I miei primi 5 mesi in Parlamento: scarica il resoconto dettagliato

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Resoconto Primi 5 Mesi

Tutte le proposte di legge e l’attività in Commissione, la trasparenza è un mio dovere: scarica e diffondi il resoconto cliccando a questo link!

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Cara amica, caro amico,

sono passati più di cinque mesi dalle elezioni per il rinnovo della Camera dei Deputati. Il tuo voto è stato determinante per questo mio impegno politico e, senza troppe chiacchiere, credo sia mio dovere renderti conto in dettaglio della mia attività parlamentare.

Come sai, inaspettatamente sono stato eletto presidente della XII Commissione Sanità e Affari Sociali della Camera. Non è un impegno di poco conto, in una commissione che tratta temi su cui mi sento profondamente coinvolto, di estremo interesse per tutti i cittadini.

Cerco di svolgerlo senza mai dimenticarmi che sono un deputato sardo, che vengo da un partito sardo, che rappresento una Regione che ha voce debolissima: alla Sardegna non posso far mancare neppure un istante del mio lavoro!

L’attività della mia commissione non è iniziata in discesa: il primo provvedimento all’esame, la cosiddetta “Cura Stamina”, è stato uno dei più controversi di questi primi mesi. Il Parlamento l’ha trattato con equilibrio, approvando il finanziamento della sperimentazione, che pure mille dubbi sollevava all’interno della comunità scientifica.

Il principale tema all’esame della Commissione Sanità resta però la sfida della sostenibilità economica del nostro sistema sanitario. Come sappiamo, le casse pubbliche non se la passano bene e tagli drastici incombono un po’ dappertutto. La sanità non fa eccezione: soltanto aggredendo gli sprechi e le inefficienze possiamo evitare di incidere negativamente sulle prestazioni garantite ai cittadini.

È per questo che stiamo svolgendo un’azione comune (indagine conoscitiva sulla sostenibilità del Welfare sanitario) con la commissione Bilancio, che è quella che tiene i cordoni della borsa. A settembre concluderemo il nostro lavoro e sarà il momento delle proposte vere: senza coraggio nelle scelte, si va verso il disastro!

“Fuori dalla sanità” , ho cercato di lavorare sui temi che sono il DNA storico delle battaglie di riforma da cui nascono i Riformatori: è stata così presentata la proposta di legge (su cui avevamo raccolto le firme referendarie) che abolisce il Porcellum  reintroducendo il Mattarellum e la proposta che rende obbligatorie le primarie per il candidato premier e l’elezione di parlamentari, presidenti di regione e sindaci. È stata poi presentata la proposta di legge per separare la Sardegna dalla Sicilia nelle elezioni per il Parlamento europeo, sulla quale già avevamo raccolto le firme dei cittadini sardi.

Si tratta di battaglie necessarie per riavvicinare i cittadini alla politica, sfide che i Riformatori Sardi hanno prima di tutti lanciato e sostenuto con convinzione nel loro  percorso politico: attraverso l’azione parlamentare, oggi possiamo provare a valorizzarle a livello nazionale!

Altre proposte specifiche sono state avanzate in materia sanitaria: sulla medicina di genere, sulla fetopatia alcolica, sulle patologie croniche in età scolastica. Si tratta di interventi settoriali, è vero, ma anche di significativi passi in avanti culturali, sulla strada della prevenzione, con costi assai vicini allo zero.

Con interrogazioni al Governo, è stata sollecitata l’attenzione su alcune situazioni che riguardano i giovani e le famiglie sarde: sul rischio di perdere ben 19 contratti di formazione specialistica medica nella nostra regione; sulla possibilità per i giovani aspiranti militari sardi di effettuare le selezioni a Cagliari; sui tirocini formativi per i giovani, sulla eccessiva complessità delle procedure di adozione dei minori.

Sono primi atti intrapresi nella fase iniziale di quest’avventura, resa più difficile dal terribile contesto economico. Non è un periodo facile per la politica: sono richieste scelte coraggiose alla “classe” politica più debole, screditata e spaventata che sia mai stata espressa dal Paese.

Per questo è indispensabile che noi Riformatori moltiplichiamo il nostro impegno e diamo fondo a tutte le nostre capacità per riuscire a fare ciò che serve davvero, anche quello che i cittadini hanno smesso di chiedere perché sono stanchi e disillusi. Senza mai perdere di vista la nostra Sardegna.

Le prossime elezioni regionali di febbraio non saranno una “cosa normale”: o si cambia sul serio, in modo radicale, oppure siamo morti!

Se hai piacere, come sempre puoi seguire ciò che faccio sul mio sito personale www.pierpaolovargiu.it, ma anche su Facebook e Twitter. I tuoi suggerimenti valgono doppio: mi aiutano a non sentirmi solo e mi consentono di approfondire temi e argomenti che rischierebbero di sfuggirmi. Uso il contatto con voi come benzina.

Con amicizia,

Pierpaolo Vargiu

 

No porcellum, sì primarie: in Costituzione e obbligatorie per legge!

No porcellum, sì primarie: in Costituzione e obbligatorie per legge!

La politica italiana ha preso un impegno con i cittadini: non tornare al voto col Porcellum. E’ un impegno che tutti i parlamentari devono assumersi per dare almeno questa certezza al Paese, in una legislatura dal destino quotidiano purtroppo incerto e imprevedibile.

Ma l’abolizione del Porcellum non può essere l’unico obiettivo delle forze politiche alla ripresa dei lavori dopo l’estate.

Lo sforzo dei veri riformatori deve puntare più in alto: è necessario introdurre immediatamente PRIMARIE OBBLIGATORIE PER LEGGE per la selezione dei candidati al Parlamento, per i candidati Premier e per i candidati sindaci e presidenti di regione.

Se vogliamo che i cittadini ricomincino a credere nella politica, è indispensabile restituire loro il diritto di scegliere i propri rappresentanti, dando all’Italia un sistema elettorale che non sia una vergogna europea.

Per innovare i partiti e l’intero sistema politico serve dunque coraggio e barra dritta: lo strumento delle primarie, costituzionalizzate e obbligatorie per legge, sottrae alla tentazione dei partiti il rischio di asservire le regole alle loro dinamiche interne.

E’ questa la vera frontiera del confronto ed è il tema centrale delle due proposte di legge che ho presentato.

Scelta Civica nasce proprio per dare uno strumento all’innovazione, contro tutte le conservazioni trasversali e striscianti di questo Paese, che hanno reso tanto difficile l’azione di cambiamento del governo Monti.

 

  • NO PORCELLUM E PRIMARIE OBBLIGATORIE PER LEGGE ->Abrogazione della legge 21 dicembre 2005, n. 270, recante modifiche alle norme per l’elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica, e ripristino dell’efficacia delle disposizioni preesistenti. Disciplina delle elezioni primarie per la designazione dei candidati a cariche pubbliche elettive. (presentata l’8 agosto 2013)

 

ONOREVOLI COLLEGHI! – La presente proposta di legge ha l’obiettivo di riformare il sistema elettorale vigente per l’elezione di Camera e Senato, abolendo la legge n. 270 del 2005 e restituendo efficacia alle disposizioni precedenti all’introduzione della suddetta norma. Inoltre si intende aprire alla partecipazione dei cittadini i processi decisionali per la selezione dei candidati nella quota uninominale e contestualmente per la scelta dei candidati a cariche pubbliche elettive monocratiche.

Approvata a maggioranza, senza il consenso delle opposizioni, sul finire della XV legislatura, la legge 270/2005, meglio nota come “Porcellum”, dalla non lusinghiera definizione datale dal suo stesso proponente, ha contribuito fortemente in questi anni ad aumentare il divario tra rappresentanti e rappresentati, alimentando il clima di sfiducia verso le istituzioni.

Nonostante generici appelli e promesse di cambiamento e vani tentativi di riforma, ben tre consultazioni elettorali sono state regolate da questo sistema elettorale che, da un lato ha quasi annullato il potere di scelta degli elettori restringendolo in una lista bloccata e, dall’altro, ha di gran lunga allentato i vincoli della rappresentanza territoriale attraverso la liberalizzazione della multicandidatura.

Inoltre, come dimostrato dalle ultime elezioni (e non solo, nel 2006 successe la stessa cosa!), il sistema vigente può agevolare la costituzione di maggioranze diverse tra le due Camere per la presenza di due diversi premi di maggioranza – uno alla Camera su base nazionale, l’altro al Senato su base regionale.

La legge elettorale esistente implica dunque con certezza, al di là del possibile rischio di generare instabilità politica-istituzionale, un reale deficit democratico che in questi otto anni ha condizionato la selezione del ceto politico-parlamentare, affidandola esclusivamente all’opaco e pervasivo potere di nomina dei partiti, esercitato attraverso un’assegnazione dei seggi scientificamente predeterminata dalle segreterie dei partiti politici.

Negli anni, visto l’immobilismo della politica, alcune iniziative referendarie hanno coinvolto e mobilitato milioni di cittadini, ma non una parola né un gesto hanno fatto seguito a questa voglia di partecipazione. La richiesta dei cittadini di eleggere i propri rappresentanti attraverso la preferenza è affondata in un silenzio gravido di indifferenza e in estenuanti rinvii che hanno ingrossato le fila del voto di protesta.

Dettata dalla consapevolezza che l’inerzia conservatrice e l’incapacità di riforma della politica, già palese nell’ultima parte della scorsa legislatura, possano lasciare intatto il sistema elettorale vigente, questa proposta di legge intende, nelle more di un più compiuto processo di riforma elettorale, restituire un primo spiraglio di fiducia e speranza ai cittadini ripristinando il sistema elettorale previgente e scongiurando uno scenario politico-istituzionale dannoso e sconfortante per il nostro Paese.

Il cosiddetto “Mattarellum”, che ha regolato le elezioni delle due Camere dal 1994 al 2001, ha infatti il vantaggio di essere già noto ai cittadini che, in primo luogo, hanno saputo apprezzare l’efficacia in termini di rappresentatività, responsabilità e accountability dell’elezione dei propri rappresentanti attraverso il collegio uninominale e che, in secondo luogo, hanno constatato gli effetti positivi di un sistema prevalentemente maggioritario.

Malgrado la permanenza di una quota proporzionale con lista bloccata – comunque sensibilmente più ridotta-, il “nuovo” sistema elettorale sarebbe già in grado di rispondere in maniera immediata e quasi emergenziale alla volontà di cambiamento dei cittadini.

Il Mattarellum viene però emendato introducendo l’indicazione del candidato premier della coalizione e del programma condiviso dalle forze politiche che dichiarano il collegamento in coalizione.

Come si evince anche dalla struttura dell’articolato, si tratterebbe di una garanzia di base, di un provvedimento “de minimis” che possa sensibilizzare e responsabilizzare la classe politica a superare definitivamente l’attuale sistema elettorale prima ancora di compiere ogni altro tentativo di riforma, dagli esiti incerti e dalle strade più o meno già percorse e battute.

L’adozione di questa proposta di legge a larghissima maggioranza in questo inizio di legislatura invertirebbe così la nociva tendenza manifestasi nel dicembre 2005 e auspicabilmente concederebbe maggior tempo alle migliori energie riformatrici presenti in questa Camera per attivarsi in favore di una nuova legge elettorale, da formulare all’interno di un nuovo quadro costituzionale e di un rinnovato sistema istituzionale.

Inoltre, questa proposta introduce un elemento di novità nella modalità di selezione dei candidati nella quota uninominale, aprendo i processi decisionali, fin qui esclusivo appannaggio dei partiti, a una maggior partecipazione dei cittadini.

Per diminuire il distacco tra rappresentanti e rappresentati non è sufficiente la semplice restituzione del diritto di scelta ai cittadini, ripristinando la quota uninominale maggioritaria. È invece necessario istituzionalizzare, attraverso una legge ordinaria, il processo partecipativo delle primarie, che ha vissuto fin qui nel nostro Paese una lunga fase sperimentale, discrezionale, senza regole costanti e condivise.

Il sistema di selezione delle primarie, portando alla luce del sole i potenziali candidati e le loro ipotesi di programma e di governo, eviterebbe gli infiniti patteggiamenti tra pochi interlocutori portatori di interessi e costituirebbe un’occasione di crescita dell’intera classe politica, non solo parlamentare.

Ricordiamo infatti che alla fine del XIX secolo in America, contesto in cui le primarie sono nate e hanno trovato terreno fertile e vita lunga, questo sistema di selezione ha indirettamente contributo a mettere in crisi i pesanti e tradizionali apparati di partiti e il loro controllo pervasivo sulla politica e l’amministrazione municipale e statale.

 

Il proponente sostiene dunque la necessità di riconoscere e regolare l’istituto delle elezioni primarie per la selezione delle candidature nei singoli collegi, rendendole obbligatorie e affidando la loro organizzazione non alle mutevoli scelte dei partiti, ma alla certezza della norma, garantita dallo Stato.

Il ricorso a elezioni primarie obbligatorie e organizzate dallo Stato, nella presente proposta, si estende anche alla selezione dei candidati a cariche di tipo monocratico (presidente della Regione e sindaco per comuni superiori ai 15mila abitanti), mentre le primarie si intendono facoltative e agevolate per i rappresentanti nei Consigli Regionali e Comunali.

Si ritiene infatti indispensabile dare pieno fondamento democratico e più ampia legittimazione anche ai vertici degli organi di governo locale, rappresentanti delle istituzioni più vicine alle esigenze dei cittadini.

In alcune regioni come la Sardegna, tale necessità è stata espressa a gran voce anche attraverso una consultazione referendaria: in occasione dei referendum del maggio 2012, oltre all’abolizione delle province, 503249 cittadini sardi, pari al 96,85 per cento di tutti quelli andati alle urne, hanno in maniera pressoché plebiscitaria espresso la loro nettissima volontà di eleggere i prossimi candidati alla carica di Presidente della Regione attraverso il sistema delle primarie.

Il quadro complessivo così delineato e promosso nella presente proposta permetterebbe dunque la diffusione di un clima culturale positivo e favorevole al ricorso costante alle elezioni primarie, considerate elemento fondante di un circuito positivo che parte doppiamente dal basso: non solo dai cittadini, ma anche dalle comunità locali.

Attraverso la regolamentazione delle elezioni primarie qui proposta, si vuole prima di tutto garantire il radicamento territoriale dei candidati, riducendo il ricorso dei partiti alla tecnica del “paracadutaggio”, che ha spesso determinato l’elezione di candidati sganciati da ogni sorta di vincolo e logica territoriale, in collegi ritenuti “blindati”.

Ma, più in generale, l’obiettivo finale è quello di ampliare la platea dei cittadini coinvolti nei meccanismi decisionali, per rigenerare il rapporto tra i cittadini e i gruppi politici e per cancellare definitivamente nei partiti il senso di onnipotenza nelle decisioni, che non aiuta certo la qualità della scelta.

L’affidamento dell’organizzazione delle elezioni primarie alla competenza degli specifici uffici pubblici, usualmente coinvolti nel processo elettorale, risponde infine all’esigenza di rafforzare il grado di istituzionalizzazione dello strumento e soprattutto a quella di garantire la regolare gestione e il corretto svolgimento di queste “pre” consultazioni elettorali, togliendo ai partiti ogni tentazione di utilizzarle per regolamenti di conti interni.

Il sistema fin qui descritto viene introdotto, a livello nazionale, novellando puntualmente i Testi unici per l’elezione della Camera dei Deputati (D.P.R. 361/1957) e del Senato della Repubblica (d.lgs. 533/1993), semplificando di gran lunga il processo pre-elettorale.

L’articolo 1 abroga la legge 21 dicembre 2005 n. 270 recante modifiche alle norme per l’elezione e ripristina il sistema elettorale previgente. Gli articoli 2 e 3 modificano i testi unici per l’elezione della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica, adeguando i procedimenti pre-elettorali per lo svolgimento delle elezioni primarie.

Gli articoli 4 e 5 recano norme di dettaglio circa lo svolgimento delle elezioni primarie per la selezione rispettivamente dei designati a capo della forza politica o della coalizione e dei candidati nella quota uninominale.

In entrambe le disposizioni si delega poi il Governo a determinare ulteriormente secondo precisi criteri direttivi lo svolgimento delle elezioni primarie, le procedure per la registrazione, condizione per l’ottenimento del diritto di elettorato attivo, e il sistema elettorale da adottare.

Inoltre gli articoli 6 e 7 regolano, nel rispetto delle leggi regionali, le elezioni primarie per i candidati alla presidenza di regione e alla carica di sindaco di comune superiore a 15mila abitanti.

L’articolo 8 stabilisce le regole per la propaganda e le spese valide per tutte le elezioni primarie, mentre l’articolo 9 indica obblighi precisi a carico dei candidati alle primarie di qualsiasi livello.

 

 

Proposta di legge

 

ART. 1.

(Abrogazione della legge 21 dicembre 2005 n. 270 recante modifiche alle norme per l’elezione e ripristino del sistema elettorale previgente)

1. La legge 21 dicembre 2005, n. 270, e gli articoli 1 e 2 del decreto-legge 8 marzo 2006, n. 75, convertito, con modificazioni, dalla legge 20 marzo 2006, n. 121, sono abrogati.

2. Fatte salve le disposizioni relative alle elezioni dei deputati e dei senatori nella circoscrizione Estero, di cui alla legge 27 dicembre 2001, n. 459, a decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge riacquistano efficacia le disposizioni del testo unico delle leggi recanti norme per la elezione della Camera dei deputati, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361, nonché del testo unico delle leggi recanti norme per l’elezione del Senato della Repubblica, di cui al decreto legislativo 20 dicembre 1993, n. 533, nel testo vigente prima della data di entrata in vigore della legge 21 dicembre 2005, n. 270.

 

 

Art.2

(Elezioni primarie per la designazione del capo della forza politica e dei candidati nella quota uninominale – Modifiche al Testo unico delle leggi recanti norme per l’elezione della Camera dei deputati,approvato con D.P.R. 30 marzo 1957, n. 361)

 

1. Dopo l’articolo 14 del decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957, sono inseriti i seguenti:

«Art. 14-bis. –

I partiti o i gruppi politici organizzati possono effettuare il collegamento in una coalizione delle liste da essi rispettivamente presentate. Le dichiarazioni di collegamento debbono essere reciproche.

La dichiarazione di collegamento è effettuata contestualmente al deposito del contrassegno di cui all’articolo 14. Le dichiarazioni di collegamento hanno effetto per tutte le liste aventi lo stesso contrassegno.

Contestualmente al deposito del contrassegno di cui all’articolo 14, i partiti o i gruppi politici organizzati che si candidano a governare depositano il programma elettorale e il nome e cognome della persona da loro indicata attraverso elezioni primarie come capo della forza politica.

I partiti o i gruppi politici organizzati tra loro collegati in coalizione che si candidano a governare depositano un unico programma elettorale nel quale dichiarano il nome e cognome della persona indicata a seguito di elezioni primarie come unico capo della coalizione. Restano ferme le prerogative spettanti al Presidente della Repubblica previste dall’articolo 92, secondo comma, della Costituzione.

Gli adempimenti di cui ai commi 1, 2 e 3 sono effettuati dai soggetti di cui all’articolo 15, primo comma.

Entro il trentesimo giorno antecedente quello della votazione, gli Uffici centrali circoscrizionali comunicano l’elenco delle liste ammesse, con un esemplare del relativo contrassegno, all’Ufficio centrale nazionale che, accertata la regolarità delle dichiarazioni, provvede, entro il ventesimo giorno precedente quello della votazione, alla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dell’elenco dei collegamenti ammessi».

 

Art. 14-ter

 

Per la designazione del capo della forza politica da indicare contestualmente al deposito del programma elettorale, ai sensi dell’art. 14 bis, i partiti politici e le coalizioni di partiti devono svolgere elezioni primarie dirette su tutto il territorio nazionale, secondo le disposizioni di legge.

Ogni partito o coalizione di partiti ha l’obbligo di indicare come capo della forza politica o della coalizione solo il più votato nelle rispettive graduatorie formatesi a conclusione delle elezioni primarie svoltesi su tutto il territorio nazionale»

 

Art. 14-quater

 

Per la designazione dei candidati nella quota uninominale, i partiti politici e le coalizioni di partiti devono svolgere nei singoli collegi elezioni primarie dirette.

La lista di ogni partito o coalizione di partiti all’interno di ciascun collegio dovrà contenere solo il più votato nelle rispettive graduatorie formatesi a conclusione delle elezioni primarie in ogni singolo collegio.

I candidati risultati non vincitori a conclusione delle elezioni primarie in ogni singolo collegio non possono candidarsi, nella tornata elettorale immediatamente successiva alle primarie, in nessuna lista nella quota uninominale.

Le elezioni primarie dirette per la designazione dei candidati nella quota uninominale sono regolate da disposizioni di legge».

 

 

2. L’articolo 15 del Testo unico delle leggi recanti norme per l’elezione della Camera dei deputati, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361, e successive modificazioni, di seguito denominato “decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957”, è sostituito dal seguente:

 

«ART 15. Entro le ore 16 del quindicesimo giorno dall’indizione delle elezioni primarie, e comunque non oltre le ore 16 del settantacinquesimo giorno antecedente al voto, le liste o le forze politiche che intendono presentare la propria lista nel collegio uninominale devono depositare il proprio contrassegno presso il Ministero dell’Interno.

In caso di scioglimento anticipato delle Camere, il termine per la presentazione del contrassegno è ridotto a dieci giorni dall’indizione delle elezioni primarie, e comunque non oltre il cinquantacinquesimo giorno antecedente al voto.

Il contrassegno deve essere depositato da persona munita di mandato, autenticato da notaio, da parte del presidente o del segretario del partito o del gruppo politico organizzato.

Agli effetti del deposito, l’apposito Ufficio del Ministero dell’interno rimane aperto, anche nei giorni festivi, dalle ore 8 alle ore 20.

Il contrassegno deve essere depositato in triplice esemplare».

 

 

3. L’articolo 17 del Testo unico delle leggi recanti norme per l’elezione della Camera dei deputati, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361, e successive modificazioni, di seguito denominato “decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957”, è sostituito dal seguente:

 

«Art. 17 – All’atto del deposito del contrassegno presso il Ministero dell’interno i partiti o i gruppi politici organizzati debbono presentare la designazione, per ciascuna circoscrizione, dei candidati alle elezioni primarie nei singoli collegi e dei relativi documenti.

La designazione è fatta con un unico atto, autenticato da notaio.

Il Ministero dell’interno ne dà immediata comunicazione all’Ufficio centrale circoscrizionale cui la designazione si riferisce».

4. L’articolo 18 del Testo unico delle leggi recanti norme per l’elezione della Camera dei deputati, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361, e successive modificazioni, di seguito denominato “decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957”, è sostituito dal seguente:

 

«Art. 18 – A conclusione delle elezioni primarie, e comunque non oltre il trentesimo giorno antecedente al voto, gli uffici elettorali circoscrizionali proclamano vincitore il candidato più votato all’interno delle rispettive liste nei singoli collegi e procedono alla comunicazione delle liste dei candidati definitive al Ministero dell’Interno.

 

Nessuna sottoscrizione è richiesta alle forze politiche».

 

5. Gli articoli 20, 21, 22 e 23 sono abrogati.

 

Art. 3

(Elezioni primarie per i candidati nella quota uninominale – Modifiche al Testo unico delle leggi recanti norme per l’elezione del Senato della Repubblica, approvato con D.P.R. 30 marzo 1957, n. 361)

 

1. L’articolo 8 del testo unico delle leggi recanti norme per l’elezione del Senato della Repubblica, di cui al decreto legislativo 20 dicembre 1993, n. 533, e successive modificazioni, di seguito denominato “decreto legislativo n. 533 del 1993”, è sostituito dal seguente:

 

«Art. 8. I partiti o gruppi politici organizzati che intendono presentare candidature per l’elezione del Senato della Repubblica debbono depositare presso il Ministero dell’interno il contrassegno con il quale dichiarano di volere distinguere le candidature medesime, con l’osservanza delle norme di cui agli articoli 14, 14-bis, 15, 16, 17 e 18 del testo unico delle leggi recanti norme per la elezione della Camera dei deputati, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361, e successive modificazioni.»

 

2. Gli articoli 9, 10, 11 e 12 sono abrogati.

 

ART.4

 

(Elezioni primarie per la selezione dei designati a capo della forza politica o della coalizione)

 

1. Entro centocinquanta giorni dalla scadenza della legislatura in corso, i partiti devono chiedere all’ufficio elettorale nazionale di indire elezioni primarie per la selezione dei designati a capo della forza politica o della coalizione. In caso di scioglimento anticipato delle Camere precedente al centocinquantesimo giorno dalla scadenza della legislatura in corso, l’obbligo decade. In caso di scioglimento anticipato delle Camere successivo al centocinquantesimo giorno dalla scadenza della legislatura in corso, le consultazioni primarie per la selezione dei designati a capo della forza politica o della coalizioni non sono obbligatorie.

2. Entro sette giorni dall’indizione delle elezioni primarie, l’ufficio elettorale nazionale stabilisce la data in cui si svolgono le elezioni primarie, sentiti il prefetto e i sindaci dei comuni in cui si svolgono le elezioni stesse.

3. L’ufficio elettorale competente, in collaborazione coi Comuni, comunica ai cittadini la data e le modalità di svolgimento delle elezioni primarie mediante affissioni pubbliche. Le medesime comunicazioni sono pubblicate anche nel sito internet del Ministero dell’interno, nei siti istituzionali dei Comuni e nei siti ufficiali dei partito politici o delle coalizioni dei partiti.

4. Le elezioni primarie di tutti i partiti o coalizioni di partiti si svolgono contestualmente in un solo giorno, anche non festivo, compreso tra il novantesimo e il sessantesimo giorno antecedente il termine per la presentazione del contrassegno.

5. Il Governo è delegato ad adottare, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, un decreto legislativo per un’ulteriore disciplina dello svolgimento delle elezioni primarie per la designazione dei capi della forza politica o della coalizione.

6. Nell’esercizio della delega di cui al comma 5 il Governo si attiene ai seguenti princìpi e criteri direttivi:

a) prevedere il diritto di elettorato attivo solo per i cittadini che si iscrivono entro congruo termine al registro delle elezioni primarie presso gli uffici elettorali del comune di residenza dei cittadini all’interno del rispettivo collegio e che versano al Comune di residenza un contributo a titolo di partecipazione alle spese per lo svolgimento delle elezioni primarie;

b) prevedere che i cittadini iscritti al registro delle elezioni primarie possono votare per eleggere il candidato di una sola lista;

c) definire le modalità e i termini entro i quali i partecipanti alle elezioni primarie devono presentare la propria candidatura: si preveda come condizione primaria un congruo numero di sottoscrizioni a sostegno della singola candidatura in virtù dell’abolizione del relativo obbligo, al momento della presentazione delle liste definitive, già contenuto nella presente legge;

d) prevedere l’eventualità di un secondo turno tra i due candidati più votati nelle elezioni primarie di ogni singola lista o coalizione qualora il candidato più votato non superi il 50% più 1 dei voti;

e) prevedere che i seggi siano costituiti secondo le stesse modalità previste per le elezioni politiche e che in ogni seggio siano adottate modalità di voto che ne assicurino la segretezza;

f) prevedere che il numero e la distribuzione dei seggi per lo svolgimento delle elezioni primarie sia definito una volta stabilito il corpo elettorale attivo in modo da garantire una distribuzione omogenea nel territorio senza eccessivi oneri a carico dello Stato.

 

 


ART. 5

(Elezioni primarie per la selezione dei candidati nella quota uninominale di Camera e Senato)

 

1. Entro centoventi giorni dalle elezioni l’ufficio elettorale competente indice elezioni primarie per i candidati in ogni singolo collegio della quota uninominale. In caso di scioglimento anticipato delle Camere, l’indizione viene effettuata contestualmente al decreto di scioglimento delle Camere.

2. Entro sette giorni dall’indizione delle elezioni primarie, l’ufficio elettorale competente stabilisce la data in cui si svolgono le elezioni primarie, sentiti il prefetto e i sindaci dei comuni in cui si svolgono le elezioni stesse. In caso di scioglimento anticipato delle Camere, il termine è ridotto a tre giorni.

3. L’ufficio elettorale competente, in collaborazione coi Comuni, comunica ai cittadini la data e le modalità di svolgimento delle elezioni primarie mediante affissioni pubbliche. Le medesime comunicazioni sono pubblicate anche nel sito internet del Ministero dell’interno, nei siti istituzionali dei Comuni e nei siti ufficiali dei partito politici o delle coalizioni dei partiti.

4. Le elezioni primarie di tutti i partiti o coalizioni di partiti si svolgono in tutti i collegi uninominali in un solo giorno, anche non festivo, compreso tra il sessantesimo e il quarantacinquesimo giorno antecedente il voto. In caso di scioglimento anticipato delle Camere, le elezioni primarie si tengono in un solo giorno, anche non festivo, compreso tra il quarantesimo e il trentacinquesimo giorno antecedente il voto.

5. Il Governo è delegato ad adottare, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, un decreto legislativo per un’ulteriore disciplina dello svolgimento delle elezioni primarie per la designazione dei capi della forza politica o della coalizione.

6. Nell’esercizio della delega di cui al comma 5 il Governo si attiene ai seguenti princìpi e criteri direttivi:

a) prevedere il diritto di elettorato attivo esclusivamente all’interno del collegio di residenza solo per i cittadini che si iscrivono entro congruo termine al registro delle elezioni primarie presso gli uffici elettorali del comune di residenza dei cittadini all’interno del rispettivo collegio e che versano al Comune di residenza un contributo a titolo di partecipazione alle spese per lo svolgimento delle elezioni primarie;

b) prevedere che i cittadini iscritti al registro delle elezioni primarie possono votare per eleggere il candidato di una sola lista;

c) definire le modalità e i termini entro i quali i partecipanti alle elezioni primarie devono presentare la propria candidatura: si preveda come condizione primaria un congruo numero di sottoscrizioni a sostegno della singola candidatura in virtù dell’abolizione del relativo obbligo, al momento della presentazione delle liste definitive, già contenuto nella presente legge;

d) stabilire che il candidato che raccoglie il maggior numero di voti è nominato candidato nel collegio del partito o movimento politico;

e) prevedere che i seggi siano costituiti secondo le stesse modalità previste per le elezioni politiche e che in ogni seggio siano adottate modalità di voto che ne assicurino la segretezza;

f) prevedere che il numero e la distribuzione dei seggi per lo svolgimento delle elezioni primarie sia definito una volta stabilito il corpo elettorale attivo in modo da garantire una distribuzione omogenea nel territorio senza eccessivi oneri a carico dello Stato.

 

7. I candidati alle primarie sono tenuti a sottoscrivere una dichiarazione in cui si impegneranno, nel caso in cui diventino membri delle Commissioni Bilancio, Finanze, Giustizia, Industria, Trasporti, Telecomunicazioni, Attività Produttive o altre commissioni che possano essere rilevanti:

a) ad alienare o sottoporre a blind trust ovvero a dare in gestione senza vincoli di conservazione o di informazione preventiva le partecipazioni da me detenute direttamente o indirettamente nonché tramite fiduciarie, in società concessionarie di pubblico servizio ovvero di licenze televisive o radiotelevisive o di testate editoriali;

b) a non prendere parte alle deliberazioni aventi ad oggetto materie in relazione alle quali mi trovi comunque in conflitto di interessi o, in alternativa, a dismettere o costituire in blind trust le mie attività che comportino il conflitto di interessi;

c) a rispettare tutte le regole previste nella legge 20-7-2004 n. 215 e, in particolare, anche quelle riguardanti le attività lavorative in proprio dei membri del Governo.

 

ART. 6

(Elezioni primarie a livello regionale).

 

1. Per la designazione dei candidati alla carica di presidente di regione, i partiti politici e le coalizioni di partiti devono svolgere elezioni primarie dirette. Il coordinamento della loro organizzazione è affidato all’Ufficio elettorale regionale per le primarie costituito presso la Corte d’Appello del Comune capoluogo di regione.

2. Le singole Regioni nell’ambito della loro autonomia e in linea con le singole specificità territoriali definiscono le modalità di svolgimento delle elezioni primarie e l’esercizio dell’elettorato attivo e passivo.

3. In relazione al comma 2, si raccomandano alle regioni i seguenti criteri:

 

a) prevedere il diritto di elettorato attivo solo per i cittadini residenti nel territorio interessato alla consultazione che si iscrivono entro congruo termine al registro delle elezioni primarie presso gli uffici elettorali del comune di residenza e che versano al Comune di residenza un contributo a titolo di partecipazione alle spese per lo svolgimento delle elezioni primarie;

b) prevedere che i cittadini iscritti al registro delle elezioni primarie possono votare per eleggere il candidato di una sola lista;

c) definire le modalità e i termini entro i quali i partecipanti alle elezioni primarie devono presentare la propria candidatura, anticipando gli obblighi relativi alla raccolta delle sottoscrizioni;

d) stabilire che il candidato che raccoglie il maggior numero di voti è nominato candidato alla presidenza di regione;

e) prevedere che i seggi siano costituiti secondo le stesse modalità previste per le elezioni politiche e che in ogni seggio siano adottate modalità di voto che ne assicurino la segretezza;

f) prevedere che il numero e la distribuzione dei seggi per lo svolgimento delle elezioni primarie sia definito una volta stabilito il corpo elettorale attivo in modo da garantire una distribuzione omogenea nel territorio senza eccessivi oneri a carico dello Stato.

4. I partiti politici o le liste possono organizzare elezioni primarie dirette per la selezione dei candidati consiglieri di regione. A tal scopo, le liste che optano per lo svolgimento di tale strumento di selezione godono di una maggiorazione degli spazi destinati alla propaganda del 20%, esclusivamente destinati ai candidati consiglieri eletti con elezioni primarie.

 

ART.7

(Elezioni primarie a livello comunale).

 

1. Per la designazione dei candidati alla carica di sindaco di comune superiore a 15mila abitanti, i partiti politici e le coalizioni di partiti devono svolgere elezioni primarie dirette.

2. Entro centoventi giorni dalla scadenza del termine per la presentazione del contrassegno, i legali rappresentanti di una liste o di più liste tra loro coalizzate richiedono all’ufficio elettorale competente di indire elezioni primarie per la selezione dei propri candidati a sindaco.

3. L’ufficio elettorale comunale istituisce un apposito collegio dei garanti che sovrintende alla regolarità delle elezioni, nomina gli scrutatori e i componenti delle commissioni elettorali, delibera in modo insindacabile su qualsiasi forma di ricorso e proclama il vincitore, la cui indicazione a candidato sindaco è obbligatoria.

4. Il Governo è delegato ad adottare, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, un decreto legislativo che disciplini lo svolgimento delle elezioni primarie per la designazione dei candidati sindaco, adattando i principi enunciati nell’art. 6 comma 3.

5. Per la designazione dei candidati alla carica di sindaco di comune inferiore a 15mila abitanti, i partiti politici e le coalizioni di partiti possono svolgere elezioni primarie dirette organizzate secondo le stesse disposizioni dei commi 2 e 3 e il decreto legislativo del governo.

6. In tutti i comuni le liste possono organizzare elezioni primarie dirette per la selezione dei candidati alla carica di consigliere comunale.

7. Le liste che optano per elezioni primarie nei casi contemplati nei commi 5 e 6 godono di una maggiorazione degli spazi destinati alla propaganda del 20%.

 

ART. 8

(Propaganda e spese)

Le elezioni primarie sono regolate dalla legislazione vigente sulla propaganda politica e sulle spese elettorali. Le spese dei candidati alle elezioni primarie non possono superare un quinto delle spese previste per la partecipazione alle elezioni stesse.

 

 

 

ART. 9

(Obblighi per i candidati alle primarie)

Tutti i candidati alle elezioni primarie per qualsiasi carica designata o elettiva devono

a) corrispondere ai criteri per la candidabilità fissati dal Decreto Legislativo 31-12-2012 n. 235, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 4-1-2013;

b) comunicare entro due mesi dalle elezioni primarie l’identità di quanti hanno finanziato o sostenuto anche indirettamente la campagna elettorale, pena la decadenza dalla carica e l’incandidabilità ad altre cariche.

Porcellum, discuterlo subito per abolirlo. Scarica la mia proposta di legge!

Porcellum, discuterlo subito per abolirlo. Scarica la mia proposta di legge!

La politica italiana ha preso un impegno con i cittadini: non tornare al voto col Porcellum. E’ un impegno che tutti i parlamentari devono assumersi per dare almeno questa certezza al Paese, in una legislatura dal destino quotidiano purtroppo incerto e imprevedibile.

Per questo motivo, sottoscrivo la richiesta presentata dal vicepresidente della Camera, Roberto Giachetti, in modo da far partire al piu’ presto l’esame di tutte le proposte che ripristinano il Mattarellum.

Inoltre, ho presentato anche io una proposta di legge in questo senso per assicurare l’abrogazione del Porcellum.

Scelta Civica nasce proprio per questo, per dare uno strumento all’innovazione, contro tutte le conservazioni trasversali e striscianti di questo Paese, che hanno reso tanto difficile l’azione di cambiamento del governo Monti.

‘Mai piu’ con il Porcellum’ e’ stato uno dei primi impegni di Scelta Civica. Invito dunque tutti i deputati di Scelta Civica ad aderire convintamente alla richiesta del vicepresidente Giachetti e a sottoscrivere la mia proposta di legge per affermare insieme con la forza della concretezza la nostra volonta’ di cambiamento possibile solo attraverso quelle riforme radicali di cui l’Italia ha disperato bisogno.

SCARICA E DIFFONDI LA MIA PROPOSTA DI LEGGE! MAI PIU’ COL PORCELLUM!

Le proposte di legge che ho sottoscritto

Le proposte di legge che ho sottoscritto

 

  • Norme per l’inserimento dello studio della tecnica e della tecnologia atte al superamento delle barriere architettoniche negli edifici pubblici e privati nei programmi didattici delle scuole secondarie di secondo grado e nell’ambito degli insegnamenti impartiti presso le università, nonché introduzione di sanzioni penali per il mancato adeguamento di edifici e spazi pubblici alla vigente normativa in materia di eliminazione delle barriere architettoniche (705, Ileana Argentin, PD)
    (presentata il 9 aprile 2013, annunziata il 16 aprile 2013)
  • Disciplina del contratto aziendale di sperimentazione nonché agevolazioni fiscali e contributive per l’incremento dell’occupazione e il superamento del dualismo del mercato del lavoro (854, Irene Tinagli, SC)
    (presentata il 29 aprile 2013, annunziata il 30 aprile 2013)
  • Legge quadro in materia di valorizzazione delle aree agricole e di contenimento del consumo del suolo (948, Mario Catania, SC)
    (presentata il 15 maggio 2013, annunziata il 16 maggio 2013)
  • Disposizioni in materia di malattie cardiovascolari per la prevenzione e la cura della fibrillazione atriale e dell’ictus cardioembolico (1101, Paola Binetti, SC)
    (presentata il 30 maggio 2013, annunziata il 3 giugno 2013)
  • Modifiche alla legge 8 febbraio 1948, n. 47, al testo unico di cui al decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177, e al codice penale, in materia di reati commessi con il mezzo della stampa o delle trasmissioni radiotelevisive o con altri mezzi di diffusione, nonché di diffamazione e di ingiuria (1165, Stefano Dambruoso, SC)
    (presentata il 6 giugno 2013, annunziata l’11 giugno 2013)
  • Diritti delle persone autistiche. Norme per la prevenzione, la cura e la riabilitazione delle persone affette da autismo e per l’assistenza alle loro famiglie (1167, Davide Faraone, Pd)
    (presentata il 6 giugno 2013, annunziata l’11 giugno 2013)
  • Disposizioni in favore della ricerca sulle malattie rare, della loro prevenzione e cura, nonché istituzione dell’Agenzia nazionale per le malattie rare (1168, Paola Binetti, SC)
    (presentata il 6 giugno 2013, annunziata l’11 giugno 2013)
  • Disposizioni per la prevenzione e il contrasto della violenza contro le donne e per la promozione della soggettività femminile (1243, Paola Binetti, SC)
    (presentata il 20 giugno 2013, annunziata il 21 giugno 2013)
  • Ratifica ed esecuzione del Trattato sul commercio delle armi, adottato a New York dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite il 2 aprile 2013 (1271, Mario Marazziti, SC)
    (presentata il 26 giugno 2013, annunziata il 27 giugno 2013)
  • Delega al Governo per la revisione del sistema previdenziale e l’introduzione della pensione di base (1294, Irene Tinagli, SC)
    (presentata il 2 luglio 2013, annunziata il 3 luglio 2013)
  • Introduzione di un regime transitorio di incentivo all’occupazione e di sostegno del reddito in favore dei lavoratori non ammessi a fruire di disciplina speciale di salvaguardia per l’accesso al trattamento pensionistico (1304, Irene Tinagli, SC)
    (presentata il 3 luglio 2013, annunziata il 4 luglio 2013)
  • Modifiche al codice di procedura civile per l’accelerazione dei procedimenti civili (1418, Andrea Mazziotti di Celso, SC) (presentata e annunziata il 25 luglio 2013)
  • Disposizioni in materia di ineleggibilità e di incompatibilità dei magistrati (1442, Stefano Dambruoso, SC) (presentata il 29 luglio 2013, annunziata il 30 luglio 2013)