ospedale Marino: dopo 9 anni si riparte da zero!

Interrogazione urgente al Ministero dei Beni e Attività Culturali e Turismo per chiedere un intervento immediato sulla ormai surreale vicenda dell’Ex Ospedale Marino di Cagliari.

Interrogazioni analoghe saranno presentate nei prossimi giorni dai Riformatori in Consiglio Regionale e nel Consiglio Comunale di Cagliari.

Ecco perché.

CLICCA QUI PER SCARICARE IL DOSSIER DEI RIFORMATORI CON TUTTI GLI ATTI UFFICIALI!

 

Tenete a mente due date:

La prima è il 28 marzo 2006

La seconda è il 18 dicembre 2014

Il 28 marzo 2006, la Giunta Regionale della Sardegna deliberò le direttive per la valorizzazione dell’ex Ospedale Marino di Cagliari, che furono alla base del successivo bando del 21 luglio dello stesso anno. Tali direttive impedivano di fatto la trasformazione in albergo (la “residenzialità veniva esclusa), ma sottolineavano la vocazione “turistico ricreativa” del bene.

Il 18 dicembre 2014, l’Assessore Regionale all’Urbanistica ed EE.LL. della Regione Sardegna annuncia alla stampa che la “never ending history” dell’ex Ospedale Marino si conclude ingloriosamente: “sarebbero state rilevate alcune irregolarità, che rendono impossibile la stipula del contratto“. Nei giorni successivi, nella conferenza stampa di fine anno, il Sindaco di Cagliari conferma contatti in corso con la Regione, che andrebbero verso destinazioni ricettive alberghiere.

Ma non basta!

A tutt’oggi, la notizia dei NOVE ANNI PERSI e del rudere in mezzo alla spiaggia del POETTO non è ancora ufficiale: manca qualsiasi atto ufficiale di annullamento della gara, per cui l’ultimo atto ufficiale della Regione è dell’APRILE 2014 ed è l’affidamento definitivo del bene al vincitore del bando di gara, un atto che va dunque in DIREZIONE OPPOSTA RISPETTO ALLA VOLONTA’ ANNUNCIATA DALL’ASSESSORE!

In questi anni, un delirio di bandi equivoci, di ricorsi al TAR e al Consiglio di Stato, di interventi postumi della Sovraintendenza, di rinunce dei vincitori, di interminabili conferenze di servizio che hanno prodotto il NIENTE.

Eppure, il DISASTRO era ampiamente annunciato. In due successive interrogazioni, la prima in data 22.12.2011, la seconda in data 27.07.2012, Pierpaolo Vargiu e il Gruppo dei Riformatori in Consiglio Regionale avevano interrogato la Giunta Regionale, denunciando come il progetto che stava andando avanti avrebbe sostituito il “VECCHIO OSPEDALE MARINO”, con una “NUOVA CASA DI CURA PRIVATA“, una scelta schizofrenica rispetto alle esigenze di sviluppo turistico ed economico della città di Cagliari e dell’intera Sardegna!

Una scelta sostanzialmente contraria al bando, ma soprattutto, una scelta implicitamente IMPERCORRIBILE per la volontà manifestata dallo stesso vincitore della gara che, nella presentazione generale della propria proposta, chiaramente faceva riferimento al PIANO SANITARIO REGIONALE della Sardegna e alla necessità che la nuova offerta sanitaria dell’ex Ospedale Marino venisse adeguatamente valorizzata attraverso il convenzionamento dei posti letto da parte dell’assessorato Regionale alla Sanità.

Considerato che la Regione Sardegna ha potuto accreditare i nuovi posti letto del San Raffaele di Olbia soltanto attraverso una deroga di legge è del tutto evidente quando sia stato e sia surreale pensare ad accreditamenti di nuovi posti letto!

LA PRIMA TRAGEDIA è dunque che la Regione Autonoma della Sardegna abbia aspettato anni per prendere atto di ciò che era da tempo evidente a chiunque conoscesse i termini del problema ed era stato denunciato a più riprese dai Riformatori.

LA SECONDA TRAGEDIA è che oggi la Giunta Regionale della Sardegna, duettando con il Sindaco di Cagliari con gli stupori e i candori francamente inaccettabili di Alice nel Paese delle Meraviglie, annunci in pompa magna la propria intenzione di annullare il bando e i suoi effetti, ma non abbia di fatto adottato nessun provvedimento in merito.

LA TERZA TRAGEDIA è che questo atteggiamento di annunci senza atti ufficiali, di fumo senza arrosto della Giunta Regionale, associato alle fantasticherie di fine anno del Sindaco di Cagliari lasciano intendere che il Poetto, alla faccia del riconoscimento di “spiaggia ufficiale di MILANO EXPO 2015” rimarrà ancora a lungo sfregiata dal rudere dell’ex Ospedale Marino perché sulla vicenda è tutto incerto, tranne una cosa: Regione e Comune di Cagliari sono accomunati dal non AVERE LA PIU’ PALLIDA IDEA DI COSA FARE.