Ex San Raffaele di Olbia, non doveva aprire il 1 marzo?

Secondo gli accordi tra Qatar Foundation e Regione Sardegna, benedetti in tutta fretta dalla Presidenza del Consiglio e da apposita legge ad hoc del Parlamento, l’ex San Raffaele avrebbe dovuto iniziare ad erogare i servizi sanitari agli olbiesi e a tutti i sardi a partire dal 1 marzo 2015.

Ad oggi invece ancora tutto tace e non c’è traccia neppure dell’inizio simbolico delle attività che, annunciato ad Olbia in pompa magna, sarebbe dovuto avvenire entro il 1 marzo, in locali messi a disposizione dal Comune di Olbia.

Intorno all’ex San Raffaele c’è stato tanto fumo, ma ancora non si vede l’arrosto. È per questo che ci rivolgiamo urgentemente al Governo con questa interrogazione perché spieghi ai sardi il motivo dei ritardi e dia certezza sulla data di inizio delle attività del nuovo ospedale Mater Olbia.

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E invece…..

 

 

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INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

VARGIU — Al presidente del Consiglio dei Ministri e al Ministro della salute. — Per sapere – premesso che:

il 21 maggio 2014 è stato siglato a Palazzo Chigi il protocollo tra la Presidenza del Consiglio dei Ministri, la Regione Autonoma della Sardegna, la Qatar Foundation Endowment, relativo al completamento e rilancio dell’Ospedale Bambino Gesù di Olbia, l’ex San Raffaele, poi rinominato Mater Olbia, come Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico;

tale intesa, firmata dal presidente del Consiglio Matteo Renzi, dal presidente della Regione Autonoma della Sardegna Francesco Pigliaru e dal dottor Lucio Rispo, investment project manager della Qatar Foundation Endowment, ha preso origine dalla manifestazione di interesse della Qatar Foundation Endowment a sostenere in Italia e in particolare in Sardegna progetti nel campo della medicina e della ricerca applicata e di base, con particolare riferimento a quelli della pediatria e della medicina dello sport;

nel protocollo la Presidenza del Consiglio si è impegnata a sostenere l’iniziativa della Regione Autonoma della Sardegna nella realizzazione del progetto con la Qatar Foundation Endowment in Italia, in piena armonizzazione con la rete ospedaliera regionale;

il Governo ha mantenuto di fatto il proprio impegno, modificando la normativa vigente in materia di posti letto e di tetti di spesa sanitaria pur di renderlo possibile, intervenendo nel decreto Sblocca Italia con una deroga emendata poi alla Camera dei Deputati secondo il parere espresso dalla Commissione Affari Sociali (art. 16, legge 12 settembre 2014, n. 133);

la XII Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati si è recata in Sardegna il 3 e il 4 luglio 2014 in missione autorizzata dal Presidente della Camera con lo scopo di acquisire – attraverso il coinvolgimento sul territorio di tutte le istituzioni a vario titolo interessate – elementi informativi sullo stato di avanzamento del progetto;

la missione ha permesso di accertare che l’investimento della Qatar Foundation è pari a duecento milioni per l’acquisizione e il completamento, mentre sono previsti altri cento milioni in dieci anni per la ricerca. I restanti settecento milioni sono la gestione annua dell’ospedale (70 milioni per dieci anni) che, per 560 milioni, saranno pagati dalla Regione Sardegna per prestazioni erogate mentre i restanti 140 milioni dovranno derivare dai ricavi dei 50 posti letto solventi;

la delegazione ha dunque compreso che la straordinarietà dell’investimento non risiede tanto nell’entità dell’investimento medesimo, quanto nella sfida culturale del cambiamento dello sviluppo economico della regione Sardegna e, in prospettiva, nella capacità di attrarre nuovi investimenti e di creare nuove opportunità in molteplici filiere dell’economia regionale;

la Commissione Affari Sociali di Montecitorio ha poi audito il 22 luglio 2014 il ministro Lorenzin che ha spiegato la natura del progetto e dell’intervento normativo oggetto di impegno del governo a seguito del protocollo;

nel giorno della firma del protocollo il project manager della Qatar Foundation Endowment, Lucio Rispo, in conferenza stampa a Palazzo Chigi, ha dichiarato alla presenza del premier Renzi: “Il primo marzo 2015 deve aprire l’ospedale. Può cambiare tutto tranne la data di apertura. Noi siamo una monarchia assoluta e gli ordini si eseguono.”;

tale data è stata inoltre confermata il 13 dicembre 2014 dallo stesso Rispo alla stampa a poche ore dalla firma risolutiva dell’accordo tra i vertici della Qatar Foundation e i rappresentanti della procedura fallimentare della fondazione Monte Tabor. In questa occasione l’avvio dei primi servizi è stato circostanziato in strutture concordate con il Comune di Olbia e la Regione;

non risulta invece nessuna imminente attività di apertura di servizi sanitari relativi all’ex San Raffaele di Olbia, per cui sembrerebbe totalmente disatteso il termine inderogabile del 1 marzo 2015, più volte sottolineato dalla Regione Sardegna e dalla Qatar Foundation,

 

l’urgenza con cui hanno operato sia la Regione Sardegna nella sua azione di autorizzazione, che il Parlamento italiano nella sua attività legislativa specifica è stata sempre giustificata anche dall’esigenza di rispettare il termine del 1 marzo per l’inizio delle attività sanitarie nell’ex San Raffaele-:

 

di quali elementi informativi disponga in modo da giustificare il mancato rispetto della data del 1 marzo per l’apertura dell’ex Ospedale San Raffaele di Olbia e quali siano eventualmente i nuovi tempi previsti.

Mater Olbia, zero fondi dal Cipe! 129 milioni di euro per investimenti già assegnati, ma poi revocati

Perché il CIPE destina 129 milioni di euro all’ex San Raffaele di Olbia, come da notizia riportata dai media sardi? La spiegazione è semplice: per mero errore materiale di Palazzo Chigi che ha redatto il comunicato, facendo sembrare più vicino l’accordo con il Qatar.

I 129 milioni di euro ci sono davvero, ma vanno all’edilizia pubblica sarda (di questa quota ben 95 milioni sono destinati all’AOU di Sassari) e rappresentano la mera rimodulazione di investimenti già assegnati, ma poi revocati.

La partita del Mater Olbia resta dunque aperta e bene faranno la Presidenza della Giunta e la Presidenza del Consiglio dei Ministri a seguirla passo dopo passo, consapevoli delle difficoltà, ma anche della valenza strategica per la Sardegna.

Ex San Raffaele, grazie Renzi! Investimento strategico ben oltre la sanità

Un ringraziamento sincero al Presidente Renzi, che ha sostenuto il sottosegretario Delrio nell’odierno incontro con la Qatar Foundation, come chiesto ieri nella mia lettera.

Un esito negativo sarebbe stato una tragedia, l’ennesima occasione persa per la nostra Isola. Non certo per l’attuale investimento economico della Qatar Foundation che, a scanso di delusioni postume, è ben lontano dai 1200 milioni di euro di cui si favoleggia ed è invece limitato ai costi di acquisizione dello stabile (intorno ai 40 milioni di euro), al suo completamento e all’impegno preso per la ricerca, 100 milioni in 10 anni.

È invece assai più importante sottolineare come l’inizio del rapporto con la Qatar Foundation apra uno straordinario percorso di collaborazione nei settori della formazione, dell’innovazione tecnologica, della ricerca, delle soluzioni energetiche, rappresentando una entusiasmante sfida di speranza per il futuro sviluppo economico della Sardegna.

Il Presidente Renzi, come già aveva fatto in occasione dell’accordo di maggio, ha dimostrato di credere sino in fondo in questa prospettiva e, con la sua autorevolezza, ha nuovamente fatto da garante ad un investimento di partenariato complessivo, la cui realizzazione ha addirittura impegnato il Governo in due modifiche di legge, a prova di quanto scommetta su un orizzonte strategico che va ben oltre il pur qualificante intervento in sanità!

Ex San Raffaele di Olbia: sull’acquisizione intervenga subito Renzi! Ok dalla Camera a più controlli di Regione e Ministero della Salute a vantaggio dei cittadini

Dal Parlamento massima e concreta attenzione al futuro dell’ex ospedale San Raffaele di Olbia. Anche il premier Renzi deve ora impegnarsi fino in fondo per evitare che il rudere bianco che oggi ferisce il territorio olbiese non diventi archeologia industriale.

La Commissione Ambiente della Camera ha approvato un emendamento alle deroghe contenute nel dl Sblocca Italia. La proposta a firma Vargiu-Matarrese introduce l’obbligo di monitoraggio da parte della Regione Sardegna e del Ministero della Salute sull’effettiva rispondenza della qualità delle prestazioni sanitarie erogate dal nuovo san Raffaele e la loro piena integrazione con l’offerta sanitaria pubblica sarda. Questo perché l’accordo sull’ex San Raffaele deve arricchire la sanità sarda, non può ricadere negativamente sulla salute dei cittadini. Il monitoraggio di Regione e Ministero è doveroso, come raccomandato anche dalla Commissione Sanità.

Nel frattempo la trattativa levantina tra le banche proprietarie dell’ex San Raffaele e la Qatar Foundation rischia di diventare tragicomica.

I media danno notizia che le trattative per l’acquisizione dell’ex San Raffaele sarebbero in alto mare, ipotizzando l’edificazione dell’ospedale in terreni alternativi o addirittura un surreale “ospedale diffuso multicentrico provvisorio”, in stabili riadattati, individuati in emergenza  dalla comunita’ locale  che vuole evitare l’ennesima fuga di opportunita’.

Niente a che vedere con il recupero dello scheletro bianco dell’ex San Raffaele, all’interno del quale garantire un’offerta sanitaria di alta qualita’, come nel protocollo sottoscritto dal Presidente Renzi, che nei prossimi giorni portera’ addirittura il Parlamento a votare -con lo SbloccaItalia- le norme legislative in deroga necessarie a rendere possibile l’investimento.

Nell’accordo di maggio, la riqualificazione dello stabile dell’ex San Raffaele, vera e propria ferita aperta nel territorio olbiese, non era affatto un dettaglio senza importanza: il Presidente del Consiglio Renzi, promotore e garante di quell’accordo, deve intervenire immediatamente!

Ex San Raffaele, ok dalla Commissione Sanità a norme in Sblocca Italia. Ora la Regione controlli!

Parere favorevole dalla Commissione Sanità della Camera alle norme contenute nel decreto Sblocca Italia che rendono possibile l’investimento della Qatar Foundation Endowment presso l’ex Ospedale San Raffaele di Olbia.

Nell’esprimere il parere sul decreto Sblocca Italia, la Commissione ribadisce la necessità di “introdurre modifiche volte a garantire l’attento monitoraggio da parte della Regione e del Ministero della Sanità dell’effettiva rispondenza della qualità delle prestazioni sanitarie e della loro piena integrazione con la restante offerta sanitaria pubblica in Sardegna, nonché a definire un limite temporale ravvicinato per la adozione del proprio piano di razionalizzazione della rete ospedaliera“.

L’accordo sull’ex San Raffaele è un investimento che mira a sollevare la qualità della sanità e della ricerca in Sardegna: è dunque opportuno che la Regione e il Ministero controllino, con attenzione e senza sconti, quanto e come i cittadini sardi ne beneficeranno e per questo presenterò un emendamento per migliorare il provvedimento.

Come accertato durante la missione della Commissione della Sanità di Montecitorio, tenutasi in luglio a Cagliari e Olbia, l’impegno economico della Qatar Foundation – specifica il parere – non appare affatto straordinario: annunciato nell’ordine del miliardo di euro in dieci anni, è in realtà in larga parte coperto dalla contropartita di prestazioni garantite in regime d’accreditamento da parte della Regione, per ben 556 milioni di euro nel decennio.

La straordinarietà dell’intervento del Presidente del Consiglio e delle due modifiche di legge è invece giustificata dalle complessive opportunità di sviluppo per la nostra Isola: la collaborazione tra la Sardegna e la Qatar Foundation nei settori dell’energia, della ricerca e dell’ICT può aprire nuove frontiere e dare nuove prospettive ai sardi.

 

Nel dare dunque l’OK alle due deroghe legislative per la Regione Sardegna, che consentono l’aumento del numero dei posti letto e l’incremento sino al 6% del tetto della spesa per l’acquisto di prestazioni da privati accreditati, la Commissione Sanità ricorda che esse sono circoscritte soprattutto al triennio 2015-2017 e che il loro peso economico è comunque interamente a carico della Regione sarda: una sfida impegnativa per una Regione che ha un disavanzo in sanità che oggi oscilla intorno ai 400 milioni di euro.

Ex San Raffaele, il ministro Lorenzin riferisce in Commissione

Continua a rimanere alta l’attenzione della Commissione sulla vicenda dell’ex ospedale San Raffaele di Olbia. Dopo la missione conoscitiva in loco promossa all’inizio del mese, ora è il governo a manifestare in Parlamento la propria sensibilità sulla questione.

Il Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, è intervenuta infatti in Commissione Sanità per riferire sulla questione.

Nel corso dell’audizione, il Ministro Lorenzin ha confermato la straordinarietà dell’operazione sarda, certificando che l’attuazione del protocollo sarà resa possibile soltanto attraverso due modifiche della legge 135, sulle quali dovrà comunque esprimersi il Parlamento.

E’ la certificazione dell’eccezionalità dell’operazione, che non si limita alla pur importante qualificazione dell’offerta sanitaria sarda, ma apre straordinari scenari di collaborazione con la fondazione qatarina, nei settori della ricerca, dell’ICT, dell’energia, della tutela ambientale.
Tutte opportunità importantissime per lo sviluppo economico della Sardegna, di cui il Governo Nazionale si fa garante.

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Tutti i video

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L’audizione integrale

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Unione Sarda 2307

Ex San Raffaele, la missione della Commissione Sanità della Camera a Cagliari e Olbia. Siamo di fronte a una sfida straordinaria

Utilissima due giorni in Sardegna per la Commissione Sanità della Camera.

L’azione della commissione ha permesso di accertare che il Governo ha trattato questo investimento in modo straordinario, prendendo addirittura l’impegno di modificare due leggi dello Stato pur di renderlo possibile. Abbiamo dunque cercato di capire se la straordinarietà risiedesse nell’entità dell’investimento. Non sembra.

La straordinarietà sta nella sfida culturale del cambiamento dello sviluppo economico della nostra terra. La straordinarietà sta nella attrazione di nuovi investimenti: chi oggi guida il Governo nazionale e regionale si sta facendo garante di questo e sarà chiamato a rispondere ai sardi su questo.

Sui giornali si è parlato di un miliardo di euro. L’investimento del Qatar è di duecento milioni per acquisizione e completamento. Altri cento milioni in dieci anni per la ricerca. I restanti settecento milioni sono la gestione annua dell’ospedale (70 milioni per dieci anni) che, per 560 milioni, saranno pagati dalla Regione Sardegna per prestazioni erogate mentre i restanti 140 milioni dovranno derivare dai ricavi dei 50 posti letto solventi.

Per poter giustificare la straordinarietà della procedura del Governo, è dunque indispensabile guardare alla straordinarietà della prospettiva. Sia per l’eccellenza sanitaria che spinge verso l’alto la qualità della sanità sarda, ma soprattutto per la sfida nei settori della conoscenza, della formazione, della ricerca, dell’innovazione.

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L’incontro a Cagliari con il presidente della Regione Pigliaru e le istituzioni regionali

La visita al cantiere a Olbia

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Qatar and Sardinia: partners in progress – L’intervento sul Gulf Times

Per dare solidità a ogni alleanza è necessario che i soci imparino a conoscersi bene e tentino di mettere i rispettivi punti di forza, al servizio della comune società.

E’ questo il senso dell’intervento sul Gulf Times, il principale giornale del Qatar in lingua inglese.

La Sardegna ha grandi potenzialità: dobbiamo sfruttare ogni occasione ed aprirci all’innovazione per un nuovo modello di sviluppo!

Gulf Times

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La versione italiana

Sono sicuro che molti qatarioti non sappiano che esiste la Sardegna, così come molti sardi forse ignorano l’esistenza del Qatar.
Eppure i destini dei nostri due popoli si stanno incrociando e sembra possibile che ci siano percorsi in comune.

Perché?

Sarebbe semplice rispondere che le società qatariote hanno rilevato formidabili interessi economici in Costa Smeralda, un pezzo splendido e famoso della nostra Isola, per cui d’ora in avanti ci legano interessi condivisi nella valorizzazione economica e ambientale delle nostre ricchezze in comune.

Sarebbe altrettanto semplice sottolineare come, in questi giorni, sotto l’alto patrocinio della Presidenza del Consiglio italiana, si sta realizzando un’altra importante ipotesi di collaborazione strategica, questa volta nel settore sanitario.

La Qatar Foundation sta infatti siglando un accordo con l’Italia e la Sardegna per la creazione ad Olbia di un centro sanitario d’avanguardia sia nel settore dell’assistenza, che della ricerca e delle nuove tecnologie.

Insomma, in un mondo sempre più globale, si potrebbe dire che le leggi del mercato fanno incrociare gli interessi economici della Sardegna con quelli del Qatar.

Per dare solidità ai “business” è però necessario che i soci imparino a conoscersi bene e tentino di mettere i rispettivi punti di forza, al servizio della comune società.

Noi sardi siamo cauti e oltremodo prudenti, come spesso capita agli isolani, ma non siamo stupidi e abbiamo capito perfettamente che il nostro sviluppo futuro, economico e sociale, passa attraverso la sfida all’economia globale, che dobbiamo combattere e vincere.

Siamo orgogliosi del nostro ambiente, che vorremmo fosse la matrice della nostra ricchezza e siamo consapevoli delle responsabilità che ci derivano dalla nostra straordinaria storia.

Duemila anni prima di Cristo, la nostra terra era florida ed evoluta, abitati da popoli guerrieri che erano i signori del Mediterraneo, che ci hanno lasciato la testimonianza dei Giganti di Monte Prama, ambasciatori di pietra delle nostre antiche radici, di migliaia di nuraghi, tombe dei giganti, domus de janas, che rendono la nostra Isola uno dei più grandi parchi archeologici del mondo, carico di suggestioni e di evocazioni, al punto che qualcuno giurerebbe che la Sardegna sia stata la mitica Atlantide…….

Non ci credete? Bene, vi aspettiamo, venite a controllare e magari, dopo aver visto, ci aiuterete a raccontare al mondo la nostra civiltà unica……….

Il nostro passato non ci rende però troppo presuntuosi. Nelle città della Sardegna manca il lavoro e sta iniziando a mancare il benessere: se non vogliamo che la nostra Isola diventi un deserto, abbiamo capito di aver bisogno di partnership adeguate e di alto livello, che ci aiutino a competere, sostenendo e alimentando la nostra capacità di credere nell’innovazione.

Noi abbiamo tecnologia, conoscenze, talenti, professionalità, organizzazione di sistema.
Sappiamo che siete un Paese ricco, motivato a crescere, disponibile a contaminazioni e confronti con culture diverse che vi aiutino a cambiare in meglio, mentre anche voi ci aiutate a cambiare in meglio.

Siamo consapevoli delle diversità, ma sappiamo che, nella collaborazione, le differenze possono essere un valore aggiunto.

La Sardegna ha le sue regole, noi chiediamo che siano comprese per poterle rispettare, come intendiamo rispettare regole, dignità e interessi di chi si propone come nostro partner nelle sfide del mercato globalizzato.

Siamo però consapevoli che oggi ci legano e ci potranno legare fortissimi interessi comuni.
E siamo convinti che lavorare insieme raddoppia le forze e moltiplica le nuove opportunità di ciascuno

San Raffaele: Renzi oltre il Titolo V, il governo riferisca in Commissione

Con il Patto della Salute, il Governo Renzi e il ministro Lorenzin indicano con determinazione la strada rivoluzionaria del cambiamento, la stessa strada che in questi giorni viene declinata anche con la vicenda del San Raffaele di Olbia.

Per la prima volta, la Presidenza del Consiglio ha avocato a sé un atto di programmazione sanitaria (di competenza regionale, secondo il titolo V della Costituzione) e ha sottoscritto un importante protocollo che vale oltre un miliardo di euro con la Qatar Foundation per attrarre investimenti sanitari in Italia e portare in Sardegna una partnership strategica con straordinaria vocazione all’innovazione.

Siamo di fronte a uno schema innovativo che apre nuove opportunità non solo alla Sardegna, ma a tutte le regioni italiane, povere e ricche. È per questo che la Commissione ha richiesto alla Presidenza del Consiglio un’audizione urgente per riferire sulla questione.

 

Leggi la lettera a Renzi!