Vargiu chiede al MIUR di intervenire sulla specializzazione di chirurgia maxillo-facciale

lunedì 2 febbraio 2015

Vargiu chiede al MIUR di riconoscere reciprocamente le materie comuni ed affini del corso di laurea in medicina e chirurgia con specializzazione in chirurgia maxillo-facciale e del corso di laurea in odontoiatria, in modo tale da dare lo stesso riconoscimento formale ai CFU acquisiti nell’ambito dei suddetti corsi di laurea per consentire ai giovani specialisti italiani di vedersi riconosciuta la specializzazione in tutti i Paesi Ue, in particolar modo in quelli che offrono più chance di lavoro come UK e Germania.

VARGIU – Al Ministro dell’Istruzione, dell’università e della ricerca – Premesso che:

A differenza di molte branche della medicina, la specializzazione di chirurgo maxillo-facciale non viene riconosciuta all’estero in modo uniforme.

In ambito Ue, il riconoscimento di tale specializzazione è molto difforme. In alcuni paesi come Bulgaria, Croazia, Repubblica Ceca, Francia, Spagna, Italia, Ungheria, Lituania, Norvegia, Polonia e Portogallo é richiesta la sola laurea in medicina e chirurgia. In altri paesi come Germania, Grecia, Lettonia, Regno Unito, Romania, Svizzera e Austria è richiesta la doppia laurea medicina-odontoiatria. Mentre in altri Paesi ancora come Estonia, Finlandia, Olanda, Slovacchia, Svezia, Slovenia e Turchia le regole non sono definite in modo così rigido.

Questa diversa regolamentazione finisce per limitare l’esercizio della specializzazione di chirurgia maxillo-facciale a molti giovani medici italiani, dal momento che il solo titolo di laurea in medicina e chirurgia non permette loro di accedere ai concorsi ovvero a posizioni di ruolo in quei Paesi nei quali è obbligatorio il doppio titolo (MD e DMD).

Esiste pertanto una situazione paradossale in conseguenza della quale, ad esempio, uno specialista in chirurgia maxillo-facciale laureatosi in Italia non può esercitare nel Regno Unito o in Germania , mentre uno specialista laureatosi nel Regno Unito o in Germania può esercitare in Italia, così come in tutti i Paesi Ue in cui è prevista la sola laurea in medicina e chirurgia.

In Italia, la normativa in materia di specialistica per il chirurgo maxillo-facciale prevede undici anni di corso: sei necessari per conseguire la laurea in medicina e chirurgia e cinque necessari per il corso di specializzazione.

Per quanto attiene la figura del medico odontoiatra, con il D.M. 22 ottobre 2004, n.270 ed il D.M. 16 marzo 2007, il MIUR istituisce la classe delle lauree magistrali in odontoiatria e protesi dentaria, stabilendo la durata di 6 anni con 360 crediti formativi, di cui almeno 90 professionalizzanti.

Questa diversa regolamentazione in ambito Ue, finisce per penalizzare numerosi giovani medici specialisti di maxillo i quali, proprio a causa della carenza di sbocchi lavorativi nel nostro Paese, si vedono costretti a prendere una seconda laurea di odontoiatria, pur di poter esercitare in nazioni che offrono migliori opportunità lavorative, come la Germania o il Regno Unito.

Gli insegnamenti ed i CFU previsti nei due corsi di laurea magistrale medicina e odontoiatria e nella scuola di specializzazione in chirurgia maxillo-facciale sono sostanzialmente analoghi – :

se non valuti opportuno avviare delle iniziative amministrative volte a modificare la normativa vigente al fine di riconoscere reciprocamente le materie comuni ed affini del corso di laurea in medicina e chirurgia con specializzazione in chirurgia maxillo-facciale e del corso di laurea in odontoiatria, in modo tale da dare lo stesso riconoscimento formale ai CFU acquisiti nell’ambito dei suddetti corsi di laurea, magari anche concedendo al medico specialista in chirurgia maxillo facciale di conseguire la laurea in Odontoiatria attraverso la sola acquisizione dei crediti CFU professionalizzanti dell’ultimo anno del corso di laurea, consentendo così ai giovani specialisti italiani di vedersi riconosciuta la specializzazione in tutti i Paesi Ue, in particolar modo in quelli che offrono più chance di lavoro.

15 Comments to "Vargiu chiede al MIUR di intervenire sulla specializzazione di chirurgia maxillo-facciale" inserisci un commento
Nome (richiesto)Ivo ferrieri
16 aprile 2015 at 17:50

Scrivi il tuo commento qui…sono un chirurgo maxillo facciale che esercita la libera professione in Campania , mi congratulo con lei per la sua iniziativa atta a riqualificare e legittimizzare la nostra professione , se esiste un modo per sostenere la sua azione io insieme a diversi colleghi saremmo ben lieti di farlo

franco
3 luglio 2015 at 9:29

Da specialista in odontoiatria ritengo assurdo che un chirurgo Maxillo-facciale che studia molto più di noi (6 anni di Medicina più 5 di specializzazione) NON possa esercitare l’odontoiatria affiancandosi a pieno titolo ai suoi colleghi, noi dentisti. E’ necessario istituire equipollenza tra le due discipline per quanto concerne il cavo orale. Oltretutto, grazie al numero chiuso, vi è posto per questa definizione professionale.

Umberto
18 ottobre 2015 at 18:25

Da neo-specialista in Chirurgia Maxillo-Facciale mi ritrovo a non essere riconosciuto all’estero, dopo 11 anni di studio universitario, di non trovare lavoro pubblico in Italia, e ad avere enormi difficoltà anche ad esercitare come privato in Italia in quanto dobbiamo per “legge” essere nella maggior parte dei casi affiancati ad odontoiatri per poter esercitare e fare quello che in 6+5 anni abbiamo studiao e praticato.
Sono molto soddisfatto di tale proposta e spero possa andare avanti anche fiducioso di una collaborazione coi colleghi odontoiatri.

Dr. Angelo Spuntarelli
9 dicembre 2015 at 22:09

Sono un medico speciialista in odontoiatria: mia figlia è laureata in medicina ed iscritta alla specializzazione in maxillo-facciale.Mi sembra assurdo che dopo 5 anni di specializzazione non sia libera di effettuare nella cavità orale qualsiasi tipo di intervento..Senza nulla togliere ai laureati in odontoiatria, non credo che al termine del suo curriculum formativo di 11 anni di cui cinque passati fra la sala operatoria e la poltrona, mia figlia sarà professionalmente inadeguata ad eseguire tutti gli interventi che è in grado di eseguire un laureato in odontoiatria con soli cinque anni di studi e, per lo più, senza alcuna esperienza pratica.

Francesco
17 gennaio 2016 at 19:27

On. Dr. Vargiu,
sono un giovane specialista in Chirurgia Maxillo-Facciale (da maggio 2015), purtroppo ancora senza occupazione. La ringrazio vivamente per la sensibilità ad una problematica poco nota (quella della mancanza, in Italia, di lavoro per i Chirurghi Maxillo-Facciali) e per l’iniziativa lodevole da Lei sostenuta.
Purtroppo, non posso che confermare, con la mia esperienza personale, la situazione drammatica in cui versano i giovani specialisti italiani: sono iscritto al General Medical Council (Regno Unito) ed ho trascorso un periodo della mia specializzazione in Germania, Paesi in cui gli specialisti di questa branca devono possedere il doppio titolo in Medicina ed Odontoiatria (MD e DDS/DMD) per poter esercitare. Purtroppo i concorsi italiani sono ancora bloccati e, quando saranno espletati, non saranno sufficienti ad assorbire il considerevole numero di specialisti formati dalle nostre Università, che sono purtroppo senza una occupazione attinente al percorso accademico sostenuto.
La Sua proposta sarebbe una interessante e possibile risposta a questo gravoso problema che, a fronte del notevole impegno profuso nella formazione da parte di noi specialisti per il conseguimento della laurea prima e della specializzazione dopo, ci lascia anche senza occupazione, dato la difficile spendibilità di questa specialità.
Se a questo si aggiunge che negli Stati Uniti ed in Canada il percorso per il raggiungimento della doppia laurea (odontoiatria-medicina) con la specializzazione dura SOLO 10 anni, 4 per la laurea in Odontoiatria e 6 per il conseguimento della laurea in Medicina e della specializzazione in Oral and Maxillofacial Surgery (i primi due anni per la seconda laurea, gli ultimi 4 per la specializzazione), si comprende ancora di più quanto sia penalizzante e discriminante questa situazione per gli specialisti italiani.

Pasquale
27 febbraio 2016 at 0:13

Sono un medico chirurgo con seconda laurea in Odontoiatria. La Situazione è paradossale sull’Iter Formativo degli Odontoiatri e dei maxillo facciali. Entrambe le figure non hanno senso. Mi spiego meglio: La Maxillo facciale per anni è stata praticata dai medici Stomatologici ( direttori poi di cattedra Maxillo Facciale) Plastici , Chirurghi generali e Otorini. L’Odontoiatra non è un Medico e questo è sufficiente come osservazione. Quindi l’unico percorso formativo logico e compatibile con tutte le normative formative internazionali è la doppia laurea in medicna e chirurgia e Odontoiatria con l’istituzione di una specialità in Maxillo anche ridotta a 3 anni. Inutile tenere una specialità in chirurgia maxillo di 5 anni che ha la metà delle patologie dell’otorino quest’ultima scesa a 4 anni ! Un assurdità tutta italiana…E’ insisto l’otorino fa il maxillo facciale, anche il plastico, anche il medico odontostomatologo insomma che senso ha avere una specialità snaturata dall’odontoiatria ma contemporanemente iper specialistica da diventare una seconda specialità per altre branche della medicina… I maxillo non possono pensare a fare i dentisti così come l’odontoiatra non può pensare di essere medico. Ha senso tutto questo? Caro Onorevole ancora una volta gli interessi di pochi prevalgono sul buon senso e sul rispetto delle regole. Io ho studiato 11 anni doppia laurea ma non posso concorrere per un posto pubblico in maxillo . . . Perchè i maxillo dovrebbero concorrere ad un posto pubblico per odontoiatra? Ma Insomma la polemica è sterile inutile fuori luogo lontana dal buon senso…Riformiamo seriamente i profili professionali. I Maxillo non hanno lavoro sono troppi è una Iper specializzazione una seconda specialità! Ecco il senso della doppia laurea in Medicina e Odontoiatria con specialità di treanni in Maxillo…Mi domando non ha più senso? ne uscirebbero meno costerebbe meno formarli e non da poco troverebbero inserimento Nell’SSN. Grazie

Filippo
10 marzo 2016 at 9:28

Sono molto d’accordo con Lei. E’ ora che la SICMF intervenga e si abbia un approccio sensato alla situazione ponendo le basi per il doppio riconoscimento come avviene in Germania, UK e altri paesi dell’ UE. Inoltre ci tengo a far presente che grazie al numero chiuso sia a Medicina che a odontoiatria è possibile ora attuare questo percorso e uniformarci al resto d’Europa senza molte complicazioni lavorative. Ci tengo infine a precisare come ricordato che il laureato in odontoiatria NON è un Medico. Alla luce di questo non si spiega come egli sia legittimato a procedure chirurgiche come l’implantologia. Trovo assurda la definizione di ”chirurgia orale”. Infatti in paesi dove la CMF è ben regolamentata (vedi appunto in UK) la disciplina è persino chiamata Oro-maxillo-facial surgery.

Lorenzo
25 marzo 2016 at 22:26

Rivolto al Dr.Filippo e a tutti coloro che non ritengono legittimo, per l’Odontoiatra, eseguire la chirurgia del cavo orale.
E nemmeno voglio soffermarmi sulla questione “medico/non medico”, tanto a quanto pare i 6 anni di Medicina non vi bastano per capire che una figura professionale MEDICA si distingue da una NON MEDICA perché la prima FA DIAGNOSI E PRESCRIZIONI TERAPEUTICHE (e questo spetta solo ai medici chirurghi, agli odontoiatri ed ai veterinari, ognuno con le sue competenze da COLLEGHI MEDICI), non mi soffermo nemmeno sulla questione deontologica e su come vengano comunamente identificati i due professionisti, e nemmeno su come il presidente dela CAO, della FNMCEO si sia pronunciato riguardo la specifica dizione di “Medico Odontoiatra” per il laureato in Odontoiatria, a quanto pare non siete aggiornati sulle ultime direttive .
Senza considerare che ad oggi il CdLM in Odontoiatria dura sei anni, parallelamente a quello in Medicina, vorrei precisare che durante l’ultimo triennio si sostiene un esame all’anno di Chirurgia Orale, così come quello di Patologia Speciale Odontostomatologica e Maxillo Facciale. Piuttosto, mi chiedo come sia possibile che la Vostra Specialità sia chiusa agli Odontoiatri, visto che la stessa, in molte università americane, è destinata proprio ai DDS…è vero che in molti Paesi ci sia bisogno del doppio titolo, ma è altrettanto vero che in diversi Stati degli USA la “Oral and Maxillofacial surgery” sia una scuola di specializzazione per DDS/DMD. Tra l’altro mi pare bizzarro che si ritenga assurdo far praticare la chirurgia del cavo orale ai dentisti quando, per poter praticare una chirurgia implantare, ad esempio, avete obbligatoriamente e legalmente bisogno della progettazone protesica di un Odontoiatra. Collaborate con i colleghi Odontoiatri ed evitate di scrivere fesserie.

Filippo
27 luglio 2016 at 15:34

Gentile Utente,
Queste non sono fesserie in quanto, oltre che in paesi Europei, anche in altre aree del mondo la regolamentazione prevede la doppia laurea (e mi sembra corretta la bidirezionalità tra le discipline in quanto così avviene in altri paesi europei). La questione è ben diversa comunque sul piano di competenze che devono essere esclusive e superiori per il chirurgo maxillo-facciale e non del dentista: anche a Medicina e Chirurgia si studia Cardiochirurgia ma nessuno al di fuori dello specialista si sognerebbe mai di eseguirla. Allo stesso modo nel corso di studi di odontoiatria si studia chirurgia oro-maxillo-facciale ma ben diverso è praticarla ed è palese che tutta la questione prognostico riabilitativo debba essere in mano al ch. maxillofacciale che al limite collabora col dentista pur essendolo egli stesso: la disciplina prevede questo anche negli USA, come te stesso hai sottolineato. La questione è quindi sul piano legislativo: decretare una specializzazione che è di confine, a numero chiuso, con percorsi diversi ma agevolati sia per Medici che Dentisti con doppia laurea, ma che sia riconosciuta come specialità ad un ovvio e legittimo livello superiore come avviene anche in altri paesi europei e come deve essere.

Francesco
10 marzo 2016 at 23:28

Caro Collega Pasquale,
la VERA anomalia italiana è che per TROPPI anni i colleghi plastici, otorino e medici specialisti in odontoiatria hanno fatto cose che di pertinenza sono della maxillo-facciale. Devi spostarti fuori dall’Italia, per comprendere realmente come stanno le cose: è l’a realtà Italiana ad essere distorta, in quanto la maxillo-facciale è arrivata qui DOPO essere nata in Germania, Austria e Svizzera, con grossi sviluppi anche nel Regno Unito. La chirurgia estetica della faccia, in Germania, viene effettuata dai maxillo-facciali: in Italia, purtroppo, ci sono ancora plastici che fanno la traumatologia e la chirurgia ortognatica.
Ti assicuro che la doppia laurea NON serve a noi maxillo per fare i dentisti nel pubblico, non siamo MINIMAMENTE interessati a questo (i concorsi a cui facevo riferimento erano per Dirigente Medico in Chirurgia Maxillo-facciale): serve a noi per poter essere GIUSTAMENTE ammessi (come ginecologi, oculisti, chirurghi plastici, cardiologi, internisti) alla LIBERA CIRCOLAZIONE nei Paesi dell’UE.

Pasquale
13 aprile 2016 at 21:45

Caro collega concordo pienamente sulle tue riflessioni ma aggiungo che limitare la possibilita’ di azione del medico chirurgo non è possibile. Concorderai con me che asportare un tumore cutaneo dal viso è pertineza del maxillo ,dell’otorino del plastico del chirurgo dermatolgo del chirurgo generale ecc ecc con questo voglio solo affermare che non è l’impedire agli specialisti di fare la soluzione ma e riappropriare la chirurgia maxillo dell’odontoiatria chirurgica che ne allinea il profilo professionale garentendogli un settore di esclusivita’. Gli odontoiatri (non Medici) effettuano oggi procedure che non potrebbero effettuare. Non da ultimo l’utilizzo del PRP , così come gli impianti zigomatici esibendo corso relativo sul loro posizionamento In Italia non conosco personalmemnte chi li fa tra gli odontoiatri tuttavia lo trovo assurdo. A mio umilissimo avviso una certa chirurgia gli dovrebbe essere vietata è data al medico chirurgo spec. in Stomat. o Maxillo Facciale

Silvia
10 marzo 2016 at 11:37

Invito tutti i lettori a consultare e fare riferimento al sito The British Association of Oral and Maxillofacial Surgery, un sito web ottimo e che spiega cosa vuol dire essere un profilo professionale definito e tutelato dallo Stato e poter quindi dare risposte ai pazienti (perché obiettivamente lavorare con le mani legate va a scapito anche e ben più drammaticamente di questo). vedi soprattutto sezione ”sub-specialist areas” qui http://www.baoms.org.uk/What_is_Oral_and_Maxillofacial_Surgery/Sub_specialist_Areas

Roberto
7 luglio 2016 at 16:09

A tutti gli interessati.

Credo che il gap che è stato descritto in precedenza viene ad essere colmato con un esame European Board of Oro-Maxillo-Facial Surgery. Credo che una volta superato con successo l’esame il titolo di specialista viene riconosciuto in tutti gli stati membri dell’unione.

http://www.ebomfs.eu/

Vorrei fare comunque una osservazione che credo sia lecita, cioè dare anche agli odontoiatri la possibilità di poter accedere per via diretta alla specialità di chirurgia maxillo-facciale con annessa laurea in medicina.

Vedi il modello finlandese

https://www.utu.fi/en/units/med/units/dentistry/departments/oral_surgery/Pages/home.aspx

o
Quello American

DDS o DMD più 6 anni di specialità (2anni di medicina e 4 di chirurgia maxillofacciale)

saluti

Filippo
27 luglio 2016 at 15:17

Caro Roberto,
Ho letto la tua lettera ed effettivamente ritengo che la tua proposta sia valida (la bidirezionalità del percorso formativo esiste infatti in tutti i suddetti paesi, ovvero anche UK e Germania) tenendo però presente che lo studio dello studente di Medicina e Chirurgia abbraccia un ambito molto ampio in modo approfondito (tra cui anche l’odontoiatria) mentre il corso di laurea in Odontoiatria si approccia in modo molto superficiale a tutto ciò che è il resto della medicina. Da ciò ne deve derivare certamente uno sbilanciamento a favore del Medico Chirurgo nel perseguire poi la seconda Laurea.

Cordiali saluti

pasquale
12 giugno 2017 at 11:56

Scrivi il tuo coOggetto: Specializzazione in Chirurgia Maxillo facciale UE e doppia laurea

Tenendo presente che la specializzazione in maxillo facciale è della durata di 5 anni. Nell’ordinamento didattico previsto dal decreto interministeriale 2015 prevede la formazione in chirurgia odontoiatrica e della bocca nonchè l’acquisizione delle competenze uguali a quelle del laureato in Odontoiatria senza conseguirne il titolo della laurea magistrale.
Senza dilungarmi su quanto questa ultima frase del decreto darà adito a perplessità e rivendicazioni vado al punto saliente:L’assurdità dei 5 anni di specializzazione in Maxillo quando ne basetrebberò 4 , e il tentativo di trincerarsi dietro una definizione della specializzazione abbreviata appunto “Maxillo Facciale” anziché di chirurgia dentaria della bocca e maxillo facciale ( come è realmente e come indicatodalla direttiva 2005/36 UE) tutto ciò per evitare di adeguarsi alla normativa europea 2005/36 che prevederebbe la doppia formazione di base in medico chirurgo e odontoiatra.
Non vi è chi non veda che ci troviamo difronte ad uno spreco di borse poiché sarebbe 1 anno in meno di specialità con un notevole risparmio e inoltre ad un giustificato e proporzionato regolamento didattico di specialità come anche indicato da DR del Grow dell’UE. Infine la formazione del chirurgo maxillo facciale non può prescindere ne dalla formazione Medica ne da quella Odontoiatrica. Non mi dilungo inoltre sulle Interpretazioni della Corte Europea sull ‘impossibilitò di attribuire competenze in chirurgia orale a chi non è anche Laureato in Odontoiatria. Se proprio il decreto interministeriale vuole agevolare la circolazione degli specialisti in Chirurgia Maxillo Facciale approvi la doppia formazione in Medicina e in Odontiatria per l’accesso a tale formazione. Ne gioverebbero tutti le casse dello stato i cittadini e soprattutto la riduzione dei contenziosi.
mmento qui…

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